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Gli Eurobond al parlamento europeo e l'unità democratica pro Biden

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

17 Aprile 2020 alle 17:19

Gli Eurobond al parlamento europeo e l'unità democratica pro Biden

foto LaPresse

Come sempre i voti vanno capiti e analizzati e a chi li esprime in aula va dato modo di spiegare le scelte. Succede anche oggi, con la controversa decisione di non appoggiare un emendamento favorevole ai coronabond da parte di Lega e Forza Italia al parlamento europeo. Almeno per la parte Forza Italia (in cui aveva pesato il sì al Mes di Silvio Berlusconi) c'è una spiegazione che non chiude a future decisioni favorevoli.

 

Poi ci sono anche le critiche, però.

 

Vincenzo De Luca e la reattività regionale: se i lombardi aprono, io chiudo (e come sempre ha un punto di logica dalla sua).

 

La questione mondiale, non italiana e non lombarda, delle case di riposo.

 

Cosa fanno le banche e cosa fanno i grillini, dai quali ci si aspettava perfino prima qualche tirata contro le restrizioni al credito o le lentezze delle odiate banche nel concedere i finanziamenti perfino se garantiti al 100 per cento dallo stato.

 

Cosa fa la Fed.

 

Ripartire, ecco cosa fa Fca.

 

E cosa fa la Ferrari.

 

Azienda più piccola ma ben strutturata, Alcantara, lo stabilimento è in provincia di Terni ma i clienti sono le multinazionali dell'automotive e dell'arredamento.

 

La frenata vista dai cavi elettrici e dall'I-Com.

  

Questa del "cambierà tutto" è un po' una fissazione. Certo, per qualche mese si starà ancora molto attenti, giustamente, e il distanziamento sarà la strategia principale (l'igiene delle mani lo è comunque e quella speriamo che resti). Ma a crisi passata, perché c'è un vaccino, con il quale non solo si toglie il rischio corrente ma si elimina proprio la circolazione e in definitiva anche lo stock di virus esistente (non trova ospiti e quindi non si moltiplica), perché non dovrebbe tornare tutto a essere comodo?

 

Boh, vallo a sapere, però sgradevole l'idea che si sapesse (se è vero).

 

A proposito di Israele, proprio non tira aria di unità nazionale e quindi si avvicinano di nuovo le elezioni (distanziando gli elettori).

  

In zona complottismo. Luc Montaigner è persona seria e benemerito co-scopritore del virus Hiv (con un Nobel nel tinello). Ma ora sembra che si sia fatto trascinare, appunto, dal complottismo.

 

Idee che girano per il dopo Covid.

 

Dove il lockdown sarebbe stato un vero lockdown (e complimenti all'Arma).

 

Morte, statistiche, errori.

 

Il governo governa e quindi fa anche nomine, sentendo, pensa un po', i componenti della maggioranza. E tra l'altro si orienta, visto il momento, a una larga mandata di riconferme. Arrivano corrive accuse perché sarebbe in corso una spartizione. Contro la logica: abbondano le riconferme e quindi semmai è la spartizione dell'altra volta. Le presidenze, poi, non spostano neanche un titolo.

 

Foglio in marcatura stretta su Mimmo Parisi, l'ideatore di figure mitiche (i navigator) e di giustificazioni surreali per la sua assenza dall'incarico italiano, la presidenza dell'Anpal, in questo momentaccio (ecco, a proposito delle nomine di cui si parlava prima, quella di Parisi è stata una nomina a suo modo innovativa, voluta con energia da Luigi Di Maio, quando era ministro del lavoro. E allora di fronte a questi risultati uno pensa a cosa avremmo avuto se invece si fosse scelta una bella riconferma in quell'Anpal guidato con grande competenza da Maurizio Del Conte).

  

Tutti con Joe Biden, anche nell'estremità destra del campo democratico (poi bisognerà tenere anche gli elettori di Bernie Sanders).

 

Dite quello che volete (vabbè, senza esagerare) ma attenti alla voce, è tutto lì e usarla bene fa benissimo alla salute.

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