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Di cosa parlare stasera a cena

Il Mose e il grande gioco politico dell'impeachment

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

13 Novembre 2019 alle 18:11

Il Mose e il grande gioco politico dell'impeachment

Il tentativo di salvare governo (e 5 stelle) con un compromesso che salvi la faccia ai grillini anti Ilva e filo parco giochi, insomma la pattuglia Lezzi, è in mano ancora una volta al saggio presidente del consiglio. Giuseppe Conte sta lavorando a una versione rielaborata e apparentemente dimezzata della protezione dalle incriminazioni penali per vicende precedenti (e per i loro sviluppi) all'avvio della gestione dell'acciaieria da parte degli ormai riluttanti compratori di Arcelor MIttal. Qui ci sbilanciamo e diciamo, buttatela lì a cena, che probabilmente ce la fa. Anche perché l'opposizione ideologica che deve fronteggiare è tanto univoca quanto friabile. E il favore Conte lo farebbe anche al suo (ormai presuntissimo) partito, stretto tra calo dei consensi e mancanza di strategia.

 

Comunque Conte è simpatico e resistente perché dice "suvvia".

  

Venezia con la marea molto aggressiva, come sempre testimonial perfetta.

 

Criticare il Mose sì, volendo, ma contestarne il funzionamento quando sarà in funzione non prima. Comunque su Venezia e acqua ci fidiamo solo di Jacopo Giliberto e del Foglio.

 

Era tutto noto da tempo.

 

E poi W l'acqua che poi vuol dire W Venezia e breve storia del Mose, a partire dalla presa di coscienza del problema quasi cento anni fa.

 

I tedeschi scherzano sull'hotel che non c'è più.

 

Roma si blocca per molta ma molta meno acqua.

 

Questa sarebbe la svolta, la super svolta, vale più di una riforma costituzionale, anzi di due, di n riforme costituzionali.

 

Urca, la polemica.

 

C'è questa cosa di voler essere notati, una cosa tra Lord Brummel alla rovescia (in merito vi rimando al breve apologo di Achille Campanile) e Andy Warhol, e poi c'è di più, una cosa spiccatamente televisiva o generalmente legata al discorso pubblico: ci si fa notare di più non sparandola banalmente grossa, ma andando a scocciare proprio ciò che funziona, che è oggetto di stima condivisa e di orgoglio. Insomma qui funziona davvero solo Milano, ed è oggetto di stima condivisa e gli italiani, superate le stupide battaglie tra savoiardi, borbonici, papalini e altre menate, ne sono orgogliosi, tanto da affluire felicemente verso la Lombardia. Tutti i paesi funzionano così: una città diventa il punto di attrazione delle energie. E' un sistema efficiente, forse ha a che fare forse con la divisione del lavoro (e poi coi treni veloci che differenza c'è davvero tra MIlano e Bologna o Firenze o Torino o Roma?). Funziona ovunque, perché chi è portatore di innovazione nel lavoro ha bisogno di persone simili per svilupparsi, le reti di intelligenze o semplicemente di attività funzionano così. Spacchettare l'energia milanese in 10 città non darebbe 10 decimi di Milano ma 10 fallimenti. Però provocare è politico, secondo i canoni televisivi, e allora una persona intelligente come il ministro Giuseppe Provenzano cade nella trappola e si mette a dire cose da provocatore televisivo. Vabbè tra qualche giorno non se ne parlerà più, però intanto fa danno.

 

Il grande gioco politico dell'impeachment e il suo unico senso, quello mediatico. Una super graticola in cui rosolare tutto ciò che di negativo può emergere o è già stato rivelato sulle attività di Donald Trump per convincere il presidente Ucraino neoeletto a far partire investigazioni imbarazzanti per la famiglia Biden (Joe è un suo possibile e forte rivale elettorale). La partita è nella ricezione da parte dell'opinione pubblica di tutte queste accuse oggettivamente pesanti e dalle quali Trump si caverà solo grazie alla prevalenza dei repubblicani nell'aula del senato. Insomma un salvataggio personale a colpi di maggioranza che potrebbe allontanare gli elettori da Trump o, più probabilmente, potrebbe caricare quelli della parte avversa di un forte desiderio di partecipazioni politica.

 

I personaggio da seguire è Adam Schiff, presidente di quello che qui sarebbe il comitato parlamentare sui servizi segreti.

 

E questo è il comitato che presiede.

È il momento dei podcast e qui ve ne segnaliamo uno che tratta di salario minimo e proposte varie. L'autore sa di cosa parla.

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