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La sfida di Erdogan, addio Tareq Aziz e Juve-Barca. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

5 Giugno 2015 alle 19:05

La sfida di Erdogan, addio Tareq Aziz e Juve-Barca. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


 

“Immigrazione: 42 mila sbarchi in Grecia nei primi 5 mesi dell'anno, dice UNHCR. Che si fa? Operazione militare Ue sulle coste della Turchia?…” 

David Carretta


 

 

Notti magiche 

 

Domani sera a Berlino Juventus e Barcellona si sfidano per la conquista della Champions League. Rivista Undici mette in fila le sette precedenti finali della Juventus. Sette sfide tra festa e disperazione, sette notti passate a rincorrere un’ossessione: la coppa dalle grandi orecchie.

 

Le grandi finali vivono spesso sulle rivalità dei campioni in campo: ad esempio quello di domani sarà probabilmente il canto finale di due cigni meravigliosi, uno contro l’altro: Andrea Pirlo e Xavi. E poi, ovviamente, la doppia sfida contrapposta del calcio argentino: il re Leo Messi contro lo sfidante Carlitos Tevez.

 

La domanda che resta sullo sfondo è una e una sola: ma il Barcellona si può battere? La redazione de L’Ultimo Uomo ha provato ad analizzare tre fasi del gioco blaugrana per dimostrare che Messi e compagni non sono una squadra invincibile. Almeno in teoria. Sul campo, poi…

 

Infine, dopo mille ripensamenti, Silvio Berlusconi ha venduto il 47% del Milan all’uomo d’affari thailandese Bee Taechaubol per 470 milioni di euro.

 

 

Nuova guerra fredda 

 

Il consiglio di sicurezza dell’Onu si riunirà domani per discutere della ripresa dei combattimenti tra le truppe di Kiev e i ribelli filo-russi nell’Ucraina orientale. Il ritorno delle violenze in quell’area rompe la tregua sollecitata dall’Europa, che reggeva da quattro mesi.

 

Angeli e demoni: lo Spiegel ripercorre un anno di era Poroshenko in Ucraina e la battaglia per liberare il suo paese dalla morsa degli oligarchi mentre dalla Grecia all’Ucraina alla Libia, prosegue la spinta di Obama (con la cancelliera Merkel e il premier UK Cameron) per tenere unita l’Europa.

 

Infine una cartina riassuntiva della crisi in corso tra Mosca e Kiev e una bella storia raccolta da Vice News: abbandonati dopo la fine dell'epoca sovietica, i club patriottici giovanili stanno acquistando nuova popolarità nella zona di Donetsk. I membri di uno di questi club raccontano la competizione con una squadra rivale.

 

 

Se ne parla oggi

 

Tragedia greca. Per alcune fonti il rinvio del pagamento al Fmi è un brutto segno e aggiunge tensione e dubbi sulla strada dell’accordo tra Atene e i creditori. Spiazzata Merkel e le colombe Ue: non rispettano i patti. È uno dei nodi salienti del negoziato: perché è così complicato riformare il sistema pensionistico di Atene?  

Jihad quotidiana. Afghanistan sottosopra: Joseph Goldstein analizza la nuova minaccia del Califfato nelle province talebane mentre Maurizio Molinari racconta il Califfo dell’Isis, novello Semiramide: “muove” le acque dell’Eufrate per dare l’assalto finale a Baghdad. Anche al Qaeda, senza dare troppo nell’occhio, è in espansione tra Yemen e Siria.

Che Fifa. Le Monde, a sorpresa, avanza dubbi sul fatto che il presidente dell’Uefa Platini possa essere l’uomo giusto per succedere a Blatter alla guida della Fifa. In questi anni, non è stato esattamente “un modello di virtù…”.  Aumenta anche la pressione mediatica inglese per togliere l’organizzazione della Coppa del mondo a Russia e Qatar. Ovviamente Londra sarebbe ben contenta di subentrare. 

Spie come noi. Secondo fonti citate dai media americani l’hackeraggio compiuto a danno dei dati di 4 milioni di dipendenti del governo americano potrebbe trattarsi del più grosso furto del genere mai effettuato e della seconda intrusione in meno di un anno messa a segno da hacker di base in Cina.

Cose turche. Domenica 7 giugno oltre 55 milioni di turchi saranno chiamati alle urne per il rinnovo della Grande assemblea nazionale, il parlamento unicamerale del paese formato da 550 deputati eletti ogni quattro anni con un sistema proporzionale. Il presidente Erdogan affronta un voto incerto: ha reso migliore l’economia turca (e i redditi dei suoi abitanti), ma dal punto di vista (geo)politico e sociale la situazione è peggiorata. Ankara non sembra più essere quel modello di integrazione e stabilità euroasiatica rappresentata per molti anni. Secondo molti osservatori, solo il leader curdo Selahattin Demirtas potrebbe salvare la democrazia turca dal monopolio dell’uomo forte Erdogan.

