L’americana uccisa dal buttadentro senegalese e tutti i nudi di Kate Winslet

Il meglio della cronaca nera e rosa dalla zia fatta a pezzi con la motosega, all’algoritmo di Tinder fa incontrare i belli con i belli

18 Gennaio 2016 alle 10:29

L’americana uccisa dal buttadentro senegalese e tutti i nudi di Kate Winslet

DELITTI


 

Said Chaachouay, 45 anni. Marocchino, agricoltore stagionale, viveva con la moglie Nakhila, 28 anni, sarta a tempo perso, a Pontecurone, provincia di Alessandria. L’altra mattina un Ahmed Belaaroussi di 35 anni, stagionale nei campi pure lui e conoscente del Chaachouay, incontrò per strada Nakhila e per abbordarla le disse qualche oscenità. Lei raccontò tutto al marito che in serata, accompagnato dalla consorte, andò a casa del Belaaroussi per un chiarimento. Quello lo aspettò sul pianerottolo con un coltello in mano e gli infilò la lama di venticinque centimetri dieci volte nelle gambe, nelle cosce, all’inguine, ferendo alla schiena pure la donna che s’era messa in mezzo per dividerli. Subito dopo se ne tornò nel suo appartamento, dove fu arrestato dai carabinieri.
Verso le 20.30 di giovedì 14 gennaio in via Fornaia 8 a Pontecurone, 3.700 anime in provincia di Alessandria.

 

Nadia Guessons, 45 anni. Marocchina, a detta dei vicini «carina, gentile, discreta, grande lavoratrice», viveva a Cremona col marito Saddike Chabli, 57 anni, e con le loro due figlie. I due da qualche tempo litigavano spesso perché lui era disoccupato e lei, stufa di mantenere tutta la famiglia col suo lavoro in una mensa, s’era decisa a lasciarlo. L’altra notte, le figlie in vacanza in Marocco, mentre la Guessons dormiva il marito le strinse le mani al collo finché non smise di respirare. Poi scrisse una lettera di quattro pagine per dire che si sarebbe suicidato e invece non si fece neanche un graffio.
Notte di lunedì 11 gennaio in un appartamento al primo piano di una palazzina al numero 5 in via dell’Annona a Cremona, a due passi dallo stadio.

 

Ashley Olsen, 35 anni. Americana, studiosa d’arte e di moda, nel 2012 aveva lasciato la Florida e si era trasferita nel centro storico di Firenze dove si manteneva facendo la dog sitter e con qualche lavoretto precario nel mondo dell’arte. Bella, «eccentrica e gioiosa, pronta ad aiutare il prossimo e a fidarsi di chiunque», fidanzata da due anni col pittore Federico Fiorentini, 43 anni. Mercoledì 6 gennaio tra i due ci fu una lite e non si sentirono per tre giorni, poi lui sabato 9 gennaio, non riuscendo a parlarle al telefono, andò dove abitava, suonò una decina di volte al campanello e non avendo risposta si fece consegnare una copia delle chiavi dalla padrona di casa. Trovò Ashley cadavere distesa sul letto, nuda, il collo piegato in una posizione incongrua, lividi e macabre striature viola. I primi sospetti si diressero immediatamente sul fidanzato, ma ben presto si affievolirono: la versione dell’uomo era verosimile, così come reggevano gli alibi dei tre giorni durante i quali, dopo il litigio, non aveva più incontrato la ragazza che,  a detta degli amici, «amava moltissimo». A mezzanotte di mercoledì 13 gennaio fu fermato Cheik Diaw, senegalese di 27 anni, incastrato dal Dna e dalle telecamere di sorveglianza. Clandestino, arrivato in Italia da pochi mesi per raggiungere il fratello, bel ragazzo, alto, grosso, buttadentro per alcune discoteche d’Oltrarno, ai magistrati raccontò di aver conosciuto Ashley, la notte di giovedì 8 gennaio, al night Montecarla. Insieme avevano bevuto tanto e tirato cocaina, poi lei l’aveva invitato a casa sua: «Abbiamo avuto un rapporto sessuale, lei era consenziente. Poi è diventata nervosa. Ha cominciato a dirmi: vattene via che arriva il mio fidanzato. Mi ha trattato come un cane, mi ha spintonato e mi ha mandato a sbattere contro lo stipite della porta. Io ho reagito, l’ho colpita con un pugno che l’ha raggiunta alla nuca e lei è caduta. Si è rialzata ed è venuta contro di me, io l’ho spinta e lei è caduta di nuovo all’indietro, battendo la testa». Cheick ha giurato di non averla strangolata, come invece l’autopsia ha determinato. «Non si rialzava, l’ho presa per il collo per tirarla su, l’ho riportata nel letto del soppalco. Si lamentava perché stava male. Me ne sono andato».
All’alba di venerdì 8 gennaio al civico 5 di via Santa Monaca, centro storico di Firenze.

