Che fine ha fatto il premierato?

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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12 FEB 25
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Foto Ansa

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Forse ci sbagliamo qui nelle chiacchiere a cena, ma vorremmo proporre un veloce versetto: e il premierato ce lo siamo scordato. Sembra di capire che quando una maggioranza è salda (grazie all'alchimia tra alcune debolezze e alcuni punti di forza degli alleati) e, tutto sommato, un programma di governo lo ha, allora tutta questa voglia di riforme istituzionali viene a mancare. Anche perché il nostro sistema sta dando invece buone prove e proprio quando nel resto del mondo si vedono pessimi esempi. Dallo stato di diritto sbeffeggiato in America allo stallo governativo francese o allo sbandamento tedesco. Giorgia Meloni, forse, ci buttiamo a indovinare, si sta lucidamente disamorando dell'idea di riscrivere le regole istituzionali, forse anche pensando a qualche esperienza negativa recente altrui. Molto più realistico come suo obiettivo politico è quello di rivincere le elezioni e poi avere peso decisivo nella prossima scelta per il Quirinale.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
L'America trumpiana molla l'Ucraina. Indica come ineluttabili le varie annessioni russe, depotenzia la Nato militarmente e politicamente. È un cambiamento nel corso della storia. E Volodymyr Zelensky cerca altre soluzioni.
Fatto #2
Andare da Viktor Orbàn può essere un modo per accreditarsi in Ue (dialogando con un capo di governo e quindi membro del consiglio europeo) ma è anche un passo nel vicolo cieco del sovranismo.
Fatto #3
Ma come si fa ad andarsi a impelagare nella critica più scema che poteva venire in mente, prendendosela con le parole scelte da Goffredo Mameli durante il risorgimento e poi adottate per il nostro inno nazionale. Ma perché continuate nel complotto per trasformarci in meloniani, perché regalate le risposte giuste a Giorgia Meloni?

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