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La Juventus di Cristiano Ronaldo e i migranti secondo Conte. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

16 Luglio 2018 alle 18:08

La Juventus di Cristiano Ronaldo e i migranti secondo Conte. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Volendo potrete parlare dell'incontro tra Trump e Putin in Finlandia. Ecco i punti essenziali del dialogo fatto palesemente sulla testa dell'Europa, recente bersaglio dialettico del presidente degli Stati Uniti. Mentre Putin è il suo cocco, il nuovo caro amico. Ma dal momento che Trump dice una cosa, ne twitta un'altra, le smentisce entrambe e poi ne fa un'altra ancora, sospendiamo il giudizio sull'amicizia con Putin.

  

Merita forse una chiacchierata il Matteo Salvini che va in Russia a parlar male dell'Europa e con uno speciale livore per la Francia. Non hanno neanche bisogno, ovviamente, di essere entrambe difese da questa newsletter da aperitivo e che osa solo spingersi fino alla solennità della cena. Le piccole stupide banalità su mare, bellezza, Corsica, arte, ricchezza, il ministro dell'interno le coglie tutte e le fa sue. Parlando poi ancora degli effetti economici del blocco commerciale, ma senza mai citare i fatti che lo hanno causato. Tuttavia questa newsletter, per quanto confinata nello spazio della tavola, non entra nella sciocca discussione sul volo del ministro Salvini- E' andato a Mosca con aereo di linea? e grazie al cazzo, verrebbe da dire educatamente.

  

Intanto gli sbarchi continuano e con essi c'è il prof. avv. che smista migranti con soddisfazione, celebrando i successi delle volontarietà. Ovvero sancendo ciò che succedeva già prima, ma con minor clamore. Tuttavia della propaganda elettorale, respingimenti e 600 mila da espellere, non resta nulla. E non c'è nulla neppure della propaganda post-elettorale.

 

Il prof. avv. visto (cioè non proprio visto) da Nomfup.

 

Questo non è per cena, o almeno molto raro che si affrontino a tavola in relax temi così duri, ma va bene per i talk-show (non si sa mai ne capitasse uno) o per i dibattiti parlamentari (anche in questo caso non si sa mai). A chi si mette a strillare sui suicidi causati dalla crisi, anzi, dall'austerità e dai sacrifici imposti agli italiani, rispondete pacatamente con questi dati.

 

Luigi Di Maio solo pochi giorni fa era stato il difensore di Tito Boeri, con una frase, che poi ha ripetuto ieri sera, che suona più o meno come un "per me può restare al suo posto fino a scadenza, poi si vedrà". Allora la scadenza è nel 2019, quindi il si vedrà riguarda anche e molto Di Maio, più di quanto riguardi Boeri. Ma il punto è che Di Maio lo aveva difeso in passato, cioè pochi giorni fa, perché l'Inps aveva fornito dati a sostegno della revisione in senso contributivo del calcolo pensionistico, fornendo così qualche argomento logico alla personale propaganda del ministro del lavoro contro quelle che chiama pensioni d'oro e contro i regimi di maggio favore, come quello dei parlamentari (ma non solo loro). Insomma Di Maio è un po' in confusione tra la persecuzione contro la manina (ovvero contro i tecnici Inps a supporto di quello del ministero dell'economia) e la necessità di avere un supporto tecnico per fare la crociata previdenziale. Che poi la maggioranza e il governo hanno già i loro guai per riempire le caselle in scadenza tra i grandi luoghi di potere economico pubblico, figuriamoci se vanno ora a mettersi nel ginepraio delle nomine Inps. A proposito prendiamo atto con compiacimento dell'ulteriore proroga in arrivo per l'indicazione dei nomi per Cassa depositi e prestiti e e Ferrovie. Qualcuno poi si emoziona invece per le parole di Roberto Fico su queste vicende e su Boeri nello specifico.

 

Che poi intanto sono cavoli amari per la ormai imminente manovra, quella che dovrebbe portare il cambiamento. Il denominatore della nota frazione, cioè il Pil, è visto ulteriormente in frenata. Il Fondo monetario, sto antipatico, ha levato un altro decimale dalle stime sull'italia, portando le attese del Pil a più 1,2 per cento. Sono problemi per far quadrare i conti e sono brutti segnali per i mercati. A proposito, provate a immaginare cosa succederebbe se tutti i protagonisti delle polemiche con Di Maio e Salvini dicessero "ok, ne abbiamo abbastanza, continuate voi". Mi auto-cito, scusate, con una previsione

Ah, la nuova che avanza

 

La stupidata disinformativa sullo sciopero massiccio anti-CR7 negli stabilimenti Fca ha avuto la sua sanzione numerica. Cinque scioperanti in tutto e palla al centro.

 

Invece parlate dei primi giorni di CR7 a Torino e del clima positivo di accoglienza festosa che lo sta circondando, con anche richieste esplicite e non negoziabili; portaci la coppa (non Italia però, o almeno non solo).

 

A esser sinceri nelle nostre cene si parla solo del tempo, del fatto che l'estate non c'è, si prende una pausa, è finita (questa dell'estate finita è una battuta che non viene capita, ma voi ripetetela). Insomma, in luogo dei lamenti siccitosi questo è l'anno dei lamenti pioggiosi e anche freddolosi. Bene per l'editoria, magari si venderanno libri, e per l'industria delle carte da gioco.

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