 

Nelly Pagnussat, 78 anni. Pensionata, residente a Mestre, nell’appartamento sopra al suo viveva il nipote Riccardo Torta, 68 anni, con problemi psichici e noto ai servizi sociali del Comune. Questi, robusto e silenzioso, nessuno scambio con gli abitanti del quartiere se non con l’anziana zia, nel 1973 aveva lanciato una lastra di travertino dal ponte dell’Accademia proprio mentre passava un motoscafo della Guardia di Finanza sul quale viaggiavano due finanzieri, Alberto Calascione, morto poco dopo il ricovero all’Ospedale Civile, e Vincenzo di Stefano, che rimase invece gravemente ferito. Nella sera di venerdì scese dalla zia. Lì rimase per qualche ora. Una vicina disse di aver sentito come un rumore di trapano e nient’altro. Dopo qualche ora di questi che sembrarono lavori in casa, il Torta uscì dall’appartamento, tutto confuso, con in mano una sega elettrica sporca di sangue, e andò a barricarsi in casa sua. Un vicino, temendo cose brutte, avvisò i carabinieri. Trovarono la donna fatta a pezzi e solo dopo svariate ore riuscirono a convincere l’assassino ad aprire la porta.
Intorno alle 20 di venerdì 15 gennaio in un appartamento di un palazzetto a quattro piani in via Ca’ Venier, Mestre, Venezia.

 

 

AMORI


 

NOZZE Rupert Murdoch, 84 anni, editore, in autunno sposerà Jerry Hall, 59 anni, ex modella e madre di quattro figli avuti con Mick Jagger. La notizia l’ha data qualche giorno fa Murdoch con un trafiletto nella rubrica «nascite matrimoni e morti» del Times (il giornale è suo ma ha dovuto pagare lo stesso 300 sterline per l’annuncio). Due anni fa Murdoch divorziò da Wendy Deng, 48 anni oggi, madre delle sue ultime due figlie, perché aveva scoperto che gli metteva le corna col suo miglior amico, l’ex premier inglese Tony Blair. Sempre nel 2013, Hall litigò con Jagger per questioni finanziare: voleva che le cedesse metà della casa di Richmond, fuori Londra, e gli chiedeva di comprare appartamenti per i figli. Murdoch e Hall si frequentano da quattro mesi; «hanno amato il loro tempo assieme, sono emozionati all’idea di sposarsi ed eccitati per il futuro», dicono i loro amici. Secondo il quotidiano Daily Mail, Hall «è molto felice» e Murdoch «la fa ridere». Gli utenti dei social network non sono sicuri che si tratti di amore. Il comico svedese Al Pitcher, per esempio, ha lanciato una sottoscrizione pro Hall con lo slogan: «Sostenetela. Possiamo darle noi i soldi»
Maria Laura Rodotà, Corriere della Sera 13/1;

 

