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Marzo sarà il più crudele dei mesi. Coraggio
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
9 MAR 21

ANSA/MASSIMO PERCOSSI <br />
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Ne abbiamo già parlato a cena, ma, visto il tema, va trattato di nuovo, per rincuorarsi. E perché il sostegno psicologico e lo sforzo collettivo di tenuta nell’ultimo passaggio sono diventati la linea ufficiale del governo. Non c’è bisogno di ricordare ancora quali sono i tempi della campagna vaccinale. Lo sappiamo tutti e sappiamo anche che però, in questi giorni, è in corso una recrudescenza dei contagi. La consapevolezza di entrambi questi sviluppi non è però sufficiente, serve anche che sia tradotta in tenuta nell’immediato e in fiducia nel giro di un paio di mesi. Se febbraio è stato duro, marzo sarà durissimo. Si resiste solo ricevendo messaggi non banalmente rassicuranti ma in grado di farci capire che l’attesa per la soluzione è tollerabile.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Fatto #2
Ecco, per tirarsi su e guardare ai sacrifici con un po’ di fiducia, le aspettative in miglioramento per l’economia.
L’Ocse oggi ha diffuso le previsioni intermedie, una specie di primo assestamento delle stime sul 2021, lasciando però parte della questione aperta proprio a causa della campagna vaccinale, dalla cui rapidità dipende anche l’intensità della ripresa. Intanto i numeri attesi sono questi.
E il mondo stavolta verrà trascinato dalla turbocarica della ripartenza americana.
Intanto qui servono altri miliardi per sostenere il lavoro.
Fatto #3
Per le faccende vaccinali il botto di giornata è che anche Johnson & Johnson comincia a mettere le mani avanti sulle consegne, dicendo che forse verranno ridotte rispetto ai piani su cui i governi avevano cominciato a fare conto. Non bisogna indignarsi, invece bisogna capire che la filiera produttiva non è una cosina banale, specialmente per farmaci complessi. Però, acquisito questo fatto, bisogna anche essere prudenti negli annunci di scadenze e tempistica varia. Può essere utile qui una retrospettiva sui contratti europei.
Ieri parlavamo dell’avvertimento accorato da parte di una dirigente dell’Ema perché non si corra ad autorizzare e utilizzare il vaccino Sputnik V prima di aver ricevuto dalla Russia tutti i dati necessari. Non sembra che l’appello alla prudenza, fondato più che mai, sia stato recepito, almeno in Italia, dove, primi in Europa, dovrebbe essere avviata la produzione del vaccino russo.