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La Grecia nel burrone, Skuola in sciopero e i miliardari asiatici. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

5 Maggio 2015 alle 19:08

La Grecia nel burrone, Skuola in sciopero e i miliardari asiatici. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


“Scuola, all’arco della Pace ci sono tutti gli slogan degli scioperi degli anni passati. Tuttissimi…”

Emanuele Menietti 


 

 

Tragedia greca

 

Accordo impossibile tra Grecia e i paesi creditori all’Eurogruppo di lunedì. Secondo Atene le richieste incrociate tra Ue e Fmi minano l’accordo. Davvero è tutto finito e si va verso l’abisso? Chissà. Per il Financial Times, arrivati a questo punto lo scenario Grexit potrebbe essere meglio per tutti: “un bel respiro, e via…”, ma va ricordato che i greci sono da sempre negoziatori levantini. Ad esempio Limes racconta che Atene potrebbe diventare lo snodo energetico dell’Europa del Sud grazie a Turkish (Greek) Stream e al Corridoio Meridionale. Con ricadute politiche a vantaggio della Russia di Putin. Un’opzione geopolitica che Tsipras sicuramente non ha rinunciato (e non rinuncerà) ad usare sul tavolo di Bruxelles e Washington. Politico Europe mette invece in fila, da metà Ottocento a oggi, le dodici personalità politiche, istituzioni o gruppi di potere che hanno portato alla rovina della Grecia. 

 

 

Se ne parla oggi

 

Spie come noi. Le rivelazioni sulla collaborazione scabrosa dei servizi di intelligence di Berlino con la Nsa americana stanno creando parecchio imbarazzo ad Angela Merkel. Secondo alcuni media tedeschi la tenuta della grande coalizione è messa alla prova, anche perché il vice cancelliere, il socialdemocratico Gabriel, ha messo nel mirino nientemeno che il capo del governo. 

Le elezioni degli altri. Giovedì il Regno Unito va al voto: né laburisti né tories avranno la maggioranza. Sarà decisivo il partito nazionalista scozzese (Snp) di Nicola Sturgeon, la lady di ferro dal cuore socialdemocratico. Ed Miliband sa bene che se vorrà coltivare speranze di riportare il Labour a Downing Street, dovrà allearsi con lei. Trasformando nell’ago della bilancia della competizione, proprio chi vorrebbe staccarsi da Londra. Come sarebbe l’Europa (in numeri) nel caso di una clamorosa Brexit, nell’animazione curata da Vieuws; il voto inglese visto dalla redazione di BuzzFeed, ossia un misto di ormoni, divertimento, teleferiche e sangue; e infine cosa si gioca il premier uscente Cameron nelle urne di giovedì.

Mar morto. Tra il 1 e il 4 maggio la guardia costiera e la marina militare hanno salvato almeno ottomila persone nel canale di Sicilia mentre l’agenzia europea Frontex ha intensificato le operazioni. Sei domande e sei risposte sull’immigrazione (fuori degli opposti luoghi comuni).

Mercati razionali (non stupidi). La lezione del Quantitative easing che non impariamo mai, secondo Andrea Boda. Perché è destinato a finire l’alibi del “tanto ci pensano le banche centrali” nei giorni in cui Bruxelles rivede al rialzo le stime di crescita del Pil dell’eurozona. Durerà?

Corsa alla Casa Bianca. Cosa significa la candidatura alle primarie repubblicane dell’ex manager Carly Fiorina, specie sui temi del lavoro e delle politiche di genere (vero Hillary Clinton?).

L’inchiesta del Washington Post sulle discusse donazioni ai Clinton e gli strani intrecci della fondazione che porta il loro nome (per The New Republic non ci sarebbe alcun conflitto di interesse in ballo); e com’è cambiato il campo da gioco (e le caratteristiche dei candidati) dei due schieramenti, dal 1992 a oggi.

Passaggio a Oriente. Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, comincia un importante viaggio in Cina nelle settimane a valle dell’adesione di molti paesi europei alla Banca d’investimento (AIIB), alter ego della Banca Mondiale, promossa da Pechino per riequilibrare il dominio globale Usa. Gli obiettivi, i nodi sul tappeto e lo stato di salute delle relazioni tra Bruxelles e il gigante asiatico. Nel frattempo la base democratica osteggia l’accelerazione impressa da Obama per chiudere il negoziato con giapponesi e alleati asiatici sulla grande area di libero scambio transpacifica (TPP).

 

 

Guerra & Pace

 

Jihad quotidiana. Cosa voleva dire il jihadista del Texas nell’ultimo tweet prima dell’attacco mentre il Califfato rivendica la sparatoria al concorso di vignette su Maometto. E, soprattutto, inaugura una nuova strategia del terrore su suolo americano.

Difesa comune. Lituania, Polonia e Ucraina hanno raggiunto un accordo per dare vita ad una brigata militare. Entro la fine dell’anno l’unità multi-paese (4.500 effettivi) potrebbe essere parzialmente in campo, ma per la sua completa operatività bisognerà aspettare il 2017.

Potere d’Egitto. Secondo l’Economist al Sisi ha ristabilito (per fortuna) l’ordine in Egitto, ma il prezzo pagato dal paese nordafricano, in termini di repressione, è molto salato. Peggio di Mubarak.

I fantasmi di Israele. Maurizio Molinari racconta la (clamorosa) fronda dei veterani contro l’esercito: “a Gaza danni immensi e ingiustificati.” Mentre in Siria un rapporto di Amnesty denuncia la barbarie del regime di Assad: “crimini contro l’umanità e atrocità sui civili.”

