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L'Europa come garanzia e i nuovi guai per Raggi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese

5 Giugno 2019 alle 19:06

L'Europa come garanzia e i nuovi guai per Raggi

foto LaPresse

Semplice, senza accuse né dita puntate, la spiegazione della richiesta che parte dalla commissione e arriverà al consiglio europeo in 3 settimane per mettere l'Italia in procedura d'infrazione sulla gestione dei conti pubblici

 

Arriveranno un sacco di insulti ma in realtà dovremmo ringraziare l'Europa, perché il vincolo esterno, anche se poi non verrà rispettato in pieno, è l'unica garanzia efficace per tenere buoni i mercati internazionali. L'Italia sotto osservazione, e da parte di chi un po' di pressioni può esercitarle, dà l'idea di un possibile recupero di una almeno accettabile disciplina fiscale. In un certo senso l'Europa sta funzionando come istanza di garanzia, o come un assicuratore, rispetto ai rischi di deriva incontrollata dei conti pubblici italiani. E forse è per questo che i mercati restano guardinghi ma non fanno registrare la fuga dall'Italia. Il sistema è inefficiente, certo, perché sarebbe ben più vantaggioso riuscire a mandare direttamente dall'Italia i segnali di rassicurazione necessari, attraverso buone pratiche, riforme, e finanza pubblica sostenibile. Si eviterebbero enormi perdite di tempo e di energie e anche perdite di denaro (perché comunque i mercati guardinghi impongono un prezzo maggiorato sui finanziamenti all'Italia), quantificabili, come ha fatto la stessa commissione, in modo equivalente a ciò che l'Italia spende per la formazione.

 

Le reazioni governative, ovviamente, non sono però improntate a questo spirito costruttivo, ma non sono neppure orgogliose e polemiche come ci si potrebbe aspettare. Vedete un po' i toni del Salvini odierno, meno anti-europeo del solito, mentre Di Maio rivela una pochezza analitica maggiore del solito assieme a toni polemici offensivi per l'intelligenza.

 

Chi entra e chi esce (dalla procedura per deficit eccessivo).

 

E presto potremmo avere necessità di familiarizzare con Jutta Urpilainen, finlandese, candidata molto attendibile per il ruolo nella commissione in cui si valutano i conti pubblici dei paesi membri e specialmente di quelli in procedura d'infrazione. Eccola su Twitter.

 

Le cose poi vanno così e così quanto a crescita.

  

Intanto, mentre il presidente del Consiglio si rivolge agli italiani e non si sa bene quale sia stata la risposta è il parlamento a non avere più voce, o quasi, per il reiterato blocco della sua attività.

 

La magistratura che tenta di guardare al proprio interno, di autogovernarsi (come da regola costituzionale), ma si sta incartando tra scandali, segnalazioni incrociate, intercettazioni malandrine, rapporti di potere.

  

Avrà tutte le ragioni O'Rourke ed è un simpatico candidato alla Casa Bianca ma queste idee, dalle nostre parti ovviamente, assomigliano tanto a quelle di chi ha imposto il limite dei due mandati.

 

Ogni giorno segnalazioni di questo tipo. La strategia, per la verità solo abbozzata, del governo italiano non sta né riducendo la partenze né riducendo i rischi in mare. E' un fallimento totale, che il ministro dell'interno riesce a occultare usando la sua propaganda e spostando l'attenzione sull'attività delle procure nei suoi riguardi.

  

Mentre si legge di nuove frenate nel progetto del nuovo stadio della Roma ecco che per Virginia Raggi ritornano problemi giudiziari che sembravano sopiti (ah intanto c'è un'assoluzione per Ignazio marino denunciato per diffamazione dai 5 stelle romani).

 

Domenica un'importante tornata di ballottaggi per molti comuni. Interessante vedere a fondo cosa è successo ad esempio a Firenze dove la vittoria è arrivata al primo turno e dove si rivelano le scelte degli elettori sia sul nella fedeltà di schieramento sia nella capacità di spostare consensi.

  

È stata una bellissima rivista (a fare da riferimento però a un mondo vivo, a passioni e interessi reali), è significativo che proprio ora se ne senta di nuovo il bisogno.

 

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