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Gli sgarbi grillini a Di Maio e le schede d'Egitto. Di cosa parlare stasera a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

30 Marzo 2018 alle 19:09

Vince Di Maio

Luigi Di Maio (LaPresse)

Nel Movimento 5 stelle è partita una offensiva interna sulla linea del Di Maio o niente, sembra quasi uno sgarbo al capo politico più che la rivendicazione di un sostegno forte alla sua candidatura per la guida del governo. Salvini osserva da Ischia, dove ha notato che quando si tratta di ricostruire dopo i terremoti in Italia c'è un eccesso di burocrazia, ma ha anche promesso che ora ci penserà lui, ovviamente quando sarà al governo, a rimuovere tutte quelle lungaggini. Salvini lascia alle vostre discussioni serali anche un'affermazione che farà epoca, dicendo "sì, siamo pronti a governare, la squadra c'è, mancano solo i numeri". Insomma avrete capito che la situazione sta volgendo verso il ridicolo, con l'unica giustificazione della lentezza forzata a causa della Pasqua per l'iter normale delle consultazioni. Perché, per quanto rituale, la procedura normale di invio al Quirinale delle delegazioni e dei colloqui con il presidente almeno aiuterà a inquadrare le trattative con un minimo di ordine e imporrà il rispetto delle regole costituzionali (quelle per cui non esistono né governanti votati e indicati dai cittadini né mezzi governi, come quello che si vorrebbe con l'attribuzione di ampi poteri a una super commissione parlamentare mentre Palazzo Chigi sarebbe depotenziato). Divertente, per gli amanti del genere, il dibattito tecnico tra Lega e 5 stelle sul reddito di cittadinanza. Uno degli aspetti comici è che a forza di limarlo e di ridurne il peso sta diventando molto meno efficace della vecchia cassa integrazione.

 

Il Def non risolve tutto, anzi forse complica qualcosa. E comunque la politica economica, in senso ampio, richiede un'attività di governo continua e possibilmente ben condotta. Se ne preoccupa Carlo Calenda e ci riporta, facendo riferimento anche ad Alitalia, a dossier per i quali i vincitori delle elezioni stanno facendo circolare voci pericolose su soluzioni di tipo statalista.

 


 

Gli scontri a Gaza e i morti causati dalla risposta militare israeliana alle incursioni in più luoghi di confine, la tensione volutamente aumentata da parte palestinese nei giorni in cui si festeggia Passover. 

 

In Egitto l'unico modo per votare contro il candidato obbligato, senza rischiare per l'assenza al seggio elettorale, è una bella scheda nulla. E sono state davvero tante.

 

Mentre in Slovacchia si accende una piccola speranza liberale tra sovranismi vari.

 


  

Venerdì santo diventa un trionfo di shopping, c'è una certa confusione.

 

Non c'è pace a tavola e neppure al bar. In California la follia della prevenzione estrema ora colpisce il caffè. Se ne parlerà, ma non date retta.

 

la guerra a Cosmopolitan, già ben raccontata e commentata dal Foglio, continua a far parlare e può essere un ottimo argomento per cena

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