A Roma scatta lo sgombero del centro Baobab che ospita centinaia di migranti (foto LaPresse)

Le novità sull'omicidio Desirée e lo sgombero del Baobab. Di cosa parlare a cena

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

L'Europa e il mondo non credono più ai numeri dell'economia italiana come rappresentati dal governo nei documenti di bilancio. Se una variabile dipendente come la crescita diventa oggetto di trattativa tra i vicepresidenti e il ministro dell'Economia fino a dover far fare al buon Giovanni Tria quella che è la battuta del giorno, "sulla crescita non si negozia", vuol dire che non c'è più neppure il tentativo di salvare la faccia presentando una manovra che non ha rispondenza nella realtà. E l'Europa e il mondo si innervosiscono, e poco può una lettera (quella che conoscerete per ora di cena più o meno, diretta Bruxelles) e tolgono un po' di soldi (dai Btp, anche oggi lo spread è salito)

 

 

Non si negoziano neppure gli effetti della manovra strampalata sulle pensioni: vanno presi per quello che sono. E possono fare molti danni alla propaganda governativa. Salvini intende mandare le ruspe all'Inps?

 

 

Però ha ragione anche il simpatico ministro tedesco Scholz (la cui ingerenza questa volta piacerà ai grillini) quando dice che il reddito di cittadinanza è una scelta che può essere fondata. Dice Scholz che sarebbe criticabile anzi l'assenza di uno strumento di protezione per la disoccupazione di lungo corso. Il buon ministro tedesco ha un po' imbellito il confuso provvedimento grillino, ma dice una cosa ragionevole. Anzi, a confrontare le due misure in termini generali fa più danni l'abbassamento dell'età pensionabile rispetto alla distribuzione di un sostegno generalizzato al reddito per chi cerca un lavoro. La controriforma previdenziale fa danni di lungo periodo, squilibra per tutti il sistema pensionistico, appesantisce il costo del lavoro. Mentre il reddito di cittadinanza resta limitato al suo ambito, con poche correzioni può essere migliorato, è gestibile e perfino valorizzabile se usato in sostituzione di altri strumenti. 

 

Le piazze, cosa lasciano, cosa farne. Senza la trasformazione in iniziativa politica diventano solo valvola di sfogo, fanno quasi il gioco di ciò che vorrebbero cambiare. La riflessione fogliante di Claudio Cerasa era nata in realtà prima della visibilità delle grandi manifestazioni di Torino e di Roma e probabilmente è destinata a durare ancora per i prossimi tempi, in attesa che, appunto, si consolidi una capacità di rappresentanza e anche di schieramento per forze che non possono limitarsi ad attestare che il buon senso del sì è meglio della stupidità del no. Il tema c'è per chiacchiere a cena e anche per prese di posizione più impegnative.

 

 

Scatta l'"ora M" di cui ci parla David Allegranti.

 

  

Il cilindro senza coniglio, la donna segata in due che viene tranciata davvero, la carta scelta e non indovinata. Francesco Daveri su LaVoce.info parla della manovra del popolo come di una magia al contrario, che fa tanta confusione, impiega tante risorse presenti e future, e produce nulla.

  

Dicosaparlare era pronto a fare ammenda del giudizio che poteva apparire sbrigativo e liquidatorio sulla conferenza di Palermo proposto per le vostre conversazioni a cena. Forse non è andata così male, si era tentati di pensare, se il prof. avv. ha potuto "spaccare" una stretta di mano tra i due principali aspiranti al governo della Libia che, magari, non avrà conseguenze pratiche ma almeno allontana lo spettro del fallimento totale dell'iniziativa. In realtà però c'è stato comunque molto disinteresse, le assenze hanno pesato più delle presenze, la stessa partecipazione libica è sembrata più un ossequio obbligato che una manifestazione di reale volontà.

  

  

Prima che il fumo delle polemiche politiche intasi l'aria e prima che i rutti su Twitter blocchino il dibattito provate a capire qualcosa della decisione della magistratura su due degli arrestati per la tragica morte di Desirée Mariottini. E parlatene, ma siate pronti a duri confronti.

   

E si può anche parlare dello sgombero, questo invece violento e sbrigativo, deciso dal truce ministro Salvini per sloggiare il centro Baobab a Roma.

 

  

La grande azienda nazionale, nel senso della presenza sul territorio nazionale, delle telecomunicazioni è palesemente sempre più ingovernabile, i due grandi soci, i fondo Elliott e Vivendi non sono in grado di andare avanti collaborando, ma né una né l'altra riescono a essere forti a sufficienza per prendere la guida da sola. Ci proverà Vivendi, si può dire che ora devono muovere i francesi sulla scacchiera Tim, ma il successo non è affatto garantito. Oggi è saltato l'amministratore delegato Amos Genish, per ragioni legate al non raggiungimento degli obiettivi fissati da Vivendi, dice il fondo Elliott.

 

Sarà stato lì a spremersi i neuroni per trovare l'idea giusta, vincente, per trovare, cioè, qualcosa che fosse più offensivo degli insulti (un po' vecchio stile, per la verità), più ingiurioso del, tutto sommato banale, turpiloquio. Oppure qualcosa che permettesse di superare il noiosissimo, catastale, attacco alla stampa con la denuncia dei conflitti di interesse (urca!) degli editori, roba da lasciar fare ai burocrati del blog delle stelle. E poi, chissà sarà l'aria andina (che poi non so se sta proprio da quelle parti), ma a Di Battista è venuta l'idea perfetta. Peggio degli attacchi ai cattivi c'era solo la lista dei buoni. E l'ha compilata, diffusa, e perfino argomentata. Ovviamente Dicosaparlare si congratula con tutti i premiati e in special modo con il vincitore morale, Marco Travaglio.

  

Non amate i giornalisti? Eccovi la disintermediazione estrema, quella affidata a un'ignara scolaresca. Tante polemiche e tante cose da dire a cena dopo l'irruzione di Salvini alla lavagna.

  

L'addio a Stan Lee con le parole del Foglio.