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L'aumento della disoccupazione e il caso Brizzi. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

31 Luglio 2018 alle 17:57

L'aumento della disoccupazione e il caso Brizzi. Di cosa parlare a cena

Foto Imagoeconomica

Il sentiero stretto diventa una mulattiera di montagna. Aumentare la spesa previdenziale (via la Fornero), quella assistenziale (reddito di cittadinanza), quella per la sicurezza, quella protezionistica (prima gli italiani), e insieme ridurre le tasse, è qualcosa oltre l'impossibilità, appartiene alla quarta dimensione. Perché la super tegola arrivata dalla realtà fa proprio male e ci dice che 1,3 per cento era ancora una proiezione positiva, e invece l'economia italiana crescerà dell'1,1 per cento. E gli occupati diminuiscono, nel mondo del contratto e del cambiamento, e la disoccupazione aumenta. L'Istat, ancora non guidato da un sovranista e ancora non obbligato a usare Rousseau per le rilevazioni, mette nei guai preventivi il governo. Una cosa per tutte: se scendono gli occupati salta anche il progetto di equilibrio previdenziale per la quota 100, l'unico formulato decentemente dall'esperto leghista Alberto Brambilla, dal quale era venuta l'indicazione di 24 milioni di occupati come numero necessario a garantire entrate contributive sufficienti.

 


 

Un guaio serio, insomma, che il Foglio aveva già anticipato parlando delle preoccupazioni dall'estero per le nuove regole sul lavoro.

 


 

Solo per dire che MEB (Pd quindi opposizione) ha buon gioco nel segnalare che il governo boccia un emendamento di Forza Italia (quindi opposizione ancorché elettoralmente assieme a Lega e FdI) che avrebbe realizzato una parte rilevante del contratto di governo.

 


 

A proposito di Foglio, e visto che qui si danno spunti per parlare a cena, ecco la fantastica osservazione di Andrea Giuricin che fa di tutti noi dei vip privilegiati, gente della Casta. Parlatene perché sono giorni di partenze.

 


  

Intanto si discute del male silenzioso, del razzismo che si diffonde nella nostra società. Passi avanti rispetto alle posizioni equilibrate del Truce, come Giuliano Ferrara chiama Matteo Salvini, non se ne vedono.

 

Tante cene (e pranzi e merende) dei mesi scorsi andrebbero riavvolte, quanto a conversazione, e rifatte da capo, perché il principale #metoo italiano va a sbattere su una archiviazione. Per il regista Fausto Brizzi, ienizzato e condannato in tv, arriva invece un nulla giudiziario, che fa dubitare di tutta la faccenda.


 

Ah, e la Rai? L'attesa giusta giusta di 3 giorni ha qualcosa di pasquale, sa di resurrezione. Ma forse le aspettative sulla clamorosa rottura tra Lega e Forza Italia sono eccessive. E se ne uscisse un compromesso? Mercoledì comunque si vota alla commissione di Vigilanza. Oggi intanto, come previsto, il cda ha nominato Foa presidente con un voto a maggioranza (ha votato no Rita Borioni, in quota Pd, e si è astenuto Riccardo Laganà). Troppi fantasmi, troppe parole sospese, velano le varie prese di posizione. 

 

La Rai si paga ma almeno i musei domenicali erano gratuiti, ma arriva il ministro Bonisoli a dire "no" al Raffaello di cittadinanza. Si scatena dibattito infernale e a cena il tema gratis sì o no rasenta la perfezione.

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