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L'agonia infinita della manovra e le proteste in Ungheria

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

17 Dicembre 2018 alle 18:15

L'agonia infinita della manovra e le proteste in Ungheria

A Budapest continuano le proteste contro la legge sugli straordinari (foto LaPresse)

Famiglia Cristiana fa l'opposizione per bene. Mettere in difficoltà le case famiglia è una cosa imperdonabile. Lo mettiamo in testa ai nostri temi della giornata, come fatto di cui vergognarsi.

 

 

E per dispetto e per casualità twitteriana ci mettiamo vicino questa notizia da Parigi.

 

 

Da ricordare, e tra l'altro da giorni stanno avvenendo arresti e operazioni preventive di rilievo per contrastare il rischio terrorismo in Italia.

 

 

Che c'è nella manovra? Sta affogando in un eccesso di comunicazione, sta cedendo sotto il peso delle veline al sushi (secondo la nota richiesta al food delivery durante il vertice, ora smentita anche quella). Comunque al lavoro ora ci sono solo i dirigenti del ministero dell'Economia sbertucciati e detestati dalla maggioranza di governo. Si stanno dedicando con impegno alla manovra dopo la quale li si vorrebbe cacciare, a rimetterla in piedi in qualche modo per evitare la bastonata europea. Ma, attenzione, per quanto si continui a confidare nella possibilità di evitare la procedura di infrazione, oggi è stato un giorno ancora molto difficile. I punti controversi restano tutti lì, le stime sul deficit non danno segni di miglioramento (se preso in considerazione per i suoi effetti strutturali, cioè durevoli nel tempo). Intanto il Parlamento è completamente saltato, riceverà, forse, nelle due aule il testo della manovra per un esame necessariamente fulmineo, con ogni probabilità un voto di fiducia sul famoso maxiemendamento.

 

 

Vecchio io? No, vecchio ci sarai tu! Dibattito nel Pd non proprio di alto livello.

 

 

Si dice che negli Stati Uniti fallire o fare comunque cattive esperienze imprenditoriali sia il viatico per il successo. E ci si crede, vedendo nella voglia di intraprendere il primo motore dell'efficienza economica. E quindi poi nel riscatto, con i tentativi successivi. In Italia la questione è un po' diversa, se la tua azienda va male la strada che si apre è la guida del Movimento 5 stelle. Le traversie della ditta dei Di Battista insegnano.

 

  

Non ci sono solo i noti gilet, quelli reperibili comodamente nel bagagliaio, e i problemi della vita e della politica a volte vanno oltre a qualche euro in più per un pieno di gasolio. Guardate all'Ungheria e alle proteste contro quella che viene chiamata norma-schiavitù. Ma sono manifestazioni meno adatte alla predicazione anti-Europa e quindi eccole ma prese da un giornale tedesco.

 

 

Che poi invece, tornando ai gilet, Macron qualche possibilità di rilanciarsi ce l'ha.

 

 

Fissata la data per il voto parlamentare sull'accordo di May per la Brexit.

 

 

La storia sempre più intricata di Carlos Ghosn, detenuto in Giappone, indispensabile in Francia. E' tuttora capo azienda Renault, ma è stato dimissionato da Nissan. E non si capisce più che fine debba fare l'alleanza dei due giganti.

 

 

Mentre Trump continua a litigare con la sua banca centrale e fa un bel po' di confusione sui mercati azionari e finanziari.

 

  

Milano vince, benissimo, ma perché dall'alto del podio guardare a chi, come i 5 stelle, può solo far peggiorare le condizioni della città?

 

 

Dicosaparlare, coerente con la propria vocazione al chiacchiericcio, adora le notizie sul clima, escludendo però quelle che arrivano da conferenze internazionali, e quindi ecco la neve in Emilia e qualche onda esagerata per sportivi estremi.

 

 

Ma se la neve vi sembrava natalizia ecco l'anti-racconto di Natale, da Giulia Pompili.

 

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