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Anarchia libica, la nuova megalopoli cinese e Fiorucci. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

20 Luglio 2015 alle 18:23

Anarchia libica, la nuova megalopoli cinese e Fiorucci. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


Una idiozia dare tre milioni a De Gregorio per far cadere Prodi. Bertinotti lo faceva gratis…”

 

ElleKappa


 

 

Sabbie arabe

 

Quattro italiani sono stati rapiti in Libia nei pressi del compound dell’Eni nella zona di Mellitah. Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti di Parma, che si occupa della manutenzione nell’impianto della multinazionale del gas. Ieri sera i quattro erano entrati in Libia dalla Tunisia. Diretti a Mellitah, sono stati sequestrati pochi chilometri prima di arrivare a destinazione, nei pressi di Zuwara. È ancora presto per valutare la matrice del sequestro, gli inquirenti lavorano su quattro piste: l’Isis, il racket degli scafisti, le milizie tribali (come sostiene Al Jazeera) e la criminalità comune.

Da Sirte al Sud della Tunisia, ecco la terra di nessuno dove imperversano jihadisti e criminali nell’analisi di Maurizio Molinari. Il rapimento dei quattro italiani evidenzia quali sono le maggiori zone di instabilità nel Maghreb.

 

 

Jihad quotidiana

 

Almeno 28 persone sono morte in un attentato in Turchia. È successo in un centro culturale a Suruç, città curda al confine con la Siria. I feriti sono circa cento. Le autorità turche sospettano che l’attentato suicida sia stato compiuto dal gruppo Stato islamico. Nel centro culturale si trovavano molti giovani volontari che dovevano partire per collaborare alla ricostruzione di Kobane, città curda siriana che si trova a dieci chilometri di distanza e fino a gennaio assediata dai jihadisti (via Internazionale). Come si comporterà adesso la Turchia? Continuerà a fare orecchie da mercante?

 

Educazione sentimentale. Così il Califfo “forma” i bambini: “Prendete questa spada e decapitate le bambole” Pazzesco! Mentre Guido Olimpio racconta la guerra coperta dell’intelligence contro il Califfato.

 

Mentre il presidente nigeriano Buhari incontra Obama alla Casa Bianca, L’Economist pubblica un bel focus, con numeri e tabelle, sull’insorgenza del fenomeno jihadista in Africa e le reazioni (deboli) dei vari governi minacciati.

 

Poi c’è da segnalare l’attivismo del “soldato” David Cameron. Il primo ministro britannico ha tenuto a Birmingham un discorso importante sul terrorismo islamico, parlando del rapporto tra democrazia occidentale e ideologia terrorista. Con alcune ricadute molto pratiche: ad esempio i genitori britannici potranno confiscare i passaporti ai figli che intendono arruolarsi nelle fila dell’Isis.

 

 

Amico Ayatollah

 

In che modo l’amministrazione Obama sta cercando di recuperare il rapporto con gli alleati storici mediorientali (sauditi e israeliani) dopo il deal nucleare con Teheran. E l’approfondita inchiesta del New Yorker sullo storico accordo.

 

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha dato il via libera alla risoluzione che recepisce l’accordo sul nucleare iraniano.

 

 

Se ne parla oggi

 

Melodrachma. In Grecia le banche hanno riaperto gli sportelli dopo tre settimane di chiusura, anche se restano in vigore i limiti ai prelievi. Oggi sono scattati anche gli aumenti sull’iva, che sale dal 13 al 23 per cento. Nel frattempo l’Unione europea ha inviato ad Atene il prestito da 7,1 miliardi di euro necessario a far fronte alle scadenze del debito. Scrive Ekathimerini che Tsipras sarebbe costato alla Grecia 30 miliardi in tre settimane (sic!). Per il Wsj invece la prossima sfida del premier (se vuol restare in sella) è segnata: riconciliare Syriza con le privatizzazioni e il capitalismo.

L’ultimo samurai. Il governo giapponese sta tentando di eliminare i dipartimenti di studi umanistici dalle università, favorendo invece corsi di studio che darebbero competenze professionali più immediatamente spendibili (via Giorgio Fontana).

Top Gun. Lockheed Martin, il più grande fornitore del Pentagono (produce anche gli F35) ha raggiunto un accordo con United Technologies per comprare la divisione che produce gli elicotteri Sikorsky (tra questi anche i famosi Black Hawk) per 9 miliardi di dollari. Per il gruppo è l'acquisizione più grande da quando comprò Martin Marietta, per circa 10 miliardi di dollari una ventina di anni fa.

