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Dalla situazione in Siria alla responsabilità del centrodestra. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

12 Aprile 2018 alle 18:47

Dalla situazione in Siria alla responsabilità del centrodestra.  Di cosa parlare stasera a cena

Foto LaPresse

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La Nato ha deciso di rispondere all'attacco con gas in Siria. Mentre Donald Trump nuovamente annuncia comunicazioni in tempi brevi sull'impegno americano. Ma, così come la Germania (lo ha detto oggi Angela Merkel), l'Italia non parteciperà direttamente con aerei o navi. C'è un risvolto notorio di politica interna di questa vicenda e come sapete riguarda i tempi di formazione del governo. A quanto si capisce, e vedete nelle conversazioni a cena di aggiungere qualche elemento, l'apparente presa di distanza italiana dalle operazioni militari potrebbe rendere meno forte la pressione della crisi siriana sulla nostra crisi di governo. Una piccola furbizia e nient'altro, ma potrebbe bastare.

  

Incontri e lavoro serrato per chiudere un qualche tipo di accordo con cui arrivare domani al Quirinale. I 5 stelle non hanno bisogno di fare riunioni, il centrodestra sì. Ma mentre Matteo Salvini ottiene l'investitura ufficiale a capo del centrodestra, Berlusconi invia un messaggio chiaro a chiunque pensa di poter costruire un governo con la Lega, ma senza di lui.

 

Resta, oggi rinnovata, la pregiudiziale dei 5stelle contro Berlusconi. Ma attenzione, la richiesta ora è passata al cosiddetto passo di lato (e quello lo ha già fatto e più volte perfino Beppe Grillo) e quindi qualcosa potrebbe sbloccarsi. Ma c'è anche chi prende sul serio le elezioni in Molise e Friuli Venezia Giulia e la commissione scientifica di Di Maio per prevedere qualche giorno in più di attesa (e della Siria chi se ne importa).

 

Strategia dell'attesa o della perdita di tempo fortemente contestata dal Pd. Mentre Maurizio Martina propone una nuova accezione del politicamente delicatissimo termine "responsabile" per chiedere, retoricamente, a chi ha vinto le elezioni di essere responsabile.

 

Una volta il sottogoverno era costituito dalle nomine nelle partecipate, dagli incarichi di potere nell'amministrazione, da tutti i posti soggetti a spoil system. Oggi potremmo ribattezzare sottogoverno questa roba che sta nascendo e che sta, proprio tecnicamente, sotto al governo oppure a lato. L'apice è la commissione speciale, quella guidata dal leghista Molteni, ma con vice presidenti di 5 stelle e Forza Italia. Poi arriveranno le commissioni ordinarie, ma prima ci sono state le presidenze delle camere. Questa struttura si sta comportando esattamente come una specie di governo alternativo, appunto sottogoverno, anche nel fissare l'agenda e quindi stabilire che ad esempio la legge sui diritti dei detenuti va scartata e altri provvedimenti vanno invece messi tra le cose urgenti. Ma può funzionare? Il sottogoverno non chiede proprio la fiducia, ma ne deve avere un po' (sancita informalmente dall'accordo via telefonata tra Di Maio e Salvini). Non è sfiduciabile ma neppure ha una forte investitura, una condizione di limbo che può essere anche sfruttata per piazzare qualche colpo legislativo. Invece segue una procedura ancora diversa l'operazione a 5 stelle anti vitalizi, o per meglio dire anti-vedove o altri parenti con reversibilità previdenziale. Come è noto i grillini intendono percorrere una via tutta interna agli uffici di presidenza della camera. E oggi uno di loro si è spinto a promettere un risultato per l'anti-vedove entro 15 giorni. Una spacconata e anche pericolosa per gli intenti governativi e il tono moderateggiante di Di Maio. I tempi sono ridicoli, l'insuccesso ha una probabilità altissima, la partita per i 5 stelle è ad alta sensibilità: insomma ce n'è per mettere nei guai perfino il loffio sottogoverno

 

Comunque, passo di lato o no, sempre di Berlusconi si parlerà. Anche per un'altra decisione in sospeso, quella sul film Loro di Sorrentino a Cannes.

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