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La minaccia del paffuto Kim

Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Economist, New Statesman, New Yorker, Time, Papel, Courrier International

15 Gennaio 2016 alle 17:33

La minaccia del paffuto Kim

Finora l’Economist ha sempre mantenuto una posizione di vigile ottimismo davanti alla crisi europea dei migranti e alla scelta della cancelliera tedesca Angela Merkel di aprire le frontiere ai rifugiati. Ma dopo i fatti di Colonia anche il settimanale inglese inizia a mostrare delle riserve e parla, in riferimento a Colonia, di un vero “fallimento”. L’integrazione rischia di essere impossibile se l’impegno arriva solo da chi accoglie. La soluzione dell’Economist rimane pragmatica: bisogna dosare meglio le modalità dell’accoglienza, prendere esempio dal modello americano, rafforzare la sicurezza e i motivi di deterrenza. Ma “i nuovi arrivati devono adattarsi ai valori europei”. (Bonus: merita attenzione anche la copertina dell’edizione asiatica dell’Economist. Qui il protagonista è Xi Jinping, il presidente cinese, che cavalca un dragone terrorizzato e in caduta libera: cerca di tirare le redini ma non riesce a frenare la caduta. La metafora con l’economia cinese e l’impotenza attuale della leadership è perfetta).

 


 

La tensione tra Arabia Saudita e Iran non era a livelli così alti da anni, e il Courrier international presenta l’ayatollah iraniano e il re saudita che si fronteggiano minacciosi a cavallo dei rispettivi minareti. I campi di battaglia sono la Siria, lo Yemen e tutto il medio oriente, ma all’interno il settimanale francese si concentra su un altro fattore chiave: il petrolio.

 

 

 

 


 

Bye al posto di Hope. Il bellissimo settimanale spagnolo del quotidiano il Mundo, Papel, recupera la celebre immagine in rosso e blu di Barack Obama, e inaugura così il suo ultimo anno completo da presidente americano. Papel è un fan di Obama, ma riconosce che l’America lasciata in eredità ha avuto la sua buona dose di delusione: “Il contrario inevitabile di quella speranza illustrata nel manifesto originale, la sana e adulta disillusione del realismo”.

 

 

 

 


 

Il paffuto leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha sempre faticato a rendersi credibile agli occhi dei media internazionali. Anche questa settimana il New Yorker lo ritrae come un bambino cicciottello tutto intento a giocare con delle riproduzioni in miniatura di jet da guerra e missili balistici. Peccato che poi i missili siano veri, i test nucleari, anche se non con la bomba H, siano realizzati per davvero, e che la Corea del nord rappresenti una minaccia concreta, nonostante il suo leader da barzelletta .

 

 

 

 


 

David Bowie è stato uno dei più grandi di sempre ed è morto troppo presto. Molte copertine lo ritraggono questa settimana, noi ne abbiamo scelte due: l’americano Time, più classico, e il britannico New Statesman, che con Laurie Penny celebra “l’uomo che ha reso ok essere strani”.

 

 

 

 

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