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La vittoria dei mediatori sulla manovra gialloverde e le proteste in Ungheria

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

19 Dicembre 2018 alle 19:00

La vittoria dei mediatori sulla manovra gialloverde e le proteste in Ungheria

Le proteste dei lavoratori ungheresi (foto LaPresse)

Vincono, forse, i mediatori, che hanno portato a Bruxelles l'impegno personale per chiudere almeno il primo tempo della partita sui conti italiani. Tria è arrivato al traguardo e perde il suo più stretto collaboratore, il capo di gabinetto Garofoli, impoverendo di conoscenze tecniche tutta la sua macchina ministeriale. Però incassa gli apprezzamenti dei commissari europei e dà respiro al governo. Il prof. avv. si barcamena tra i due firmatari del contratto e realizza, almeno, un accordo extragiudiziale con cui il suddetto contratto viene simpaticamente messo in un cestino. Tutto sommato anche Salvini e Di Maio hanno guadagnato se non altro un po' di tempo, senza scalfire troppo il potenziale propagandistico dei loro provvedimenti più demagogici. Resta l'economia reale, con Standard & Poor's che ora dà 0,7 per cento come crescita attesa per l'Italia nel 2019. Vuol dire poco da distribuire e mercato del lavoro ancora probabilmente molto deludente.

 

  

L'opposizione ne dice tante, forse troppe. Prima di tutto denuncia, fondatamente, che l'abolizione realizzata è certamente una, tra le tante annunciate, quella del Parlamento. E poi però attacca sia per il lassismo sui conti sia per aver ceduto troppo a Bruxelles (almeno dal punto di vista procedurale).

  

Fare confusione con i rifiuti e ideologizzare la spazzatura: due cose molto pericolose.

  

  

In Ungheria per mandare avanti il paese senza il lavoro degli immigrati si stanno scontrando sulla nuova legge che impone straordinari da stakanovismo di massa. In Regno Unito si preparano a mettersi nei guai imponendo un regime rigidissimo sui visti lavorativi di entrata, limitandone comunque la durata a un anno. Spicca la differenza della Germania, con il governo Merkel che, anche pragmaticamente, prende atto della necessità di più lavoratori dall'estero e si prepara a cambiare le leggi in modo favorevole all'immigrazione.

 

 

Va bene il sovranismo, ma non sapremmo dire bene cosa sia un dinosauro italiano. In ogni caso la scoperta, quella sì italiana, ci rende orgogliosi e anche felici, tutto sommato, di non dover dividere il pianeta con mostri mangiatutto, praticamente ruspe con le zampe, come era questo descritto oggi.

  

Donald Trump lascia la Siria, fatevi qualche domanda sui futuri equilibri nell'area, con Russia, Turchia e Iran in campo.

 

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