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A Londra si dimette lo speaker della Camera e a Roma nasce il Conte bis

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

9 Settembre 2019 alle 18:07

A Londra si dimette lo speaker della Camera e a Roma nasce il Conte bis

John Bercow (foto LaPresse)

Qui si entra in una meravigliosa fase di normalità, quindi di governo e di politica parleremo il giusto, cioè nelle occasioni importanti. Il presidente Giuseppe Conte e il suo nuovo umanesimo prendono il largo serenamente, mentre una fattiva squadra di ministri e di loro collaboratori tiene il controllo della macchina amministrativa. Allora ben più divertente e interessante è ciò che avviene nella culla della democrazia parlamentare, in quel Regno Unito dove tutti sono impazziti appresso al folle voto referendario. Allora oggi c'è il meraviglioso John Bercow che manda tutti a quel paese e che non griderà più "ooooordeeeeeer" ma li lascerà al loro pollaio nevrotico. C'è Boris Johnson, unico inglese della storia vittima di una deriva napoleonica anziché churchilliana. Ci sono gli irlandesi e i nordirlandesi che non sanno più cosa devono fare al confine. E gli europei che si sarebbero pure scocciati. E la regina messa in imbarazzo (grave peccato). Il discorso di Bercow è stupendo, come lo è la sua cravatta (che nessun italiano avrebbe la capacità e il coraggio di indossare, e questo è un grave limite per noi).

 

 

Che succede quindi? Boh.

 

La questione del backstop e del confine tra Irlanda e Irlanda del nord resta aperta e pericolosa.

 

Sospensione del Parlamento di Westminster ma Brexit sempre al buio e sondaggi elettorali in modo dolcemente folle a favore di Boris Johnson, insomma non c'è una cosa che stia al posto suo.

 

  

Adesso va bene che con questo agosto è cambiato tutto, ma non esageriamo.

 

 

Qui invece, si diceva, la serenità di sapere che per tre anni e passa c'è Giuseppe Conte con una maggioranza che magari, vuoi vedere, fa nascere anche qualche aggregazione vera.

 

  

Ma nella replica il sereno Conte mena assai e fa scattare in piedi la maggioranza come un sol partito.

 

 

Alla serena e fattiva esposizione del premier Conte ha tentato di fare il controcanto dissonante il Corriere della Sera, cimentandosi in una livetweeting affidato ad Aldo Cazzullo. Subito è sembrato un po' sfasato e fuori luogo il tentativo di umorismo senza vere doti comiche, quasi imbarazzante per chi leggeva. Fino a farsi rispondere a tono da una ministra peraltro restia alla ribalta mediatica (sapete come va a finire quando un discorso comincia con "ho grande stima per..."). Va detto che più tardi questo tweet cazzulliano risultava non più disponibile sulla timeline del Corriere, ma ne restavano tanti altri.

 

 

Fuori invece c'era la protesta contro la maggioranza parlamentare. Protesta fondata solo sul fatto che la maggioranza esiste e non include i protestatari. Una cosa non proprio chiarissima in termini non solo costituzionale ma anche generalmente politici. Ad animare la protesta il noto senatore Salvini e la nota leader di Fratelli d'Italia Meloni. Ma la scena comunicativa è tutta del prete battagliero. 

  

 

E' che qui proprio si è svuotata di senso, di quel poco che ne aveva, l'esperienza politica del grillismo. E allora anche certi momenti identitari si fanno talmente complicati da suggerire un bel rinvio.

 

 

Insistiamo con Cedric Villani.

 

  

Non dite che qui questa non l'avete già sentita, anche se non è più recentissima per noi italiani.

 

 

Però nel frattempo, mentre ottiene e realizza cose che neppure tutte le amministrazioni precedenti, eccolo anche a litigare di brutto con l'informazione televisiva che non gli piace, con toni, anche quelli, che hanno qualcosa di italiano.

 

 

Bello, parlatene, anche per rinnovare i temi di conversazione su figli e famiglie, ultimamente sono diventati un po' ripetitivi.

 

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