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Il ridicolo voto sulla Tav e le spacconate di Salvini sui migranti

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

7 Agosto 2019 alle 17:30

Il ridicolo voto sulla Tav e le spacconate di Salvini sui migranti

foto LaPresse

È la critica più facile del mondo. Tanto il criticato non può rispondere e anche volendo non può mettersi a litigare. Ma le conseguenze, in termini di squilibri di mercato, possono essere pesanti nel lungo termine.

 

 

Appunto, certe parole, anche se solo declamatorie, fanno male. La stessa cosa succede tra Cina, Stati Uniti e resto del mondo. Ma i guai arrivano su tutti i mercati.

  

 

La Torino-Lione si fa, la buffonata della mozione contraria dei 5 Stelle è rimasta confinata nell'ambito, appunto, della buffonate. Una lunga storia che continua.

 

 

I numeri del ridicolo voto. E le conseguenze politiche che nessuno trae. Ma la maggioranza posticcia e opportunistica non potrebbe sopravvivere a traumi come questo se non fosse stata sospesa la logica democratica e se non fossero state stravolte le regole costituzionali sulla rappresentatività delle compagini parlamentari. Non sarebbe altrimenti possibile reggere alla dissociazione tra le forze che sostengono il governo riguardo a una questione regolata da trattati internazionali.

 

 

E la realtà che frantuma la logica e l'oratoria del senatore No Tav.

 

 

Un'osservazione sensata dall'opposizione.

 

 

E il Pd ha condotto la sua partita parlamentare sulla Torino-Lione in una fase eccezionalmente complicata portando a casa un risultato apprezzabile soprattutto in termini politici sul medio termine.

 

 

La pressione del mondo reale è anche quella drammatica dei flussi migratori, le navi di soccorso continuano, pur se contrastate, il loro lavoro umanitario. E i numeri in crescita mostrano a Salvini che non si può continuare a fare spacconate senza avere una vera politica estera e senza avere una vera politica migratoria.

 

 

In termini più generali.

 

 

A volte la realtà su cui si va a sbattere si chiama Vincenzo de Luca. Lo racconta benissimo Luciano Capone, mentre la parte della follia irreale la fanno i navigator e il presidente dell'Inps.

 

 

Sì, son le cose che si dicono in giro. Ma vale anche qui il discorso precedente sulla verità incombente e non dribblabile.

 

 

E Putin, diversamente dai putiniani, non può neanche accusare l'Europa e l'euro per la sua malaparata economica.

 

 

Controtendenze e forse Bobbio è battistrada perché c'è una sensazione in giro di ritorno delle nascite.

  

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