Dalle consultazioni agli omicidi di Brescia. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

4 Aprile 2018 alle 18:24

Dalle consultazioni agli omicidi di Brescia. Di cosa parlare stasera a cena

Cosimo Balsamo fredda due persone nel bresciano poi intercettato si suicida (foto LaPresse)

Il primo giro di consultazioni è in corso. Gira a vuoto, come atteso da tutti. Mentre non aiuta alla chiarezza l'aver esplicitato da parte di Di Maio che per lui centrodestra o Pd pari sono. Non è un buon argomento politico e dà l'idea di volersi accattare in qualunque modo i voti necessari per una maggioranza. E anche questa cosa dei partiti buoni se rinunciano a senza uomini simbolo e leader carismatici (via Renzi e Berlusconi) è troppo stupida e stucchevole per occuparcene. Pensiamo al secondo giro, prima del quale ci sarà comunque una pausa di riflessione, e notiamo che più passa il tempo più l'uscente Gentiloni acquisisce status positivo.

  

C'è la commissione speciale di cui occuparsi, può perfino reggere un po' la conversazione a cena, perché in questo scenario politico (con la tripartizione e tutto il resto) è una roba proprio  strana. La presiede il grillino Vito Crimi, votato da 5stelle e centrodestra compatto, e dovrebbe occuparsi almeno della parte obbligatoria (legge di stabilità e bilancio dello stato) della politica economica. Ma sembra già intenzionata a travalicare i suoi poteri per invadere quelli governativi, il tutto mentre il governo dimissionario è limitato a ordinaria amministrazione e quello entrante non si vede all'orizzonte. Insomma, a guidare la politica economica c'è il più lampante e diretto effetto del risultato del referendum del 4 dicembre: una perfetta accozzaglia

  

Certo, si possono rinviare di qualche mese gli sforzi necessari a far quadrare i conti evitando i rialzi Iva (ma sarebbe bene cominciare ad avere idee già ora ovviamente) ma c'è però la brutta notizia della decisione europea, contestabile e appellabile, di considerare deficit e debito i soldi impegnati per il salvataggio delle banche venete. E c'è invece uno scenario in miglioramento per il mercato del lavoro, con la disoccupazione che scende marginalmente e i salari che piano piano riprendono (tra l'altro manca poco alla piena applicazione di tutti i rinnovi contrattuali del pubblico impiego).

 

Donald Trump e Virginia Raggi continuano a procedere su un cammino comune. Anche se, correttamente, va detto che è sempre avanti Virginia e Donald segue. Come è avvenuto nel furioso avvicendarsi di assessori e altri incarichi di diretta fiducia della sindaca (il conto ormai lo tiene solo Salvatore Merlo, mentre resta aperto il dibattito sullo status da dare al rugbista indicato come assessore e poi non nominato con un blitz dell'ultimo minuto). Alla Casa Bianca stesso ritmo forsennato nel processo di nomina, rimozione e sostituzione. Ma ecco che Trump tenta di emulare la sindaca anche nell'altro terreno che le è proprio, in quella che è ormai la sua bandiera. E, proprio nella battaglia che sta segnando la presidenza, quella sui dazi, ecco il presidente sfoderare un classico, dando la colpa a quelli che c'erano prima. Ma- viene chiesto a Trumo- state cominciando una guerra commerciale? La risposta del presidente arriva via twitter e, cambiando solo due sostantivi, non so mettendo Atac al posto di Cina e Campidoglio al posto di Usa, avremmo una Raggi pronta per essere mandata alle agenzie. "Non siamo in guerra commerciale con la Cin,- dice il tweet presidenziale- quella guerra e' stata persa molti anni fa dalle persone stolte, o incompetenti, che hanno rappresentato gli Usa".

 

A proposito, perché non concedersi un twittino di Calenda su Raggi e Roma?

 

Intanto Macron avvia pure la grande riforma delle istituzioni (si sente parlare di sesta repubblica..), puntando tra l'altro a ridurre il numero dei parlamentari ma soprattutto riguarda la magistrature, i poteri del primo ministro, il meccanismo legislativo. Buona fortuna!

 

Una specie di corsivo/commento sul Financial Times a proposito della quotazione di Spotify rende omaggio al core business dell'azienda, perché è  fatto in forma di rap muto (mia invenzione), ovvero con testi scritti messi in sovraimpressione su immagini pertinenti e musica da base per variazioni. Ed è anche interessante.

 

Un terribile fatto di sangue nel bresciano oggi ha tenuto alta l'attenzione di tutti i media. Ecco i fatti.

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