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I vertici sulla manovra e il volo dello spread. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere cosa succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

3 Ottobre 2018 alle 18:32

O Tria o Troika

Giovanni Tria (foto LaPresse)

Altro vertice, altra serata in cui a cena potrete chiedervi, col brivido della diretta oppure detto in termini meno televisivi col brivido della contemporaneità, cosa staranno decidendo a Palazzo Chigi. E' in azione la regola dei vertici, formula matematica infallibile espressa con il noto enunciato: al diminuire dei soldi aumentano i vertici. E quindi a cena potrete ricordare agli altri che Giovanni Tria, coraggiosamente presentatosi all'incontro del centro studi Confindustria, ha fatto capire che in tutto il governo dispone di qualcosa tra 3 e 4 miliardi per finanziare le suo tante nuove iniziative. E, anche con una rassegna molto sommaria di tali iniziative, vi accorgerete che i soldi non bastano. E quindi o si fa un sacco di deficit, anche più del famigerato 2,4% per Pil, oppure si cancella qualcosa a scelta tra sostegni ai redditi, sostegni alle pensioni, anticipo dell'età pensionabile, riduzione delle tasse per gli autonomi e altri impegni minori. 

  

Che poi sui vertici a ripetizione piovono avvertimenti europei. Il "me ne frego" baldanzoso si sta trasformando nell'accezione moderno-romana del "me ne frego" cioè "mi interessa". Ecco, le notizie che arrivano dalla Commissione europea, con le valutazioni anche pesanti sulle scelte italiane in materia di conti pubblici, cominciano a contare anche per il governo che coltiva il nazionalismo. E vedrete come tra qualche giorno prima se ne fregheranno, in senso mussoliniano-dannunziano, e poi gliene fregherà in senso romano-moderno di quanto faranno sapere le agenzie di rating. E' potrebbe essere qualcosa di molto pesante.

 

Invece non vale inserire nei provvedimenti anche la loro presa in giro, per chi cerca di raccontare la politica con qualche sorriso è concorrenza sleale. Ovviamente il riferimento è alla cittadinanza card, quella che secondo le anticipazioni governative, per essere veramente italiana e autarchica, sarà spendibile solo per acquistare prodotti italiani e utili all'edificazione e alla crescita morale, rendendo tracciabili gli acquisti di merci importate e autodistruggendosi (la carta) in caso di uso per pagare cose del diavolo, tipo il gratta & vinci. Insomma, così si inserisce la presa per i fondelli direttamente nel provvedimento e chi volesse cercarne i punti deboli sarebbe già spiazzato, almeno quanto a comicità.

 

Ma poi i mercati vanno davvero meglio? Mica tanto. Provate a diffondere la teoria degli scaloni. Al debutto del governo del cambiamento un primo scalone, circa 150 punti di rialzo dello spread, da cui non si è più scesi, pur registrando movimenti intorno a quella quota. Ora, con la manovra del popolo, un altro salto, intorno a quota 280, dalla quale si fanno sortite verso 300 ma sotto alla quale non si va.

  

Due congressi nel racconto fogliante. Quello del Pd e quello della federazione mondiale degli scacchi. Sorprendentemente al primo ci si avvicina attraverso mosse codificate, mentre si va incontro al secondo tra colpi bassi e mosse fuori dalle regole (oltre alle ormai costanti intrusioni russe nel processo decisionale).

 

  

Come il ministro Toninelli mostra in modo lampante che i controlli preventivi sulla sicurezza delle infrastrutture autostradali spettano al ministero da lui guidato. Tenere a mente questa concatenazione di fatti, ministero controlla e concessionario esegue, per seguire gli sviluppi dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi. E anche per cercare di capire come il governo possa venir fuori dall'incastro micidiale in cui si sta cacciando e che rischia di rendere lunghissimi i tempi della ricostruzione.

 

 

Intanto l'Europa deve occuparsi non solo della mattane italiane ma anche di quelle inglesi.

 

 

Evviva la chimica.

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