Di cosa parlare stasera a cena

Le ultime sul caso Savoini e il nuovo bus in fiamme a Roma

Giuseppe De Filippi

12/07/2019

Le ultime sul caso Savoini e il nuovo bus in fiamme a Roma

Foto tratta dal profilo Twitter @BerterameSimona

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Salvini vorrebbe far credere che ai tavoli ufficiali dei vertici con Putin ci si può imbucare, cosa che sostiene aver fatto il suo amico Savoini. Ora, questa versione insaputista, se ci passate il neologismo, è offensiva per l'intelligenza di chi dovrebbe crederci ed è dannosa per la reputazione leghista e soprattutto per quella putiniana. Perché questi misteriosi esponenti dell'apparato russo o erano totali millantatori, e allora il Cremlino si preoccupi per la facilità con cui ci si può spacciare per rappresentanti del potere russo, oppure erano veramente dotati di potere negoziale ma si sono trovati davanti un italiano imbucato, arrivato lì non si sa perché né come. Un brutto colpo per la credibilità dei servizi russi se venisse fuori (ma ne dubitiamo) che trattavano con millantatori. Tuttavia attenti al gioco a rimpiattino salviniano tra domande e risposte: la tecnica, apparentemente, è di rispondere sempre a un'altra domanda, leggermente diversa ma non diversissima, da quella davvero formulata. Fateci caso, è la stessa tecnica che usa nelle intervista politiche o su temi economici (e quando la risposta è proprio impossibile arriva un "prima gli italiani").

  

Ah, è per noi un enorme piacere poter rileggere questo tweet. Strano comportamento da parte di un imbucato quello di rivendicare su twitter il proprio ruolo a cena, ovviamente mettendo tra i lettori privilegiati Putin e Trump.

 

Ed è un enorme piacere anche continuare a leggere gli aggiornamenti prodotti da BuzzFeed, da cui è scaturita la prima evidenza di questa vicenda.

  

Qui ci sta bene una riflessione sul double standard politica/populismo.

  

Il voto del parlamento europeo per confermare in carica la neo presidente della commissione Ursula von der Leyen (di seguito VDL) sta diventando appassionante, potrebbe anche prendersi qualche minuto delle vostre cene. Dopo i verdi delusi ora ci sono i gruppi di sinistra a esercitarsi in complessi distinguo che potrebbero portare al voto negativo. E fin qui va bene, succede, è quasi norma generale che verdi ed estrema sinistra siano contro i governi europei in carica, forse con una sfumatura diversa per gli ecologisti che, almeno nella base elettorale tedesca, si erano caratterizzati per un fervido europeismo. Ma la cosa che rende il tutto intrigante è che a votare a favore, sia pure per motivazioni diverse, potrebbero essere entrambi i gruppi della maggioranza governativa italiana. I 5 stelle lo hanno già detto ieri, la Lega sta trattando. La maggioranza favorevole a VDL diventerebbe così una specie di vestito di Arlecchino, ma non è detto che una simile eterogeneità politica diventi una limitazione per la nuova commissione.

 

Ecco, noi si resta sempre più soli, o meglio sempre più con Putin.

  

Il solito racconto delle divisioni tra grillini segue alla incredibile rinuncia di Torino al salone dell'auto prontamente spostato verso Milano. Ma lo schema è ormai consumato e non spiega più niente. Non ci sono grillini aperturisti e grillini fedeli alla linea, c'è solo una cultura politica nel movimento 5 stelle ed è contro lo sviluppo, contro il libero confronto delle idee, contro il mercato. Il futuro, per questa tetra ideologia, è solo quello indicato dalla leadership che si dice visionaria e così impone la sua visione unica. Così non c'è, a Torino, un grillismo che avrebbe voluto le olimpiadi e il salone.

  

Però Di Maio stavolta usa toni straordinariamente rispettosi, che riserva, a quanto dicono gli esperti di cinquestellismo, solo alla sindaca Appendino, come se fosse designata per altro. Valutate voi e in caso parlatene.

   

Fatta la compagine dei soci (quasi fatta) per Alitalia ora bisogna far andare avanti gli aerei. C'è un'unica certezza: non si può mantenere l'attuale schema operativo, con cui la compagnia perde il famoso milione al giorno. Chiaramente i nuovi soci privati non si divertirebbero molto. Ma cambiare significherà toccare qualche posizione, modificare qualche equilibrio. E il governo ha la forza per sostenere le tensioni che ne nasceranno?

  

La vicenda Epstein è intricatissima ma una prima conferma a una regola generale ce la ha regalata oggi con le dimissioni del ministro del lavoro di Trump, Acosta: i magistrati in politica fanno quasi sempre tanta confusione e comunque meglio tenere le carriere separate.

  

In tanti hanno assistito al nuovo rogo di autobus a Roma, chi li conta dice che è il quindicesimo da inizio anno (con questo ritmo si fa fuori un bel pezzo di flotta), e in tanti lo hanno documentato sui social. Ah il governo che dovrà gestire Alitalia è lo stesso che sta gestendo Atac.

  

Senza cadere in nostalgie da programma televisivo estivo, eccovi l'annuncio di un concerto dei Kraftwerk