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La Libia per Salvini e la politica ingrillata. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

4 Settembre 2018 alle 18:59

La Libia per Salvini e la politica ingrillata. Di cosa parlare stasera a cena

Provate a parlare di Libia a cena, anche per vedere su quali informazioni, su quali basi, si riesce a sviluppare qualche analisi, qualche ragionamento. Certo non aiuta la costante attribuzione di responsabilità sempre ad altri (in questo caso la banalità collettiva inclpa Macron). L'Italia, piuttosto, dovrebbe avere una sua strategia, anche in relazione alla gestione dei flussi migratori (a proposito, con anche la Siria che torna a infiammarsi la questione migratoria avrà un'ulteriore spinta). Ricordando sempre il meraviglioso Vincino giudicate un po' se questo di Ellekappa a Salvini può essere giudicato un "attacco" (e non una critica satirica) e soprattutto giudicate se sia giusto che un ministro dell'interno risponda a una vignetta con toni vendicativi

  

A Genova protestano le famiglie che non possono più accedere alle loro case dopo il crollo del ponte sul Polcevera e che sono in attesa di sistemazione. Protesta comprensibile, certamente fondata, anche se da parte delle istituzioni non sembra essere mancato l'impegno e da parte di Società Autostrade non è mancata la disponibilità a far fronte ai costi. Saranno questioni burocratiche o qualcosa di simile a rallentare. Tuttavia colpisce, come avviene spesso, l'intervento del già dai genovesi applaudito Luigi Di Maio. Invece di promettere impegno fattivo o di prendersi responsabilità e chiedere scusa o semmai pazienza a nome del governo ecco che Di Maio si fa subito protestatario tra i protestatari, sfollato tra gli sfollati, e proclama che, appunto, "gli sfollati hanno ragione". Benissimo, ma lui non è chiamato a stabilire, con ruolo da giudice, chi ha ragione e chi ha torto. E poi grazie al cavolo che gli sfollati hanno ragione, ma c'è invece da dubitare sulla loro voglia di sentirsi dar ragione anziché vedere il vicepresidente del consiglio al lavoro, assieme a tutto il governo e al commissario Toti, perché si consegnino le chiavi di casa. Mentre è stato solo Toti a rispondere nel merito alle proteste, anche a causa del suo ruolo, dicendo che anche se comprensibili non possono essere accolte le richieste di chi vuole entrare nella propria casa nelle zone ancora a rischio per prendere oggetti e altre cose pur necessarie. Finché i tecnici non danno via libera, ha detto, non posso consentire l'ingresso. Mentre il ministro Toninelli insiste con le sue fissazioni e definisce "follia l'idea che Società Autostrade ricostruisca il ponte di Genova" e così andando contro la tesi di Toti e di tutti i rappresentanti di interessi locali e condannando, con ogni probabilità, la città a subire un'attesa molto maggiore del sopportabile.

  

Crollo di un ponte a Kolkata, in India, con vittime. Ci sono molte somiglianze con il modo in cui ha ceduto il ponte sul Polcevera

  

Sì certo, è l'effetto ciliegia delle notizie, e va bene. Ora crollo tira crollo. Ma Roma non fa nulla per frenarlo questo effetto. E il (rinascimentale?) passetto di Borgo, credo sia quello del dipinto sull'incendio, perde pezzi in testa a e borghiciani.

  

La politica ingrillata, come abbiamo visto prima, dà ragione a chi protesta (a prescindere dal merito) e non decide. E così la responsabilità di dire i sì e i no cadono in testa ad altri pezzi dello stato, mai al governo, guardacaso. Succede anche con i vaccini, esponendo chi è a diretto contatto con le famiglie alla fatica e anche al rischio di dover escludere bambini dalla scuola e spiegarlo ai loro genitori.

 

Un classico: chi controlla i controllori?

  

I genitori di Matteo Renzi a processo per due fatture sospette, ritenute false (o meglio, emesse a fronte di prestazioni non eseguite, ma stando nel campo della consulenza, e non della fornitura di mattoni, l'avvenuta prestazione diventa un fatto non facilmente appurabile). Serve qualche chiarimento, anche perché in questo caso non sembra che si sia agito con le discutibili modalità dell'inchiesta su Consip.

 

I mercati si sono un po' tranquillizzati, forse dando credito alle affermazioni di Matteo Salvini o più probabilmente a qualche indicazione arrivata direttamente agli investitori da suoi collaboratori e da dirigenti della Lega. Ma insomma non sembra nulla più di una piccola tregua.

  

Idea che ha un suo senso, parlatene, anche perché tutto dipende da come si realizza.

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