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La vittoria del centrodestra in Abruzzo e le proteste dei pastori sardi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

11 Febbraio 2019 alle 18:58

La vittoria del centrodestra in Abruzzo e le proteste dei pastori sardi

La protesta dei pastori contro il prezzo del latte (foto LaPresse)

L'Abruzzo ha tanto da dirci. Intanto che, piaccia o no ai concorrenti, sempre nel bipolarismo stiamo. E i 5 stelle si confermano nel ruolo di jolly del modo peculiare italiano di confrontare centrodestra e centrosinistra. Nel 2013 il loro risultato servì a non far vincere Bersani, producendo quindi Renzi. E nel 2018 l'effetto è stato la non vittoria del centrodestra e quindi il governo del prof. avv.

 

 

I conti poi sono interessanti.

 

 

Mah, non sembrerebbe.

 

 

Eccoci tutti sardi, i pastori d'Abruzzo, anche loro già molto celebrati, lasciano lo spazio mediatico ai colleghi dell'isola. Colpiti da un problema di antica origine e al quale mai si è trovata soluzione. L'intoppo è nella fase commerciale iniziale, il prezzo del latte ha fluttuazioni guidate dalla domanda del prodotto trasformato e dalle strozzature sul lato degli acquirenti della materia prima. I contenziosi si trascinano da anni e certamente non aiuterà l'attenzione estemporanea dei concorrenti alle elezioni regionali e peggio ancora dei leader nazionali pronti a calare in Sardegna.

 

 

L'analisi a bassa velocità e alta selettività di diffusione. Finirà male.

 

 

Le regole sull'indipendenza della banca centrale come requisito per far parte dell'euro sono scolpite nel marmo. Che volete che dica l'Ue di fronte alle sparate gialloverdi?

 

 

Ah, qualche previsione economica.

 

 

Attingono a certe fonti e poi finiscono indagati, tutto molto logico.

 

 

May prova a strappare una proroghetta, una dilazione un po' cheap, un imbroglietto. Va buca e la figura con Bruxelles aggiunge altra onta alla figuraccia della Brexit impossibile.

 

 

Adorabile Mahmood, eccolo nella sua vita familiare. Incurante dell'antielitismo. Qui, per non prestarci al gioco dei truci e dei vigliacchetti, non stiamo neanche a notare la milanesità estrema del simpatico rapper. A cena, a proposito, bloccate subito chi volesse impostare una conversazione (o più presumibilmente fare un comizio) sul sovvertimento elitario del voto popolar/telefonico. Le regole di Sanremo sono note prima di cominciare, quindi per favore rispettiamole e accettiamole. 

 

 

Guaidò qualche ora fa.

 

Scusaci, principessa, se abbiamo pensato che volessi candidarti.

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