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Il vecchio che ha sparato a moglie e cane e poi s’è suicidato e Johnny Depp che per gelosia si è mozzato un dito

22 Agosto 2016 alle 09:24

Il vecchio che ha sparato a moglie e cane e poi s’è suicidato e Johnny Depp che per gelosia si è mozzato un dito

L'attore americano Johnny Depp (foto LaPresse)

DELITTI
 

Angelo Gianlorenzo, 83 anni. Di Tuscania (Viterbo), agricoltore fin da ragazzo, sposato, due figli, «bravissima persona, lavoratore instancabile». L’altra mattina come d’abitudine andò ad accudire galline e vitelli nel podere di famiglia. Poco dopo lo raggiunse il figlio Gianlorenzo che lo trovò cadavere in una pozza di sangue: gli abiti strappati, il cranio e la faccia sfondati a sassate o bastonate. Per il delitto è indagato a piede libero il cognato Aldo Sassara, 75 anni, agricoltore pure lui, a detta di tutti «buono come il pane»; i due erano in causa da una vita per motivi legati ai confini delle loro proprietà.
Mattina di domenica 14 agosto in un podere in zona Castellaccio a Tuscania (Viterbo).

 

Lucian Memet, 37 anni. Romeno, pregiudicato, viveva in un campo rom a Napoli. L’altra notte, a causa di una fanciulla contesa, nel campo scoppiò una rissa durante la quale Memet si beccò diverse coltellate alla schiena e alla testa da quattro connazionali: due uomini e due donne.
Notte di sabato 13 agosto nel campo rom di via Virginia Wolf, quartiere di Ponticelli, a Napoli.

 

Elman Soriy, 35 anni. Marocchino, viveva a Montecorvino Pugliano (Salerno). L’altro giorno col connazionale Youssef El Khalidi, 33enne, pregiudicato, andò a mangiare alla mensa dei poveri. Poi i due si scolarono diverse birre, si fermarono nel piazzale del centro commerciale Decathlon, e decisero di ascoltare un po’ di musica dal cellulare. Non trovandosi d’accordo sulla scelta dei brani presero a litigare e a un certo punto El Khalidi, afferrato un coccio di bottiglia, con quello sgozzò il Soriy.
Primo pomeriggio di domenica 11 agosto nel piazzale del Centro commerciale Decathlon a Montecorvino Pugliano (Salerno).

 

Andrea Triscornia, 89 anni e sua moglie Marisa, 88 anni. Origini calabresi, «riservati, tranquilli», sposati da una vita, si conoscevano da quando erano bambini, «si volevano un gran bene, non avevano problemi di soldi né di salute». Da quando lui, bigliettaio sugli autobus, era andato in pensione, si erano trasferiti in una villetta isolata tra i boschi a Foce di Rossano, nel comune di Zeri (Massa Carrara). Al piano di sopra viveva il figlio, maestro di sci, con la nuora. L’altro pomeriggio, chissà perché, il figlio in giro con la moglie, il Triscornia prese la sua pistola calibro 38 e in giardino sparò un colpo alla testa della consorte. Quindi sparò all’amatissimo cane e infine salì al primo piano, si puntò l’arma alla tempia e fece fuoco.
Verso le 15.30 di sabato 13 agosto in una villetta a La Dolce di Rossano, una località inerpicata sui monti del comune di Zeri, Alta Lunigiana (Massa Carrara).

 

Domenico Antonio Valenti, 74 anni. Agricoltore di San Calogero (Vibo Valentia), di continuo litigava, per questioni di confini, col compaesano Cosma Damiano Sibio, 49 anni. Costui il pomeriggio di Ferragosto lo aspettò nel suo podere e appena lo vide arrivare gli sparò addosso otto colpi di pistola calibro 9 che lo raggiunsero al fianco sinistro, al polpaccio e a un braccio.
Pomeriggio di lunedì 15 agosto a San Calogero (Vibo Valentia).

 

SUICIDI

 

Stefano Ottina, 86 anni. Stilista, noto per aver fondato la fabbrica di abbigliamento Punch e per aver inventato negli anni Sessanta la camicia da uomo attillata che piacque pure a Jack Nicholson, John Lennon e Richard Gere, padre di due figli, l’altro giorno, solo nel suo appartamento nel centro di Milano, si puntò la sua pistola alla testa e fece fuoco. Trovato da un figlio che rantolava in una pozza di sangue, morto poco dopo l’arrivo in ospedale.
Mattina di martedì 16 agosto in un appartamento in via Amedei, a Milano.

 

Un ragazzo di 26 anni. Residente a Imperia, si era trasferito da qualche tempo in Lunigiana per motivi di lavoro. A detta dei pochi che lo conoscevano, soffriva di attacchi di panico e depressione. L’altra mattina all’alba guidò fino al ponte Caprigliola ad Albiano, raggiunse a piedi il ponte più alto e si buttò di sotto andando a schiantarsi nel greto del fiume quasi in secca. Volo di tredici metri.
All’alba di martedì 9 agosto sul ponte che collega la frazione di Albiano con quella di Caprigliola nel comune di Aulla, provincia di Massa-Carrara.

 

Un uomo di 38 anni. Marchigiano di Porto Sant’Elpidio (Fermo), l’altra mattina parcheggiò la sua auto, una Seat Leon, in una zona impervia di San Liberato, a San Ginesio, collegò il tubo di scarico all’abitacolo, tappò i finestrini, e si lasciò soffocare. Il cadavere, trovato da alcuni turisti che erano andati a fare una scampagnata. Sul sedile, un biglietto d’addio.
Mattina di lunedì 15 agosto nel bosco circostante il santuario di San Liberato di San Ginesio, Macerata.

