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Quanto è difficile governare con il M5s

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

5 Novembre 2019 alle 17:55

Quanto è difficile governare con il M5s

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Impossibile governare con i 5 stelle, o meglio con la residuale leadership di Luigi Di Maio e i pochi che lo seguono. Sono in minoranza i dimaiani, evidente, nei gruppi parlamentari ma è anche vero che praticano una sorta di ortodossia rispetto al pensiero grillino primigenio e questa scelta li mette al riparo da attacchi diretti. E questo è un modo per mettere sabbia negli ingranaggi politici. Il trasformismo è bello se uno si trasforma (o trasforma l'alleato) e non funziona invece se si resta ciascuno uguale a prima o addirittura se si estremizzano le posizioni originarie.

 

Theodor Adorno si trovò a dover dire che quando aveva concepito il suo modello teoretico non poteva immaginare che qualcuno lo avrebbe realizzato con le bottiglie Molotov. Beppe Grillo, che non teorizza ma ricicla con verve comica idee altrui, sta in una situazione simile e potrebbe dire che quando aveva diffuso il suo modello teoretico non poteva immaginare che qualcuno lo avrebbe realizzato con Di Maio e le iniziative legislative.

 

Insomma il tema della cena potrebbe essere quello della possibilità di governare con i 5 stelle. Biodegradabili al punto da sparire di fronte a qualunque responsabilità di governo ma allo stesso tempo resistenti nelle loro ossessioni ideologiche e nelle fissazioni specifiche. Il passo dalle grandi utopie e dalle ideologie che pretendevano di procedere col vento della storia a teorizzazioni più modeste è stato fatto ma non ha risolto il problema. La limitatezza della visione ha portato a minuscole battaglie iper dettagliate, come quella che trasforma, per esempio, il "no" ai termovalorizzatori in un punto centrale di iniziativa politica. Il paradosso è che le ideologie ottocentesche e novecentesche, tremende ma potenti, hanno mostrato più capacità di adattamento alla realtà e quindi al trasformismo e alla trattativa politica delle microideologie fatte di singoli, dettagliatissimi, punti irrinunciabili. 

 

Poi a guidare il governo c'è un pragmatico con capacità di mediazione e forse ce la fa lo stesso a uscir fuori da questo incastro.

 

L'ottimismo fogliante propone la via d'uscita ragionevole e politica, che questa volta di misure intransigenti non per chiudere ma per tenere aperto.

 

 

Stefano Patuanelli che ci era piaciuto e ci aveva stupiti per serietà e visione ritorna purtroppo per la vicenda Ilva alle teorie un po' facilone.

  

Eccone un altro che parla di cose non rinviabili.

 

  

Sul tema lo scherzo di Giuliano Ferrara, che, come se fosse un editorialista del Corriere della Sera, gioca con (e distrugge) qualunque trasformismo possibile.

 

 

Questo è Matteo Salvini, che ci volete fare con uno così?

 

A grandi passi verso la dogmatizzazione delle teorie sulle cause dei cambiamenti climatici, ovvero il contrario del compito della scuola con la nascita di una nuova Scolastica.

 

 

Se i prezzi salgono vuol dire che c'è domanda, interessante.

 

Eccesso di domanda e finisce con un morto per saltare la fila per i panini al pollo.

 

Dopo il monopattino torinese tocca ai bambini fiorentini fare i conti con l'applicazione ottusa della legge.

 

 

Avviso fake e anche (senza traffico) un po' spaventoso. In questo clima (ops) sembra roba da millenarismo ambientale, da decrescita compulsiva.

 

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    05 Novembre 2019 - 18:16

    Quante chiacchere. L'Emilia Romagna val bene un Di Maio. Bersani dixit. Zingaretti fecit. Renzi finxit.Calenda exivit.

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