Di cosa parlare stasera a cena

Le dimissioni del cda di Ama e i problemi di Trump con la crescita economica

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

E che si aspettavano il new deal (non quello green)? o il boom economico? o anche la ripresa in stile anni Ottanta? Insomma questa delusione generale per una manovra che si annuncia non troppo innovativa e poco, pochissimo, coraggiosa, mostra l'irrazionalità delle aspettative diffuse. A cena potete darvi un tono distaccato oppure fiducioso ma realista. Insomma, cosa doveva inventare per la politica di bilancio un governo entrato in carica a passo di carica ma alla fine dell'estate, quando i conti, normalmente, sono già fatti. E poi le uniche scelte coraggiose, o quella di toccare alcune aliquote Iva e rompere quindi il tabù oppure quella di bloccare quota 100 e non dare peso alle simpatie politiche di qualche decina di migliaia di pensionandi, non erano politicamente alla portata di questa maggioranza e forse di nessuna maggioranza. Intervenire in corsa comunque comportava rischi non solo politico/elettorali ma anche realizzativi, quindi il super prudente Giuseppe Conte ha preferito cercare la mediazione e rimandare tutto di un anno. Le obiezioni più sensate guardano all'entità del debito pubblico, parlando di problema rimosso, cancellato, dall'orizzonte dei decisori politici. È la prova che bastano davvero pochi giorni di spread un po' abbassato e di scarico delle tensioni sui mercati finanziari per far dimenticare il problema dei problemi. Ma che volete fare, si torna alle osservazioni precedenti: un governo avviato da un paio di settimane non è in grado di mettere subito in agenda un'impresa enorme come l'avvio della riduzione, in termini relativi al Pil, del debito pubblico italiano. Anche perché è la crescita che continua a mancare. Ce lo dicono tutti.

  

Quando si diceva un sano realismo.

  

Una modesta proposta da fare a cena riguarda la situazione di Roma. Oggi si è dimesso in blocco il cda dell'Ama, azienda che (non) gestisce, tra l'altro, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E' la settima volta che ci sono scossoni al vertice da quando venne eletta Virginia Raggi. Allora, con la nuova maggioranza forse sarebbe il caso di guardare realisticamente, con calma, e tutti insieme, alla situazione di totale mancanza di controllo e di indirizzo in cui si trova il comune di Roma. Non è questione da nulla e non si tratta solo di opportunità politica. La totale assenza del servizio rifiuti (ora si limita a raccogliere e spedire fuori) è un pericolo per la salute dei romani oltre a portare discredito e svalutare tutta l'economia cittadina e gli stessi patrimoni immobiliari. Serve un'azione della maggioranza di governo per constatare l'impossibilità di mandare avanti l'amministrazione della capitale e prendere provvedimenti che potrebbero arrivare a qualcosa di simile a un commissariamento. Sapendo però che poi una serie di scelte per la gestione dei rifiuti andranno prese, e si dovrà contrastare la demagogia e gli allarmismi sparsi per anni da tutte le forze politiche.

  

Pure Donald Trump ha problemi con la crescita economica, con diversi brutti segnali già arrivati, e la sua tecnica abituale è quella di inventarsi qualcuno cui accollare la responsabilità. Questa volta non è la concorrenza sleale europea o l'invadenza commerciale cinese ma è un altro classico del presidente americano e cioè la politica monetaria della Federal Reserve. Come se fosse un no-euro, e traslando i ragionamenti, Trump dice che il tasso di cambio del dollaro è troppo alto. E come se fosse Greta dice che di questo fatto bisogna occuparsene subito e che è colpa degli altri.

 

Sempre meglio che far buche e poi ritapparle.

  

Ogni tanto anche Zuckerberg si tradisce, un po' come i suoi utenti Facebook.

 

Intanto si parla molto di tortellini, e voi a cena citate solo quelli più buoni, ovvero quelli di Valeggio (peraltro veneti e non emiliani) e lasciate stare la polemiche scioccamente salviniana.