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Le contestazioni a Salvini e la Brexit che inizia a far paura. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

28 Gennaio 2019 alle 17:42

Le contestazioni a Salvini e la Brexit che inizia a far paura. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

E' lui il ministro responsabile, la persona competente, ma non può non suonare un po' crudele, da parte del garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, l'idea di rivolgersi direttamente a Danilo Toninelli. Il concentrato ministro, l'uomo che soppesa costi e benefici, si trova investito di una questione che sembra più grande di lui. Il suo compito, alla fine, era solo quello di bloccare le opere pubbliche, vecchie e nuove. Adesso non può sentirsi a suo agio, chiamato in causa da un'autorità pubblica perché la condizione dei 47 migranti a bordo della Sea Watch, trascorse le 96 ore che la legge prescrive come limite per il fermo di una persona senza convalida di un magistrato, configura la situazione di illecita detenzione, e determina responsabilità che possono arrivare fino alla corte per i diritti dell'uomo. Ecco, tutto questo vede in prima fila Toninelli, che, da ex carabiniere, dovrebbe quantomeno essere a conoscenza delle regole sui limiti ai tempi di detenzione.

 

A proposito, è valida questa tesi leghista?

 

No, non è valida, perché le contestazioni a Salvini riguardano proprio atti compiuti esorbitando dai poteri ministeriali, quindi esattamente per ciò che ha fatto NON agendo da ministro. Lo ha spiegato bene Paolo Cirino Pomicino in un tweet scritto ieri guardando la TV.

 

E quindi ricordiamo agli amici a cena cosa scrive sul Foglio Giuliano Ferrara.

 

Il governo sembra non rendersi conto dell'impiccio legale/penale in cui alcuni suoi membri, segnatamente Salvini e Toninelli, si stanno cacciando. Il tutto per un puntiglio, per sostenere una posizione priva, peraltro, di effetti pratici e non inserita in una organica politica dell'immigrazione. E di fronte a questa deriva irrazionale è difficile fare opposizione, comunque qualche iniziativa c'è anche dopo la brillante operazione di sensibilizzazione di Fratoianni, Magi e Prestigiacomo.

 

Il presidente ad interim, chiamiamolo così, del Venezuela, Guaidò, ringrazia i grandi paesi europei che hanno appoggiato la sua iniziativa per liberare il paese dal giogo di Maduro. Tra i ringraziati manca l'Italia, assente dalla prima fila delle presenze internazionali nel confronto venezuelano, e destinata quindi a essere assente anche in futuro, nell'auspicabile fase di riassetto

  

Una curiosità, che forse vale anche come informazione e quindi tema di discussione a cena: Luigi Di Maio ha cancellato il registro pubblico in cui erano indicati gli incontri del ministro e presso il ministero. Uno strumento, applicato integralmente da Carlo Calenda, che ha più utlità. Perché serve a consentire la conoscenza dei contatti tra ministro e rappresentanze di interessi e quindi di formare un sano giudizio politico sul rapporto tra le rappresentanze lobbistiche e il decisore pubblico. Ma l'utilità non è solo della generica opinione pubblica perché se ne avvantaggiano anche le stesse rappresentanze degli interessi, per le quali è bene avere forme di controllo a tutela della correttezza del loro operato e per mettersi al riparo dal complottismo in cui si sprofonderebbe in caso di incontri segreti. E l'utilità è anche del ministro, per ragioni simili a quelle appena viste: il decisore grazie all'informazione sui suoi incontri diventa non ricattabile e non strumentalizzabile. Tutto questo per segnalare la stranezza della decisione di Di Maio sulla totale disapplicazione di questo registro pubblico. Non ci interessa invece sottolineare la contraddizione tra queste scelte e la sbandierata trasparenza grillina, Fu solo propaganda e mai venne applicata dove sarebbe servita e quindi non negli scrutini dei candidati alle cariche elettive (e che segreti volete che ci fossero?) o negli incontri per insultare il malcapitato Bersani, ma nelle scelte di potere del movimenti 5 stelle e della Casaleggio, sulle quali vige la più totale schermatura rispetto all'informazione pubblica.

 

Parte l'avventura del nuovo welfare, tra pensioni anticipate e sussidi assistenziali. il Corriere della Sera appalta una pagina allo studioso Pasquale Tridico, ispiratore del provvedimento e inserito nei luoghi delle decisioni grilline in politica economica. Per l'oste il vino è ottimo, per chi volesse invece incuriosirsi dei tanti aspetti controversi del nuovo welfare sempre sul Corriere, ma nel supplemento economico, c'erano de Bortoli e Daveri, e un ottimo Ferdinando Giugliano su Bloomberg.

 

Il caos Brexit ora fa paura.

  

Mario Draghi parla per l'ultima volta davanti al Parlamento europeo come presidente della Bce. Ricapitola in modo didascalico le ragioni per cui la partecipazione all'euro è ed è stata un'ottima scelta e quali ne sono stati i principali effetti positivi. In Italia siamo anche costretti a una lettura anti-complottista o semplicemente anti-scemista e ringraziamo David Carretta per sobbarcarsi questa scocciatura.

 

Intanto il governo si arrende di fronte ai ciarlatani e rinuncia all'attività di contenimento dell'infezione da Xylella (peccato, il ministro Centinaio ci aveva provato con convinzione, ma non ce l'ha fatta). ora la situazione in Puglia diventa molto complessa e sono destinati a salire anche le tensioni tra agricoltori seri, molto allarmati per l'avanzamento del batterio e gruppi anti-scienza.

 

A Roma protestano gli Ncc (contro il governo ma in realtà contro i tassisti), a Madrid protestano i tassisti (contro il governo ma il realtà contro gli Ncc). Non c'è soluzione per i loro contrasti, se poi l'incaricato è il callido Toninelli, figuriamoci

 

A cena allungatevi in chiacchiere e se proprio volete vedere il Grillo d'epoca fatelo con lo sguardo affettuoso di chi constata il passaggio del tempo sulle rughe proprie e altrui.

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