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Italicum, rivoluzione a Riyad e il boom degli psicofarmaci. Di cosa parlare stasera a cena

In esclusiva per noi Marco Alfieri seleziona e propone letture, spunti e idee per sapere quello che succede nel mondo.

29 Aprile 2015 alle 18:44

Italicum, rivoluzione a Riyad e il boom degli psicofarmaci. Di cosa parlare stasera a cena

Frase del giorno


Poi si farà una nuova legge elettorale, e non succederà nessuna catastrofe. Ma allora staremo già litigando su altro…”

Luca Sofri


 

 

Se ne parla oggi

 

Persi per strada. Quanta “voglia di Black Panther” c’è a Baltimora, tra i rioter che sfasciano la città e la reputazione dei manifestanti. Occupazione, scolarizzazione, melting pot, tasso di povertà: un po’ di dati socio-economici sui quartieri dove viveva Freddie Gray, comparati con il resto degli Stati Uniti (giusto per capire il contesto). Una breve storia di come le tensioni razziali negli Usa, da Birmingham a Ferguson fino a Baltimora, abbiano danneggiato e danneggino l’immagine americana all’estero. E un’approfondita analisi sui morti ammazzati dalla polizia nel triennio 2010-2012. Viene fuori un identikit abbastanza ben definito: maschio, giovane, nero. 

Tragedia greca. Tsipras è fiducioso su un’intesa con i creditori internazionali entro il 9 maggio ma la Germania non si fida: per concedere gli aiuti da 7,2 miliardi, vuol vedere prima il piano completo delle riforme. Perché aver ridimensionato il ruolo del ministro delle finanze Varoufakis non risolve di per sé l’enorme problema del debito di Atene e perché la tattica del premier greco somiglia da vicino a quella di un allenatore di calcio che sostituisce il suo centravanti di punta.

Passaggio a Oriente. Tutti i passi avanti nel negoziato trans pacifico (TPP) tra Obama e il premier giapponese Abe, che oggi parlando al Congresso Usa ha invitato tutti ad uno sforzo finale per chiudere lo storico accordo e ha promesso un maggior coinvolgimento giapponese sui principali teatri di crisi. Un interessante focus del Bruegel sul TPP e il ruolo dei poteri del presidente Usa nel negoziare il grande accordo commerciale con i paesi asiatici e sudamericani. E, infine, una notazione non secondaria: a Tokyo l’economia è stagnante ma oltreconfine le operazioni di M&A da parte di aziende giapponesi quest’anno toccheranno un livello record. 

La terra trema. Il viaggio di Vice News per le strade di Katmandu, quattro giorni dopo il terribile sisma. Il racconto di Time sugli ospedali nepalesi, sovraffollati e al collasso, e le tensioni tra la popolazione stremata per gli aiuti che arrivano a singhiozzo.

Nella casa di Saud. Il re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdelaziz ha rimosso dai loro incarichi diversi ministri e ha nominato un nuovo principe ereditario. Foreign Policy analizza i motivi della scelta e spiega chi entra e chi esce nel complicato sistema di potere saudita.

Cina e Qe. Per far fronte al rallentamento della crescita economica, Pechino pensa a un programma di finanziamento in grado di supportare gli investimenti in infrastrutture ai super indebitati governi locali.

Il voto degli altri. A pochi giorni dal voto inglese Nicola Sturgeon è ormai la leader politica più popolare in Gran Bretagna. Come lascia l’economia del paese la coalizione uscente (governo Cameron) secondo il Financial Times, e un po’ di cose da sapere per prepararsi alle elezioni più incerte di sempre: chi può vincere, la posta in palio e la complicata partita delle coalizioni.

 

 

Guerra & Pace

 

Saremo alleati? Perché è così strategico lo stretto di Hormuz dove ieri è scoppiata la disputa navale tra Usa e Iran; il precedente di qualche giorno fa, quando la marina statunitense ha mandato due navi da guerra al largo delle coste yemenite per bloccare i rifornimenti iraniani ai ribelli Houthi (che continuano ad avanzare); e l’impatto che la “battaglia navale” può avere sui negoziati nucleari appena riavviati. Ah, nel frattempo Khamenei ha messo al bando un magazine che si poneva la seguente domanda: la convivenza può essere un’alternativa al matrimonio? Ispettori in redazione.  

Jihad quotidiana. Adesso il Califfato emette pure (folli) certificati di nascita anche se, scrive The National, negli ultimi tempi starebbe perdendo appeal

Mar morto. “Dalla Turchia all’Italia in quattro giorni a bordo di un cargo”. Il viaggio è pubblicizzato su Facebook, con tanto di numero di cellulare di chi organizza. Al telefono, lo scafista ci spiega come funziona: “Sono navi di circa cento metri, che possono contenere fino a 700 passeggeri. Il costo è di seimila dollari a persona. Si salpa da Mersin”. Internazionale pubblica un video reportage a puntate attraverso le porte d’ingresso in Europa che somigliano sempre più a un fronte di guerra con sensori, telecamere termiche, radar e droni. E poi le abrasive vignette di Hervè Baudry e perché l’immigrazione dall’Africa aumenterà.

Tutte le armi del mondo. Un’interessantissima (e impressionante) mappatura del traffico illegale nelle zone teatro di conflitti, risalendo alle fonti di armi e munizioni: chi sono i paesi produttori, o attraverso quali paesi arrivano queste armi.

Il trucco di Obama. Pro Publica spiega perché settimana scorsa Obama, scusandosi per la morte dei due cooperanti uccisi per sbaglio da uno strike Usa in Pakistan, non abbia mai menzionato la parola drone. Da qualche tempo gli aerei senza pilota possono colpire soltanto chi rappresenta “una minaccia immediata per l’America”; ma poi aveva concesso alla Cia una licenza speciale per continuare come prima in Pakistan. Insomma aveva promesso regole più severe, ma c’era una clausola segreta.  

