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I mercati credono alla pace in Iran
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
6 MAY 26

Foto ANSA
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Siamo sempre lì, anche se molti danno l’accordo per fatto. Dalla presidenza americana arriva il solito messaggio a due facce, in cui si parla di possibile accordo generale, più che possibile, vicino, quasi fatto, ma si ricorda anche che tutto potrebbe ancora fermarsi e allora si tornerebbe all’uso della forza. I mercati ci credono, anche questa volta e anche se il copione ricorda precedenti comunicazioni simili, cui seguirono impennate degli indici di Borsa e successive pesanti correzioni. Mentre resta poco chiaro chi e quanto in Iran abbia davvero il mandato di trattare e prendere impegni, con una voce considerata credibile, quella dell’agenzie di stampa nazionale, da cui arriva, invece, molta cautela sull’accordo in 14 punti, definito non del tutto credibile e frutto di affermazioni non confermate.
E tutto, da parte americana, si può leggere anche come un grande fallimento.
Resta, però, che sia il blocco imposto dall’Iran sia il contro-blocco americano hanno avuto una certa efficacia strategica, con conseguenza a lungo termine, ad esempio negli investimenti dei paesi del Golfo per trovare nuove vie per il trasporto di petrolio e gas. Mentre viene rivelato che le basi americane nell’area hanno subito danni maggiori di quanto si poteva immaginare.
Le tre "cose" principali
Fatto#1
Credeteci o no ma la maggioranza, senza voci in dissenso, intende andare avanti con la nuova legge elettorale (quella da cui deriverebbe la possibilità di una vittoria netta per una o per l’altra coalizione anche con un piccolissimo scarto in termini di voti e senza riguardo per la distribuzione dei consensi nei vari collegi). Dall’incontro tra i capi dei partiti di maggioranza si aspettavano anche indicazioni sulle nomine bloccate da tempo, a cominciare dalla guida della Consob, ma sembra che si debba aspettare ancora e questo non è un buon segno per la coalizione di governo. Si è parlato, invece, di energia, con uno sguardo talmente al futuro da aver centrato tutto sull’avvio della legge con cui tornare al nucleare.
Fatto#2
La Francia manda la portaerei Charles de Gaulle nel Golfo, con l’intento di partecipare a eventuali future missioni di stabilizzazione della sicurezza della navigazione, ma non per entrare in questa fase del conflitto.
Ieri è stata colpita una nave francese, ma Emmanuel Macron ha commentato dicendo che l’obiettivo non era la Francia, come dire che il problema è stato creato da altri.
Fatto#3
All’operazione artistica speciale russa a Venezia si risponda con la grande foto di Navalny distribuita sabato prossimo con il Foglio. La memoria contro la propaganda.
Oggi in pillole
- Gli Usa riaprono le forniture militari all’Ucraina, con armi in grado di cambiare l’equilibrio della guerra
- Cosa c’è di preoccupante o di molto preoccupante riguardo ai casi di hantavirus identificati sulla nave
- Come la vede l’Organizzazione mondiale della sanità
- Da cui, però, arriva anche una buona notizia (ma riguarda la Tbc)
- Le violenze, chiaramente antisemite e antiisraeliane, a Manhattan. Nei giorni scorsi erano state trovate varie scritte di tono antisemita e disegni di svastiche
- La principessa del Galles e la formazione in età infantile a Reggio Emilia
- L’artista-batacchio del padiglione austriaco a Venezia sensibilizza sulla crisi climatica