NUDA Kate Winslet è apparsa nuda in dodici film. «Non ho mai usato controfigure, ma non penso che potrò andare avanti così a lungo, dopo tre figli».
Cristiana Allievi, Grazia 14/1;

 

ANGELINA Il magazine Radar Online scrive che, mentr’era nel sudest asiatico a girare il film First they killed my father, Angelia Jolie ha proposto a una famiglia cambogiana di darle il loro figlio, di nome Allouy Shoun. Lo vorrebbe crescere nella sua casa, concedendo in cambio ai genitori un ricco sostegno economico (un milione di dollari).
Massimo De Angelis, Libero 15/1;

 

DOCUMENTI In Gran Bretagna un comitato parlamentare bipartisan, guidato dall’ex ministro alla Cultura, Maria Miller, propone di rimuovere le parole «maschio» e «femmina» dai documenti ufficiali, quando la distinzione non è necessaria, e introdurre l’opzione «genere x» sui passaporti (come in Australia). Lo stesso comitato definisce anche come «problematico» l’obbligo di indossare divise differenziate a scuola, pantaloni o gonna, e di frequentare classi separate per le attività sportive. Nel documento sono oltre 30 le raccomandazioni, fra cui la revisione dei protocolli del servizio sanitario nazionale. «I transgender soffrono oggi le stesse discriminazioni che gay e lesbiche subivano decenni fa», ha concluso la Miller.
Sara Gandolfi, Corriere della Sera 15/1;

 

DESIDERABILI Su Tinder, il programma per telefonini che favorisce gli incontri, esiste un sistema interno di classificazione degli utenti chiamato Elo score. In pratica a ogni persona che si iscrive viene attribuito un certo punteggio in base a una serie di parametri: in questo modo si stabilisce il loro livello di attrattiva, desiderabilità, fascino. Gli iscritti, poi, riusciranno a incrociare solo utenti col loro stesso punteggio. Quindi i desiderabili finiranno per incontrare i desiderabili, mentre quelli con punteggi più bassi (o per aspetto fisico o anche per altri elementi, come il modo in cui hanno compilato il loro profilo) incroceranno solo quelli dello stesso livello. La scoperta è stata fatta dal mensile americano Fast Company, ed è stata confermata da Sean Rad, amministratore delegato di Tinder: «Non si tratta solo di quante persone manifestino interesse nei tuoi confronti. È un’operazione molto complicata. Ci sono voluti due mesi e mezzo per costruire l’algoritmo visto che tiene conto di molti fattori».
Simone Cosimi, la Repubblica 13/1;

 

PROFILATTICO/1 Nelle farmacie o para-farmacie italiane le confezioni di profilattici vendute sono scese da 11,1 milioni del 2007 a 9,3 del 2014. E il crollo (-16%) non è stato recuperata dai supermercati: i singoli preservativi comprati in cassa sono passati da 42 milioni nel 2013 a 41,5 del 2014, per risalire un po’ l’anno scorso. Si pensa che la colpa sia della crisi economica, perché il condom è costoso. Dai dati Ims Health e Nielsen emerge la tendenza al low cost: gli unici a registrare una crescita sono i contraccettivi acquistati nei discount, saliti del 13% due anni fa.
Lorenzo di Pietro e Francesca Sironi, la Repubblica 12/1;

 

PROFILATTICO/2 Nel Regno Unito l’anni scorso per comprare i profilattici al supermercato la gente ha speso 69 milioni di euro: due volte e mezzo l’Italia. Rapportato alla popolazione, fanno 1,07 euro spesi pro capite, contro i nostri 43 centesimi. Per i condom spendono di più anche Germania e Francia. A Londra ci sono 847 centri che li distribuiscono gratis.
ibidem;

 

PROFILATTICO/3 In Italia nel 2014 sono state registrate 3.695 nuove diagnosi di Aids. L’84% di queste è attribuibile a rapporti sessuali non protetti.
ibidem.

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