 

 

Personaggi

 

L’anti Varoufakis. Il Mr Wolf che vuol cambiare lo statalismo sudamericano. Il marxista Luis Alberto Arce Catacora guida con successo l’economia della Bolivia, e Maduro lo chiama per salvare il Venezuela.

Lupo nella steppa. Chi è Nazarbayev, l’eterno presidente del Kazakistan. I rapporti con l’Occidente restano buoni (nonostante i diritti umani).

 

 

Italy in a day

 

Tragicommedia Italicum. Perché una crisi di governo metterebbe a rischio la ripresa e le risse in aula bruciano fiducia, nell’editoriale del vice direttore del Sole, Fabrizio Forquet.

Non è una cosa seria. L’Italicum spiegato ai riformisti a corrente alternata (da Francesco Clementi) e una breve storia della contrastatissima riforma elettorale (dal Patto allo strappo del Nazareno, tutto in 15 mesi) mentre il governo Renzi “passa” il primo voto di fiducia.

Data journalism. Il lavoro negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2014, nella interessante inchiesta di Michela Scacchioli su dati OpenPolis.

Conto alla rovescia. Metrò, treno e taxi: una video inchiesta su come si arriva ad Expo 2015 e quanto costa. E la bellissima storia del padiglione espositivo del Nepal, completato (gratis) dagli altri operai.

 

 

Mappa del giorno


Le quindici peggiori economie mondiali del 2015. Si va dall’Ucraina fino alla Grecia (l’Italia a questo giro non è dietro al lavagna)



 

 

Argomenti di dibattito

 

Vade retro capitalismo. Perché la Carta di Milano, presentata in occasione dell’Expo, si riduce ad un manifesto di frugalità bio chic che non aiuterà certo a sfamare i popoli.  

God Muslim, bad Muslim. Un intenso podcast sulle difficoltà (e le incertezze) di essere una donna musulmana che vive negli Stati Uniti.

Alle radici della diseguaglianza. Perché i ricchi diventano (tendenzialmente) sempre più ricchi nella bella video spiegazione del Wsj e in che modo, parlando di altri tipi di diseguaglianze, le grandi corporation si stanno rendendo conto che una maggiore sensibilità verso i diritti LGBT, fa bene anzitutto al proprio business. 

Testacoda digitale. Google è la società più amata dai giovani e più odiata dalla politica. Solo un caso? Perché su Google-Microsoft e il ruolo dell’antitrust europeo Mario Monti ha torto e qualche riflessione sulla crociata europea contro il motore di ricerca più famoso del mondo, tra i tedeschi che temono una generazione di imprese più innovative (ed efficienti) e i francesi l’ennesima prova di forza della cultura yankee. 

 

 

Cose da sapere

 

Piazza Mercato. Amazon nell’ultimo anno ha guadagnato 3 miliardi di euro dalle imprese europee con Marketplace, la piattaforma digitale che permette di vendere i propri prodotti. A livello globale invece il colosso di Bezos chiuderà AmazonSupply per lanciare la piattaforma B2B Amazon Business Marketplace. 

Il sorpasso. Per la prima volta dal 2009, l’Europa scavalca gli Usa nella classifica sui migliori posti dove investire.  

Il collasso della Chàvezcare. Scorte medicinali in esaurimento, medici in fuga: perché il sogno del servizio sanitario gratuito in Venezuela si sta trasformando in incubo.

A immagine e somiglianza. La rivista Technology Review racconta gli straordinari passi avanti della ricerca sulla stampa di organi umani.

 

 

Ossessioni

 

Dolls E.R. Le bambole non sono solo oggetti. E nessuno lo sa meglio di Tiziana Grasso, che nel cuore di Napoli gestisce l’Ospedale delle Bambole…

Amori interrotti. Un militare americano ha raccontato con le immagini la fine della sua relazione a distanza, fatta di solitudini e attese. Molto bello. 

La pillola va giù. Perché gli studenti italiani sono i primi d'Europa per consumo di psicofarmaci. E chi l’avrebbe detto.

Conta solo il pallone. Possibile non esista al mondo qualcuno capace di cacciare Sepp Blatter dal trono di signore del calcio globale? 

 

 

Mettetevi comodi

 

Scuola di polizia. Il sito Longform ha messo insieme un po’ di articoli e reportage sulle violenze (e la militarizzazione) della polizia, nella storia recente americana.

Visti da vicino. Chi ha paura del leader del Labour inglese Miliband? Il mondo del business è incerto (tendenza antipatia). Il suo consigliere “senza i calzoni corti” ci spiega cosa vuol dire oggi essere di sinistra. Un’ottima Paola Peduzzi da Londra.

1992, le Serie. Celebrato il successo della serie tv su Tangentopoli (da un’idea di Stefano Accorsi): quali serie tv guardavamo in quegli anni, prima delle serie tv…

Giganti del piccolo schermo. Trentatré lunghi (e fantastici) anni di “Late Show” secondo lui medesimo, David Letterman.

Coca club. Dopo gli anni crudeli della droga, delle violenze e delle sparatorie (finalmente alle spalle?) ce la farà la Colombia a ripartire (un’altra volta) dal calcio…?

 

 

C’era una volta


Vent’anni fa, oggi, Tony Blair vinse la battaglia per cambiare lo statuto del partito laburista inglese, primo passo per la modernizzazione della sinistra (New Labour) e la conquista del paese

 


 

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