DI COSA PARLARE STASERA A CENA

Il governo allo scontro con i due maggiori potentati del paese: sindacati e giudici

Giuseppe De Filippi

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Governo che, almeno stando a due suoi ministri, tiene le posizioni di fronte ai sindacati, sulle pensioni, e al circo mediatico-giudiziario, con rincalzo di antimafia militante, sulla riforma della giustizia. Una miscela micidiale, di solito, per chi sta a Palazzo Chigi. Insomma, dopo aver contrastato sé stessa, cioè dopo aver quasi sbeffeggiato la linea predicata in questi ultimi anni e in campagna elettorale, la maggioranza si mette a incrociare le armi anche con i due maggiori potentati del paese. I modi sono diversi, il ministro del lavoro Marina Calderone sceglie di non fare polemiche e di non riceverne e prova a mettere i sindacati di fronte alle scelte razionali in materia di pensioni. Non per dare regalini a una categoria o a una classe di età, ma per verificare come e quanto il sistema possa stare in piedi e far fede alla fiducia (a volte forzosa) che i lavoratori ripongono nei grandi istituti previdenziali statali. Carlo Nordio, anche in ragione della materia che tratta, è quasi costretto allo scontro duro. Sceglie una via ironica, forse per non trascendere, ma non risparmia nulla agli alfieri della retorica giustizialista. Ma quanto sono puntute e documentate le sue parole tanto è sereno lui. Ha una posizione forte, perché sa a chi si rivolge, si potrebbe dire che conosce i suoi avversari uno per uno e sa come pensano e come agiscono.

  

Per ora sono due ministri a essere esposti. Bisognerà vedere e capire cosa ne pensa davvero il resto del governo. Soprattutto quando si dovranno affrontare le proteste dure e le contestazioni. Oggi la Francia si è bloccata per le manifestazioni e gli scioperi contro la riforma delle pensioni. Qui cosa succederebbe?

   

Ed è di oggi un’altra scelta di peso, quella del nuovo direttore generale del tesoro. Un po’ a sorpresa dal Mef, cui spetta l’indicazione, è arrivato il nome di Riccardo Barbieri Hermitte, molto esperto di mercati obbligazionari e di mercati finanziari in generale, con alcune delle principali banche mondiali nel curriculum. Bocconiano, attualmente capo dell’analisi finanziaria al tesoro. Non proprio il modello del sovranista o del patriota rabbioso verso l’euro, le banche, i mercati. Resta al suo posto il ragioniere generale Biagio Mazzotta. Quindi o continuità o passi verso una linea perfino più europeista e ortodossa che mai

   
Le tre "cose" principali

Fatto #1

Anche se la prima sfida sociale che il governo affronta nasce da una scelta, quella di non rinnovare lo scontro sulle accise, difesa male e argomentata peggio. Con comprensibile nervosismo dei benzinai

 

Altri temi affrontati un po’ per traverso. Vero che i monopattini possono essere un pericolo in più per la sicurezza stradale, ma, senza fare in benaltristi, non fermiamoci qui, cioè alla coraggiosa iniziativa salviniana contro le due ruotine. Il tema delle città a 30 all’ora, come dice da giorni il Foglio è serio e potenzialmente portatore di grandi miglioramenti nella vita e nella convivenza urbana. A cena fate comunque notare che la strategia di Salvini per ridurre il rischio da monopattino consiste nel farli andare più piano, a 20 all’ora, appunto

 

Fatto #2

La Bce fa capire che non ci sarà una politica monetaria più dura del necessario e che, anzi, il 2023 potrebbe vedere la stabilizzazione del rialzo dei tassi ma non ulteriori strappi verso l’alto. E dopo si vedrà

  

Fatto #3

Il parlamento europeo vota a favore di un processo ai leader russi per l’aggressione all’Ucraina

Volodymir Zelensky ringrazia e ci mette un carico, dicendo che, a quanto lui sa, non ci sono più certezze sull’esistenza in vita di Vladimir Putin

 

Oggi in pillole

 

  • Il capo del governo irlandese si fa vedere sorridente assieme al ceo di Intel e fa venire qualche timore per la scelta della destinazione del grande investimento atteso dal gruppo americano. Fino a poco fa la prima scelta era l’Italia, ma qualcosa sembra essersi incrinato e l’assenza sulla scena internazionale, con nessun esponente di peso del governo italiano a Davos, facilita la concorrenza
  • Dimon, di JpMorgan, dice di non fare tanto gli snob con le fonti fossili
  • editori attivisti
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