Conte verso la "fase 3" e l'Austria che non apre i confini con l'Italia

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Giuseppe Conte e la fase 3, e sarebbe finalmente un collante positivo per la maggioranza, per fare qualcosa e non per difendersi da qualcosa. Poi c’è una strana contingenza di speciale interesse. Perché si arricchisce il repertorio disponibile, ora che l’idea degli aiuti pubblici, anche a debito, è diventata predominante e perfino scontata e sollecitata dall’Europa. Nella cassetta degli attrezzi restano quindi da attingere le riforme cosiddette a costo zero e quelle a favore della libertà d’impresa. La contingenza anomala e la storia peculiare di questa maggioranza potrebbero rendere l’occasione propizia per cambiamenti che sarebbero storici. Qualche avvisaglia già si è vista.

 

 

In Parlamento oggi litigate e indignazioni, l’opposizione non gradisce le critiche alla sanità lombarda, ma non le confuta, preferisce strillare.

  

Paolo Gentiloni su vari giornali europei.

 

  

Il vaccino pometin-oxoniano fa ulteriori passi avanti, con AstraZeneca pronta a produrne 400 milioni di dosi e gli americani che mandano un miliardo di dollari per svilupparlo.

 

Questo è corretto, forse gli occhi sono più esposti e più pericolosi della bocca e del naso.

 

 

Le indagini sulle morti per covid-19 e il loro ambito (per ora) delimitato a situazioni di responsabilità facilmente individuabile.

 

 

Gli effetti, anche indiretti, del passaggio della pandemia.

 

Altre frontiere delle regolarizzazioni.

 

 

La penosa competizione europea ad attirare turisti vantando la sicurezza del paese rispetto al covid-19 e attaccando, nello stesso momento, gli altri paesi insinuando che non siano sicuri. Tra l’altro detto dagli austriaci, ovvero da chi vive nel paese in cui era la località sciistica e discotecara da cui è partito il più grave focolaio di contagi verso l’Europa.

 

  

E informazioni più corrette.

 

  

Tappati a casa tutti a fare trading.

 

 

Per reggere alla crisi bisogna saper fare gruppo. Strano che questa retorica, qui così diffusa, non venga applicata ora che serve, con le associazioni del commercio e della piccola impresa impegnate più su un fronte di rivendicazionismo puro nei confronti del governo, un continuo chiedere aiuti e riduzioni fiscali, senza sapere o volere organizzare i loro associati per creare forme attive di solidarietà tra imprenditori. E invece ecco che diventa una strategia che fa notizia, proprio perché non abituale, negli USA.

 

 

Il pensiero cospirazionista, quello che qui chiamiamo complottista, che si sta imponendo nella mentalità trumpiana e che mai, in passato, era stato parte integrante del repertorio ideologico di chi ha così alte responsabilità.

 

  

Ancora sul dramma della Theodore Roosevelt.

 

 

Il ciclone che ha devastato ampie zone di India e Bangladesh.

 

 

Si parla di ricandidatura di Virginia Raggi, e in un quadro politico così movimentato e così trasformato potrebbe anche avere qualche chance. Tuttavia sembra che la sindaca non voglia rinunciare a certe fissazioni, cose che in passato la avevano esposta a qualche dose di ridicolo. Pensate se, invece di riproporre la funivia, avesse ammesso di aver dato ascolto a idee forse affascinanti ma non proponibili nella realtà e che ora invece si sarebbe concentrata su progetti di mobilità di maggiore impatto (qui siamo fissati ma c’è quel bell’anello ferroviario da completare e ci sono le Fs, ora guidate da manager in sintonia con la maggioranza di governo, che non vedrebbero l’ora di dare una mano a completarlo e a integrarlo con la mobilità urbana).

 

 

La lavanda in fiore.

 

 

Non lo sappiamo se ha ragione e se funziona, ma i 5 pasti al giorno convincono e il tema è attuale