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Il governo arrabbiato con le banche e il rischio di una seconda ondata

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

5 Maggio 2020 alle 18:10

Il governo arrabbiato con le banche e il rischio di una seconda ondata

foto LaPresse

I numeri per riavviare.

  

La maggioranza e il governo cominciano un po' ad arrabbiarsi con le banche. Hanno ragione in generale, perché hanno concepito un provvedimento che mettesse le piccole aziende o le partite Iva in grado di farsi anticipare fino a 25 mila euro senza documentazione troppo approfondita in quanto vigeva la piena garanzia statale. Hanno torto, forse, per una piccola, ma decisiva, questione che ha a che fare con i controlli antimafia e le loro implicazioni penali. Come che sia, ovvero che lo facciano per furbizia o per osservanza prudenziale, le banche hanno cominciato ad esigere una documentazione estesa e il più delle volte, comunque, rifiutano il prestito. Ripetiamo: si tratta di prestiti garantiti al 100 per cento dallo stato. Ma il recupero della somma grazie alla garanzia può non essere sufficiente se, intanto, va avanti autonomamente un processo penale nel caso in cui i dirigenti bancari responsabili si fossero trovati a finanziare aziende poi fallite e con amministratori sospettati di collusioni con la criminalità. Per non sbagliare e per non avere rotture di scatole le banche risolvono negando i finanziamenti (e ovviamente non c'è dubbio che i veri mafiosi, se interessati, troveranno le loro soluzioni per accedere al credito a condizioni favorevoli). E la maggioranza e il governo si arrabbiano. Ma forse, come si diceva, dovrebbero esercitarsi nella virtù del coraggio e mettere, con legge, i dirigenti bancari al riparo da responsabilità penali introdotte con una delle tante tornate di "inasprimento delle pene" che tanto sono facili da vendere all'opinione pubblica ma tanti danni fanno poi alla vita pubblica.

  

Ancora 5 giorni per litigare sulla ripresa del campionato di calcio (tra i calciatori i dubbi non calano). E dalla Germania arrivano notizie che generano ulteriori timori.

 

E si cominciano a rivedere un po' di persone rilevanti.

  

Il Robert Koch Institut e la seconda ondata.

 

Anthony Fauci sempre più a suo agio nel ruolo di smontabufale trumpiane, ci vuole anche un po' di coraggio, complimenti.

 

Chi riapre deve stare attento, specialmente se riapre per fare contento Trump.

 

Riapre McDonald's tra 8 giorni e fa titolo sul Guardian.

 

Però un po' qui si comincia a vedere qualche bar aperto, l'effetto, specialmente osservando le zone non centrali, dove si è più abituati a un certo effetto turistico, è appunto di aggirarsi in un parco giochi, in una specie di Disneyland, insomma ci siamo capiti: c'è tanta architettura ma si può solo mangiare e bere. Interessante ma dà un po' di spaesamento.

 

David Ho ha già salvato qualche milione di vite nel mondo con le cure anti-Hiv che hanno preso spunto dalle sue prime intuizioni. Ora mette le sue energie e le sue straordinarie competenze nella ricerca della cura per il Covid-19.

 

Matteo Salvini in un podio mondiale, quello delle fake news.

 

Per i viaggi lunghi ci vorrà ancora un po', quest'estate non è aria.

 

Le conseguenze negative mondiali della pandemia, dove fanno più male.

 

Il quantitative easing parzialmente bocciato, e quindi altrettanto parzialmente promosso (cosa più importante) dalla corte costituzionale tedesca. E' una vecchia storia, con un gruppo ostinatissimo di economisti a presentare negli anni ricorsi su ricorsi per sostenere che la Bce, nella gestione di Mario Draghi, era andata oltre il suo mandato e perciò la Germania non avrebbe dovuto partecipare con la sua banca centrale alle operazioni del quantitative easing a meno di violazioni della costituzione tedesca sulle regole del finanziamento monetario dei bilanci nazionali. L'impressione è che la Corte tedesca volesse levarsi di mezzi i petulanti economisti e così li ha accontentati con una mezza sentenza da cui non deriverà alcuna conseguenza pratica. La Bce dovrà spiegare meglio, in punta di diritto e di competenze economiche, la sua strategia di politica monetaria e anche i nuovi programmi di quantitative easing perfino rafforzato. Finirà per essere un'occasione per rendere ancora più esplicita la sua condotta a sostegno dei titoli cosiddetto periferici, tra cui quelli italiani.

  

In Italia un po' di (squallide) accuse politiche di rimbalzo dalla corte costituzionale tedesca, portate da Giorgia Meloni. E una precisazione del ministro Gualtieri.

  

A Kate non piaceva George (inteso come nome).

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