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Le chiusure domenicali secondo Di Maio e Portogallo-Italia. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

10 Settembre 2018 alle 17:46

Le chiusure domenicali secondo Di Maio e Portogallo-Italia. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

La Svezia, a dispetto della apparente montabilità e smontabilità, resta, per fortuna, un paese complesso. E come stiamo vedendo in varie vicende la complessità sta salvando il mondo. Il voto è tutto da raccontare.

  

Uno scarto, una fuga da Ilva e Tap e manovra economica? Non è chiarissimo perché Luigi Di Maio si sia così fissato con la storia delle aperture domenicali da vietare per i negozi. Insomma la questione non è particolarmente sentita, tranne che da una piccolissima minoranza, mentre i favorevoli  alla situazione attuale, liberalizzata, sono in numero preponderante. Allora forse siamo di fronte a un caso di comunicazione e strategia politica tipico dei 5stelle, un caso da studiare. In attesa di futuri contributi scientifici si può già dire che questa campagna ha tratti ricorrenti con altre: il nemico è nei poteri forti, il provvedimento contestato nasce nel governo Monti, i diritti da difendere sono ben identificati (ma negletti, secondo la narrazione dei 5stelle), quelli da contrastare sono tanti e confusi e non riescono a trasformarsi in istanza politica ed elettorale. Insomma, conta fare la battaglia, intestarsi ruoli, e poi, vedrete, perdere tranquillamente (come avvenuto con Ilva).

  

L'Onu ci guarda con preoccupazione. Le scelte del ministro Matteo Salvini hanno determinato la fine della presenza di navi gestire da Ong nel mediterraneo tra l'Italia e le coste libiche e tunisine, bloccando, di fatto, ogni possibilità di soccorso ai migranti. Aggiungiamo le piazzate contro gli attracchi in porti italiani di navi con a bordo persone possibilmente identificabili come profughi siamo oltre il punto ritenuto accettabile dall'Onu. Certo, poi, gli onusiani non brillano per qualità e equidistanza in alcune scelte passate, dalla selettività con cui intervengono nei conflitti, alle discutibilissime iniziative in materia di diritti umani e anche di cultura. E così anche Salvini trova qualche argomento per replicare. A cena il dibattito è aperto.

 

Niente, non lascia, non si arrende, quella cattedra la sente sua e il (già) prof. avv. con diritto di uso a Palazzo Chigi sfida una gigantesca figura di merda e resta iscritto al concorso per ordinario di diritto privato a Roma. Intanto lode a Politico.eu che se ne è accorto e ri-accorto, poi, aggiungendo considerazioni a margine: ma La Sapienza, la facoltà di giurisprudenza, il senato accademico, la conferenza dei rettori, non hanno niente da dire in proposito? Non avvertono come questa procedura per assegnare cattedre a presidenti del consiglio in carica sia non solo discutibile ma negativa per la considerazione che gli studenti hanno per la qualità dell'insegnamento? Tra un po', forse, arriverà pure una legge per obbligare i residenti a iscriversi nell'università della propria città, ma oggi è ancora possibile guardarsi intorno e scegliere. Attenti, siete in un mondo competitivo, anche se non vorreste.

  

Luigi Di Maio dice e pensa tante, tantissime, cose criticabili, a volte palesemente sbagliate, altre volte gravi, ma questa storia dell'erroretto di geografia sconsigliamo di cavalcarla per essere spiritosi a cena. Primo perché gli errori capitano, le distrazioni e anche le botte di ignoranza crassa, e quindi non possono essere materia di scherzo (prive, come sono, di ironia le contumelie contro l'autore dell'errore). E poi perché effettivamente la spiegazione data, una volta tanto con signorilità, da Michele Emiliano ha perfettamente senso.

  

Comincia a diffondersi la sensazione di non poterne più delle diatribe attorno alla Brexit e questo è già il fallimento di tutta la faccenda.

  

Volendo a cena potete parlare anche di Telecom e delle sue traversìe.

 

C'è Portogallo-Italia e Roberto Mancini è molto osservato, anche dalla tribuna...

 

Per chi fosse a Milano invece c'è un appuntamento da non perdere. Il Vigorelli riapre per un evento ufficiale: i campionati italiani di ciclismo su pista.

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    11 Settembre 2018 - 12:12

    "Luigi Di maio dice e pensa tante, tantissime cose..." Ecco, troverei eccessivo il "pensa".

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