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Il metodo Draghi e le scadenze del Pnrr
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
16 SEP 21

Le decisioni e saperle prendere. Ne abbiamo già parlato qualche cena fa. Il punto caratterizzante dello stile di Mario Draghi è nell’uso delle scadenze, spesso autoimposte, e che sapientemente usate si trasformano da vincolo in arma a vantaggio del governo. Perché fissando limiti all’arte del rinvio si mette la stramba maggioranza nelle condizioni di sbraitare ma non di fermare le decisioni. La fissazione di scadenze e il loro rispetto (con qualche piccolo margine, ovviamente) è un metodo tipico delle banche centrali. Serve a instradare analisi e decisioni su una successione logica, che permette a tutti di orientarsi. Succede così con il controverso, difficile, obbligo di green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro. Oggi il governo ne ha parlato anche con le regioni, per le questioni pratiche. Una nota a margine. Oggi il Sole 24 Ore, con l’esperto Giorgio Santilli, segnalava i ritardi nelle nomine, alcune di competenza del ministro Roberto Cingolani e altre del ministro Enrico Giovannini, in due comitati fondamentali per realizzare gli investimenti del Piano nazionale (si tratta della velocizzazione sia della valutazione di impatto ambientale sia delle autorizzazioni del sistema dei trasporti). Ma anche rendere pubblici questi ritardi, spiegando che Roberto Garofoli sta pressando, come sa fare, i ministri competenti, rientra nella strategia delle scadenze e del loro rispetto. Ci sarebbe da scommettere sul prossimo arrivo delle nomine e dell’operatività dei comitati.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3