Il salmone che conta. Voci di vendita del glorioso Financial Times, l’editore Pearson si starebbe guardando in giro. In lizza anche i tedeschi di Axel Springer. Lo riporta Bloomberg.

Mai più Charlie. Il settimanale satirico francese Charlie Hebdo non pubblicherà più vignette su Maometto. Il clamoroso annuncio da parte del direttore, a sei mesi dalla strage islamista in redazione. Hanno vinto i tagliagole.  

 

 

Personaggi

 

Ritratto del superministro tedesco Wolfgang Schauble che ha imposto a tutta la Ue la sua legge del rigore (se non si capisce lui, non si capisce la Germania). In più l’intervista del super ministro allo Spiegel in cui, tra le altre cose, sferza Paul Krugman (che a sua volta fa retromarcia e dice di aver sovrastimato la competenza del governo greco).

 

L’ottima inchiesta investigativa di Dexter Filkins sulla morte ancora misteriosa del procuratore argentino Alberto Nisman, (c’entra una vecchia vicenda iraniana e la famiglia presidenziale dei Kirchner).

 

 

Mappa del giorno


Le grandi aziende italiane hanno il record mondiale dei pagamenti lenti e in ritardo

 


 

 

Argomenti di dibattito

 

La Cina è vicina. Non lo si vuole ammettere ma sta crescendo (nel mondo) l’appeal verso il modello cinese di capitalismo autoritario. Naturalmente è una minaccia anzitutto per l’Occidente.

Il mondo, domani. TechCrunch affronta una delle sfide cardine dei nostri giorni: come tutelare il lavoro autonomo (freelance) senza strozzare in culla la nuova economia.

Rottamare le tasse. Oscar Giannino prende sul serio l’annuncio del premier Renzi: “incalziamolo su come tagliare davvero le tasse, con meno spesa…”

Campi di battaglia. Domanda secca del Financial Times: l’era dei soldati/robot cambierà il modo in cui facciamo e pensiamo la guerra?

Dietro le sbarre. Il problema delle carceri in Italia: costano, funzionano male e violano i diritti.

 

 

Cose da sapere

 

Mar morto. I Ventotto paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un'intesa sulla distribuzione dei migranti che si ferma ben al di sotto dell'obiettivo indicato dalla Commissione Ue: 35mila invece che 40mila. Questi i veri numeri della (supposta) invasione.

Viaggiare informati. La mappa degli incidenti e i punti più pericolosi di strade e autostrade alla vigilia dell’esodo agostano, nella utile infodata del Sole 24Ore.

L’albero della finanza. Una bellissima infografica sul monetarismo globale cresciuto ed esportato dalle aule del Mit di Boston.

La guerra degli orologi. C’era da aspettarsi la reazione, ora è ufficiale. Il colosso del lusso Lvmh lancerà presto un modello rivale dell’Apple Watch. Ne vedremo delle belle.

 

 

Ossessioni

 

L’urlo. Time prova a spiegare, dal punto di vista scientifico, perché le persone urlano. Molto interessante.

Vietato fumare. Come smettere con le sigarette con l’aiuto di internet (sembrerebbe funzionare).

Gli antenati. Per la cronaca, il fast food non è un’invenzione prettamente recente. Sarebbe esistito già ai tempi dei Romani.

Povero Dracula. Sembra uno scherzo ma è tutto vero: al Transilvania music Festival si può entrare gratis barattando il costo del biglietto con una donazione di sangue. In Romania c’è carenza e si studiano campagne di incentivo.  

 

 

Mettetevi comodi

 

L’esercito invisibile. I batteri “governano il mondo” e gli archibatteri sono “quasi magici”. Un affascinante viaggio nel “nanoverso” (via Rivista Studio).

Megalopolis. Il reportage del Nyt sulla costruzione di una incredibile supercity da 130 milioni di abitanti tra le aree urbane di Pechino, Tianjin e Hebei.

Il baco buono. Le sorprendenti foto di Alessandro Bianchi sul ritorno dell’industria della seta nel padovano.

L’età del sequel. Prequel, sequel, reboot, remake e spin-off dominano il box office e la mente degli Studios. Che cosa sta succedendo alla creatività di Hollywood?

 

 

Se ne sono andati


Elio Fiorucci, paladino della moda democratica, è morto nella sua casa di Porta Venezia a Milano. Sotto ci sono le vetrine con i nanetti della sua ultima creatura, il marchio Love Therapy. Lo ha trovato stamattina la sua assistente dopo che da ieri nessuno dei familiari era più riuscito a parlargli. E’ stato colto da un malore, perché pare non avesse problemi di salute

 


 

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