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Il problema sulla prescrizione e le speranze sul coronavirus

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

10 Febbraio 2020 alle 17:46

Il problema sulla prescrizione e le speranze sul coronavirus

Oggi un po' di analisi e dati sul Foglio sulla questione del nuovo coronavirus e delle conseguenze che la sua diffusione sta avendo su economia, rapporti tra stati, commercio mondiale. La globalizzazione ha creato, in parte, il problema, ma fornisce anche gli strumenti per affrontarlo e, nello stesso tempo, diffonde, con fatica ovviamente, le regole del mercato aperto e della trasparenza. Leggete il Foglio e seguite, anche alla luce delle analisi lì proposte, gli sviluppi di giornata, dai quali emergono ulteriori preoccupazioni sull'intensità dell'epidemia e la pericolosità del virus.

 

Perché è direttamente il presidente a vita a dire che la situazione è grave, e i numeri ufficiali sono brutti.

  

Ma la Cina critica l'Italia per aver ecceduto nei blocchi protettivi, il governo italiano però non cambia strategia.

 

Dalle parti di Palazzo Chigi. L'opposizione non gradisce la strategia degli aeroporti chiusi.

    

Le cronache claustrofobiche di una crocerista italiana a bordo della nave bloccata in quarantena nelle acque giapponesi e nella quale ogni giorno si registrano nuovi contagi.

    

Non fate i superficiali, e state attenti alle superfici.

 

Le speranze, ovviamente da verificare.

 

Un po' c'entra e comunque ce lo facciamo entrare perché ha qualcosa a che fare con le analisi del Foglio sulla resistenza dei mercati aperti e della globalizzazione anche rispetto a una prova difficile come l'epidemia in corso. E poi Fabrizio Barca che ammette la prospettiva di lunga durata storica del capitalismo è una piccola soddisfazione.

 

"Vivi, addirittura?", dice Giuliano Ferrara oggi sul Foglio giocando seriamente sul nome del partito renziano e dando consigli per farne qualcosa di magari meno vivo ma più sostanzioso. Leggete e parlatene, anche perché il vivo rispose e con gentile attenzione promette di rispondere, ma di farlo, nientemeno, che con un libro.

  

Ma a leggere le cronache di oggi sembra che, in attesa di replicare con il libro, il tono medio del mondo renziano resta polemico assai sulle vicende governative, con l'intenzione di partire verso un'iniziativa poi difficilmente gestibile come una mozione di sfiducia individuale al ministro Alfonso Bonafede. Per quanto il ministro si possa anche non stimare (e qui non lo si stima) la politica forse impone metodi più graduali. Lo pensa, o meglio ritiene che le cose non prenderanno la piega della crisi, anche Claudio Cerasa, che ha portato in Tv un po' di saggezza fogliante.

 

A proposito di leader, parlandone da vivi, il congresso della Cdu l'aveva votata ma senza mai crederci proprio, e Annegret Kramp-Karrenbauer ora deve prendere atto che la sua guida non ha funzionato (sarà la presenza non negoziabile di Angela Merkel o la difficoltà di ripensare il centrismo moderato, ma è andata così).

 

Qualcuno la vede così (Angela Merkel incombente) e forse il pasticcio politico con quella specie di milazzismo alla tedesca in Turingia, al quale ha dovuto rimediare con energia la cancelliera, ha fatto pensare  Merkel che forse per ancora un po' non si possa fare a meno di lei.

 

Attenti all'economia e al lavoro (consiglio per il governo).

 

Ha ragione Tommaso Nannicini, uno dei maggiori fornitori gratuiti di spunti per dicosaparlare, e forse questa roba ha qualcosa a che fare anche con la chiacchierata a distanza Ferrara/Renzi.

  

Intanto Luciano Capone fa contento Nicola Gratteri (si lamentava che non si parlasse di lui) e ne riporta qualche numero che vorrebbe essere difensivo per la magistratura ma si trasforma invece in una micidiale auto-denuncia.

 

Però la giustizia serve e a volte dà soddisfazioni

  

Avvocato, che faccio?

  

Meno viaggi, chissà perché.

  

Le dittature digitali, ma sarà proprio come dice Foreign Affairs? le tesi sono interessanti ma è pieno di argomenti contrari (ottime per cene pensose del lunedì).

 

Sanremo accoglie e dà spazio, la Russia arresta.

 

Oscar che piacciono e non commuovono.

  

I coreani, gente interessante, e i loro film che vincono all'estero (rubiamo dalla vicina di newsletter, a buon rendere).

  

È un dolore, perché invece quegli altri che vedete sempre intervistati in giro sotto Natale fanno cose bruttissime.

 

Facciamo i provinciali e ricordiamo Mirella Freni anche attraverso le parole del New York Times, ma se volete cose veramente di valore andate su sito o pagina Facebook de La Barcaccia.

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