Obituary. È morto Tareq Aziz, a lungo ministro degli Esteri iracheno, la faccia buona del regime di Saddam Hussein. Aveva 79 anni.

 

 

Personaggi

 

A letto col nemico. Khalimov, il generale addestrato dall’Fbi e passato nelle fila dell’Isis. Aveva ricevuto l’incarico dal governo del Tagikistan per combattere il terrorismo islamico. Ora si è unito al fronte contro cui doveva lottare.

Grande distribuzione. Fortune racconta Doug Mcmillon, l’uomo che sta cambiando il discusso colosso Walmart.  

 

 

Italy in a day

 

Papà Silvio. Alfano, Lupi, Casini. La sublime arte di galleggiare (tanto poi si torna tutti dal Cav.).

Bad Bank a scoppio ritardato. Continua a fare titoli e articoli sui giornali l’ipotesi di costruire un veicolo italiano per smaltire una larga parte delle sofferenze bancarie. Qualche ragionamento intelligente di Fabio Bolognini.

Abbasso i gufi. Expo sta trainando Milano? I musei hanno avuto un aumento di visite del 36,15% di visite, per esempio.

 

 

Mappa del giorno


 

Dal colore rosso al colore nero messi in scala: l’inflazione nei diversi paesi del mondo

 


 

 

Argomenti di dibattito

 

Mai dormire sugli allori. Cosa può imparare Silicon Valley da Seul, in Corea, dove è in pieno fermento un eccitantissimo distretto che progetta software per smartphone di nuova generazione.

C’è un caso al Jazeera. La rete del Qatar manda in prime time il capo di al Qaida. Le tecniche per rendere mainstreaming il jihad.

Figliol prodigo? Scrive il New Yorker che è tempo di far tornare a casa l’ex contractor dell’intelligence Usa, Edward Snowden. Senza le sue rivelazioni non ci sarebbe mai stata la revisione delle attività della Nsa e sarebbe stato molto diverso il dibattito su privacy e sorveglianza. Per la cronaca, ieri Snowden ha firmato anche un editoriale sul Nyt: i fatti sono più convincenti della paura…

Dubbi amletici. Sareste disposti a pagare per usare Facebook invece che cedere tutte le informazioni personali?

 

  

Cose da sapere

 

Uno sporco mestiere. Un documento esclusivo in mano alla Reuters racconta che l’Unione europea sarebbe disposta a concedere altri dieci anni di moratoria per mettersi in regola alle industrie più inquinanti. La paura è quella che altrimenti possano delocalizzare produzioni e posti di lavoro.

Passaggio a Oriente. Potrebbe essere il sud est asiatico la nuova frontiera dell’Europa. Riprenderanno presto i negoziati tra Ue e Asean, fermi dal 2007: verso un’area di libero scambio da 1,1 miliardi di persone (il nodo diritti umani).

C’era una volta la privacy. Dimenticate le scaramucce odierne, sarà la caccia ai mega dati sul dna umano la prossima frontiera della guerra tra Amazon e Google. 

L’era del petrolio. Sopravviverà la rivoluzione dello “shale oil”? Pare di sì, anche se in molti potrebbero farsi male. Ecco perché.

 

 

Ossessioni 

 

C’è scarpa e scarpa. È una faccenda curiosa: gli americani, in fondo in fondo, non capiscono (né apprezzano) le Adidas. Perché?

Moderni mausolei. Le nuove incredibili sedi di Apple, Google, Facebook e altre potenze tech, veri e proprio templi laici al lavoro.

Nel continente nero. Molti grandi paesi africani hanno decisamente un problema di invecchiamento dei propri leader politici. Specie se confrontata con quella media della popolazione.

Coca party. Molti paesi europei invece hanno decisamente un problema con l’uso di cocaina.

 

 

Mettetevi comodi

 

Il califfato del Minnesota. Come funziona la chiamata al Jihad in America. L’inchiesta di Mattia Ferraresi dalla Ellis Island della diaspora somala, approdo temporaneo dei rifugiati della guerra civile in attesa di essere smistati verso un futuro migliore. 

Sliding door. L’Atlantic fa un esperimento affascinante. Prova a raccontare cosa sarebbe successo se gli alleati non avessero vinto la Prima Guerra Mondiale.  

Paradiso perduto. Un conflitto tra il governo e la popolazione indigena locale sta minacciando uno dei più rari parchi nazionali brasiliani. Il bellissimo reportage in tandem firmato Slate e Roads&Kingsdom.

Senza casa. Un fotografo ha seguito per sei anni la minoranza perseguitata dei Rohingya, musulmani del Myanmar. Ne è uscito un documento meraviglioso.  

 

 

C’era una volta


 

Quarant’anni fa nasceva il primo videoregistratore ad uso domestico, il Sony Betamax, oggi surclassato da dvd e streaming. In Europa arriverà tre anni dopo, nel 1978

 


 

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