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Gli scontenti della manovra del popolo e le proteste a Roma

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

20 Dicembre 2018 alle 19:18

Gli scontenti della manovra del popolo e le proteste a Roma

Le proteste dei bus turistici a Roma (foto LaPresse)

Siamo a cena e possiamo provare a dare consigli non richiesti ai campioni della comunicazione. Nella manovra del popolo sono evidenti gli scontenti, i tanti gruppi, ben individuati, che hanno di che lamentarsi (dai precari dello stato che vedono sfumare l'assunzione ai pensionati che vedono sparire la rivalutazione degli assegni, dai costruttori e compratori di auto nuove a tutto il mondo del commercio online, dai pendolari che subiscono i tagli alle ferrovie a gli imprenditori che vedono svanire gli sgravi fiscali sugli acquisti di macchinari, e la lista potrebbe continuare) ma sono molto meno definiti i beneficiari. Il punto è che, come si diceva, chi ha da lamentarsi appartiene a gruppi ben identificati e anche capaci di esprimere politicamente la loro voce. Mentre i favoriti della manovra, presumibilmente i destinatari del reddito di cittadinanza e i lavoratori che potranno andare in pensione prima di quanto temessero, appartengono a una cittadinanza indistinta. Quindi sono anche portatori di altri interessi (magari volevano comprare un Suv o sono utenti dei treni regionali). Soprattutto sono persone che avevano già scontato, per dire così, elettoralmente il loro interesse personale. E ora possono solo passare nel campo dei delusi, magari per l'importo ridotto della pensione attesa o per il tempo maggiore del previsto da attendere per ottenere il trattamento.

 

 

Attenzione anche al surreale dibattito sull'Iva. Al governo, mentre scrivevano le future clausole di salvaguardia, le stavano già disconoscendo, parlando dell'impegno ad eliminarle. La credibilità non ne giova.

 

Poi c'è Roma con la spettacolare triangolazione delle proteste, o meglio con l'inserimento, nella sfida tra taxi  e NCC, delle istanze dei pullman turistici. Questi ultimi non accettano lo sfratto dai parcheggi in centro (a volte molto discutibili, per la verità) deciso e festeggiato dalla sindaca. La protesta arriva all'ultimo momento o forse per avere più visibilità grazie alle feste. C'è stato anche un incontro tra rappresentanti dei gestori di pullman e la sindaca, ma senza alcun risultato, anzi con la conferma delle rispettive dure posizioni. Domani si riparte, non con blocchi stradali, così almeno promettono, ma con un presidio davanti a Montecitorio. Dove appunto c'è un certo traffico, perché la piazza sarà presidiata anche dagli NCC, mentre i tassisti dovrebbero concentrarsi, in un'inedita applicazione del bicameralismo, sul Senato.

 

Il governo, le sue iniziative più controverse, e l'arte di rigirare le bocciature in medagliette (ma attenti ad abusare di quest'arte).

 

  

Vi ricordate i celebratissimi contatti tra Trump e Kim? Non sembra ci siano grandi sviluppi.

 

  

L'uccisione di due turiste in Marocco e i sospetti sull'Isis dopo l'arresto di alcuni sospetti.

 

  

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