 

AMORI
 

DITO Johnny Depp e Amber Heard, dopo solo quindici mesi di matrimonio, hanno firmato un accordo per il divorzio. L’attore dovrà versare 7 milioni di dollari all’ex moglie, che li devolverà in beneficenza. Il comunicato congiunto: «Il nostro rapporto è stato intenso, passionale, a volte agitato ma sempre caratterizzato dall’amore. Nessuna della parti in causa ha lanciato false accuse a fini di lucro. Non c’è mai stata nessuna intenzione di provocare danni fisici o psicologici. Amber fa a Johnny i migliori auguri per il futuro». A maggio, quando la donna aveva lasciato l’attore accusandolo di picchiarla, erano uscite le foto di lei piena di lividi. La scorsa settimana era stato diffuso un video di Depp che, urlando volgarità, sfasciava la cucina e si scolava un bicchierone di vino rosso. Il sito Tmz, invece, ha pubblicato le fotografie di Depp con un polpastrello della mano mozzato e quelle di uno specchio di casa con una scritta fatta con sangue e vernice: «Interpreti: Billy Bob e Amber la facile». La Heard ha spiegato che si trattava di una scenata durante la quale Depp si era menomato una mano per gelosia nei confronti di Billy Bob Thornton, sospettato di avere una relazione con lei. Dopodiché, aveva intinto il dito mozzato nei colori usati da Amber per dipingere, e con quello aveva scritto sullo specchio (Matteo Persivale, Corriere della Sera 15/8 e 17/8).

 

FARI Renzo Arbore, allora disk-jockey emergente, conobbe Mariangela Melato «una serata al teatro Sistina, al principio degli anni Settanta. Tra tante signore cotonate, spuntò un ciuffo di capelli bicolore, un volto bistrato e due occhi grandi come fari. Il suo tratto esistenzialista mi colpì così tanto che riuscii a vincere la mia naturale timidezza e la invitai a una festa musicale a casa mia». Qualche sera dopo, a casa di Agostina Belli, «ci ritrovammo seduti a terra: io impunemente misi una chitarra nelle mani di Lucio Battisti, che cantò un brano ancora inedito: Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Sembrava scritta per noi. Ci guardammo a lungo, poi una stretta di mano che diceva tutto. Cominciò così». Rimasero insieme dieci anni e furono vicini alle nozze: «Giravo con la lista dei documenti preparata da mia madre. Ricordo la gioia di Mariangela quando le regalai il bracciale di mamma a forma di vipera. Lei mi ripagava con regali straordinari come la panchina verde da giardino con su scritto “Renzo e Mariangela” e un cuoricino. Di recente ce lo siamo domandati: se ci fossimo sposati? La vita è andata in un altro modo» (Simonetta Fiori, la Repubblica 15/8).

 

CORAGGIO Rachele Bruni, 25 anni, fiorentina, ha dedicato l’argento alle Olimpiadi di Rio nella 10 chilometri del nuoto alla sua fidanzata Diletta, diventando la prima medagliata olimpica italiana a dichiarare apertamente la propria omosessualità. A chi le dice che è stata coraggiosa replica: «Non lo so se ci vuole coraggio a raccontare il proprio amore: io vivo le mie scelte con grande naturalezza. Tutti sanno che ho una compagna e dei pregiudizi della gente non mi curo» (Alessandro Pasini, Corriere della Sera 17/8).

 

MARRY ME Altre dichiarazioni d’amore viste alle Olimpiadi di Rio. Il tuffatore cinese Qin Kai, bronzo nel sincronizzato, che alla premiazione del trampolino femminile s’inginocchia e chiede la mano di He Zi, medaglia d’argento (e lei fa ok alle telecamere). La volontaria Marjorie Enya, che dopo la premiazione del rugby a 7 ha preso il microfono e ha chiesto alla giocatrice brasiliana Izzy Cerullo, davanti alle telecamere di tutto il mondo, di sposarla (l’altra ha detto sì e si sono baciate). Il primo oro brasiliano di questi Giochi, Rafaela Silva, judoka, ne ha approfittato per dire che deve tutto alla fidanzata, l’ex atleta Thamara Cezar, annunciando che festeggeranno la medaglia a Disneyworld, in Florida. L’inglese Tom Bosworth, sesto nella 20 chilometri di marcia, si è consolato chiedendo la mano del suo compagno Harry Dineley, sulla spiaggia di Copacabana. Niccolò Campriani, due ori nel tiro a segno, dopo il trionfo dai 10 metri, è corso verso la fidanzata Petra Zublasing, anche lei tiratrice, per un bacio. Il pallanuotista australiano Tyler Martin si è dipinto sul torace la scritta «Marry me, Ash», indirizzato alla pallanuotista Ash Southern (Emanuela Audisio, la Repubblica 17/8).

 

CAPRI Il 10 settembre a Capri si sposeranno il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai, il napoletano Alessandro Picardi. Nella chiesa di Sant’Andrea a Marina Piccola, nella cappella con vista sui Faraglioni, ci sono appena 50 posti a sedere. Tra gli invitati non ci saranno politici o colleghi di lui. Hanno scelto Capri perché lì si conobbero, anni fa. Hanno due figli gemelli, Francesco e Lavinia, nati a giugno dello scorso anno: faranno da paggetti. Il ricevimento nel lussuoso J.K. Place Capri, le bomboniere saranno sostituite da donazioni a enti di beneficenza (Claudia Catuogno, Corriere.it 18/8).

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