Saremo alleati? A Mosca (la Russia ha ottimi rapporti con Teheran) è in corso un dibattito serrato sulla convenienza o meno ad appoggiare l’accordo sul nucleare iraniano. Cosa dovrebbe imparare Obama sul conflitto iraniano, dal vecchio e compianto Reagan. E un’impressionante mappa dell’esodo in corso nello Yemen in preda all’anarchia e al conflitto per procura tra Iran e Arabia Saudita.

 

 

Italy in a day

 

 

Capitalismo dei miei stivali. Tra bad bank e privatizzazioni: perché il premier Renzi è andato in Borsa a suonare la sveglia ai capitali flosci. Ma soprattutto: il premier è coerente, negli atti del suo governo, con quel che dice contro il capitalismo di relazione? Solo a metà, spiega Oscar Giannino

A skuola, a skuola. Dice Paola Matricola in un’intervista a Il Mattino che il sindacato ha rovinato la scuola italiana, coccolando insegnanti scarsi che sfornano studenti analfabeti. La verità è che non si ricorda una sola riforma senza studenti e prof in piazza. A partire da quella di Gui che scatenò il Sessantotto.

Giganti dormienti. L’amministratore unico della Ferrero, Giovanni Ferrero, non solo smentisce qualsiasi rumors di vendita del gruppo ma apre alla possibilità che la multinazionale dolciaria diventi predatrice nel grande risiko in corso. La disponibilità del colosso di Alba a crescere (finalmente) tramite acquisizioni, è una notizia di grande rilievo per l'industria italiana.

#NessunoTocchiMilano. Black bloc, proteste, devastazioni, No Expo e imbecilli. Cos’è successo il primo maggio in città, raccontato dal punto di vista della polizia.

Preferivate la Troika? Perché i giudici costituzionali fanno politica sulle pensioni, sfornando peraltro sentenze stataliste e anti contribuenti. E dove il governo potrà (e dovrà) recuperare i miliardi per coprire il buco nei conti pubblici aperto dalla decisione della Consulta.

 

 

Mappa del giorno


Mattone e tecnologia. Chi sono i cinque uomini più ricchi dell’Asia. Sorpresa: non guida il fondatore di Alibaba, Jack Ma



 

 

Argomenti di dibattito

 

Il lavoro degli altri. Dissent racconta come funzionano (piuttosto bene) i Centri per l’impiego americani per migliaia di lavoratori immigrati con basso salario. In Italia, invece, la riforma dei servizi pubblici per l’impiego è tristemente in fase di stallo.

Le due sponde dell’Atlantico. Leo Mirani si domanda su Quartz se il contenzioso tra l’Ue e Google sia una semplice disputa politico-commerciale oppure l’ennesima manifestazione di anti-americanismo che permea spesso la cultura europea.

Urbanizzazione gialla. Un grande approfondimento del Financial Times, con numeri e mappe, sulla fine del boom migratorio interno cinese verso le grandi megalopoli. E il significato che avrà sul sistema economico di Pechino. Il Washington Post invece analizza - tra bolle, debiti e rallentamenti economici - in che modo Pechino sta cercando di salvaguardare la propria economia.

Comfort zone. Dove sono finiti gli scrittori? Il silenzio colpevole su quel che resta di Charlie Hebdo.

 

 

Cose da sapere

 

I cavalieri dell’apocalisse (tecnologica). Amazon, Facebook, Google e Apple: i numeri dei quattro giganti tech spiegati da Fortune (in nove semplici chart).

Big Oil. Scrive Bloomberg che il boom dello shale gas americano si è interrotto (almeno per ora). Non mancheranno conseguenze.

Corsa all’oro. L’intelligenza artificiale potrebbe presto diventare il terreno di caccia di investitori e fondi hedge. Nuova bolla alle viste?  

Meglio nomadi. Geografia della mobilità sociale in Italia. Un po’ di dati dimostrano che una società più mobile è anche più prospera.

 

 

Ossessioni

 

Portafoglio rosa. Come investono i propri soldi le donne rispetto agli uomini? Uno studio rivela alcuni particolari interessanti. Non c’è che dire: differenti orizzonti. E poi la classifica delle donne manager più pagate (attenzione a Marissa Mayer di Yahoo!. 

La guerra della musica. Scrive The Verge che Apple le sta provando tutte per convincere le case discografiche ad affossare Spotify gratis (in vista del lancio del suo sistema per ascoltare canzoni online).

Scuola di polizia. Molte città americane, dopo i fatti di Ferguson e Baltimora, hanno deciso di rivedere le regole d’ingaggio (vecchie di anni) dei propri corpi di polizia.

Cilecca. Vice ha chiesto ad alcuni attori e attrici porno di raccontare i loro momenti di difficoltà sul set, tra incidenti di percorso, giornata no e scene da ripetere.

  

 

Mettetevi comodi

 

Boy scout army. Foreign Policy racconta in che modo il presidente russo Putin sta rilanciando i vecchi club militari giovanili di sovietica memoria. Obiettivo: costruire una nuova generazione di patrioti. In Ucraina, intanto, dimenticate i tank: la colonizzazione russa avanza sulle ali del rublo.

Fantasmi. The Interceptor ripercorre, con particolari inediti, l’agghiacciante vicenda della scomparsa dei 43 studenti messicani lo scorso settembre a Iguala.

Seconda serata. Nei giorni dell'addio di David Letterman dopo 33 anni di attività, analisi e storia dei late night show televisivi americani.

Non solo Inter. Del 5 maggio 2002 e di altre tragedie calcistiche (sportivamente parlando), messe in fila da Davide Coppo.

 

 

Foto del giorno


Una lista di 17.306 migranti morti nel Mediterraneo davanti al Parlamento europeo


 

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