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Dal tonfo di Facebook in Borsa al caso del senatore Dessì. Di cosa parlare a cena

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati da Giuseppe De Filippi

19 Marzo 2018 alle 18:06

Dal tonfo di Facebook in Borsa al caso del senatore Dessì. Di cosa parlare a cena

Emanuele Dessì

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L'incubo di chi deve scrivere 5 giorni a settimana sulle cose di cui parlare a cena è l'esito alla Perfetti Sconosciuti. Quindi i temi che anche lontanamente evochino la telefonia, la riservatezza, i modi di contatto attraverso internet, si cerca di tenerli un po' alla larga. Quando però i fatti sono macroscopici allora c'è poco da resistere, anche perché quello che è successo via Facebook, con la regia di Steve Bannon, a suo volta agito da un giovane bravissimo ed esperto di comunicazione e di social network, il tutto con la regia probabile di potenze straniere, è talmente gigante da non consentire il disinteresse. Anzi, può diventare un modo di riflettere sulla permeabilità del web e quindi auto-sollevandosi da rinvenimenti imbarazzanti sui propri account internettiani ("Boh, sarà un hacker", come già scrisse Altan nel fumetto della signora trovata dal marito a letto con un altro). Comunque di tutto questo casino c'è un destinatario finale e una volta tanto affidabile, il mercato finanziario, che sta prendendo le distanze dal Facebook colabrodo e sobillatore:

 


 

La vicenda del senatore Dessì, quello che aveva firmato la rinuncia all'elezioni imposta dal ferreo Di Maio pre-voto, sta diventando interessante. Emerge con chiarezza che verrà proclamato e pure tranquillamente inserito nel gruppo a 5 stelle. Fermiamo per un po', anche nelle conversazioni a cena, la rincorsa a chi si indigna per la magagna peggiore. Ricordiamole però in ordine di apparizione: amicizia con il clan Spada cementata sui ring, botte date e rivendicate a due romeni, casa ad affitto iper agevolato sottratta evidentemente a famiglie più bisognose e concessa a Dessì per circa 7 euro mensili. Nessun problema però, i 5stelle hanno deciso di avvalersi del contributo del neo senatore. Resta quel compitino recitato da Di Maio col suo abituale stile scenico e che però ora diventerà un tormentone, il "noi quelli che sbagliano li mandiamo via" che tormenterà Di Maio legislatura natural durante. Mentre il candidato presidente Toninelli fa figura da politico strafottente nella difesa della linea realista:


 

Vladimir Putin vince, mentre fioccano i racconti sulle schede compilate a raffica, e va bene. Restano solo i suoi insuccessi economici (e forse alla lunga anche strategici) a confortare gli oppositori. Parlatene cercando anche di individuare i suoi sostenitori fuori confine. Per Politico, riprendendo un ministro ucraino, il principale è ancora il vecchio Gerhard Schröder:

 


 

A quanto pare i socialdemocratici sono un po' bizzosi e polemici anche all'interno della neonata Grosse Koalition e non si negano qualche vecchia ruggine. Per dire, se volete, che la coalizioni si fanno ma poi bisogna saperle gestire. Nella foto Angela Merkel sembra un arbitro di pugilato ma trasmette sicurezza:

 


 

Non lo sapevo ma in Norvegia non sono ammesse le elezioni anticipate. E quindi come tema per introdurre trasversalmente qualche osservazione sulla situazione italiana vedete come nel ricco Regno si stanno incartando i vari partiti, costretti comunque a tirare avanti fino al 2021 tra schieramenti numericamente forti e aghi della bilancia (aghi che però pizzicano a quanto pare) e ricerche di sostegni esterni per cambiare maggioranza.

 

Solo per appassionati: il dibattito sui segnali (sempre cangianti, tanto che sembra inutile cercare di individuare rigide regole di condotta) che l'economia reale manda ai banchieri centrali. Siccome ci sono di mezzo questioni che ci possono interessare molto da vicino, come tassi, inflazione, crescita, può valere la pena di ragionarne (ma nelle cene opportune):

 


 

Come già confessato più volte questa newsletter adora le notizie sul tempo, ma resiste ai neologismi e ai neotecnicismi meteorologici. Quindi si approfitta del momento per segnalare il freddo in arrivo e soffermarci su un fenomeno che ha una sua rassicurante ripetitività e soprattutto in tutti questi anni è rimasto fedele al suo nome: l'acqua alta a Venezia, mai diventata appunto lagunicidio o mini-tsunami o bomba d'acqua di profondità:

 


 

Invece per il tempo, immaginiamo a Roma, anche Nomfup (Filippo Sensi) si interroga retoricamente sui nomi da usare per il simpatico clima variabile marzolino:

 


 

Orgoglio nazionale legittimo e inno a tutto volume per la vittoria nel Curling femminile, sconfiggendo le russe e prendendo l'oro. Se lo citate a cena fate certamente la vostra figura:

 

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