Dalle decisioni di Mattarella sul governo alla Nazionale di Roberto Mancini. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

7 Maggio 2018 alle 18:52

Dalle decisioni di Mattarella sul governo alla Nazionale di Roberto Mancini. Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

Allora si sta tra due possibilità. La prima è quella di un incarico targato Quirinale, che però esporrebbe il nostro sistema istituzionale a una prova di stress durissima in caso di mancata fiducia parlamentare. Parlatene a cena ma con tono preoccupato. Anche se ci potrebbe essere un tentativo di forzare un po' le cose e tenere in piedi quel governo per qualche mese, ma si offrirebbe poi il destro per un'altra campagna elettorale tutta contro i governi non eletti e altre balle varie, e non ci sarebbe troppo da divertirsi. L'altra possibilità, quella che circola come battuta o come affermazione retoricamente incredula (ma che si vota davvero a luglio?), è appunto quella di un bel voto estivo. A cena scherzate sul fatto che a Roma a luglio si sta benissimo, pieno di cose da fare e serate meravigliose, e quindi una scusa per non partire sarebbe gradita. Poi tra le due possibilità ne spunta una subordinata: trattasi di estrema manfrina tra Di Maio e Salvini per mettere all'angolo Forza Italia e costringere all'appoggio esterno gratuito. Mah, può anche essere, ma conterrebbe la possibile contromossa di una Forza Italia che potrebbe anche far saltare il tavolo assieme alla coalizione, proponendosi alle elezioni come unico gruppo moderato centrista contrario a un futuro governo coi grillini, mentre di Salvini sarebbe fin troppo scoperto il giochetto a tirar su voti in una specie di ballottaggio con i 5 stelle per poi accordarcisi.

 

Intanto sulla regola del doppio mandato Di Maio, pur nel suo mondo assurdo, qualche ragione ce l'ha. Si potrebbe dire che una legislatura ridicola (se interrotta davvero a luglio, ora la voce è sul 15 e non più sull'8) riuscirebbe ad annullare una regola anch'essa ridicola.

 

Dal ridicolo emendato a quello non emendabile.

 

Nel frattempo a Torino non c'è pace per la giusta a 5 stelle. Chiara Appendino però sembra avere uno speciale talento per le nomine che fanno arrabbiare i grillini.

 

Niente, i mercati, lo spread, la crescita, non intendono assecondare la nostra percezione di un momento drammatico e se ne stanno buoni buoni, Sì l'Istat segnala un rallentamento dell'economia, ma è robetta. Mentre i dossier complessi, per primo quello sull'Ilva, vanno avanti anche se con la opportuna lentezza.

 

Dove il vincitore delle elezioni si conosce non la sera stessa del voto ma la sera prima ecco che tutti i successivi passaggi istituzionali filano lisci come l'olio. Parlatene per consolarci della nostra democrazia caciarona, ma se a cena ci fosse un sovranista verrete presi sul serio.

 

Warren Buffett ha 100 miliardi di dollari da spendere e vorrebbe trovare qualche bella azienda, nel caso anche una sola per la posta intera. Nel frattempo si vorrebbe comprare tutta la Apple, ma non gliela vendono.

 

Nella confusione generale, in un paese senza guida, in un'opinione pubblica sbandata, attacchiamoci all'unico uomo al comando disponibile (pur se fuori dai mondiali), l'allenatore della nazionale Roberto Mancini, ormai avviato all'impegnativo compito di far rinascere l'Italia calcistica.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    07 Maggio 2018 - 20:08

    Intanto non diamo la nazionale di calcio a Mancini: delle altre cose si parlerà per alcune settimane.

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