cerca

I due in moto che hanno sparato a un diciassettenne e l'identikit degli sposi gay

14 Settembre 2015 alle 09:05

I due in moto che hanno sparato a un diciassettenne e l'identikit degli sposi gay

Jennifer Cramblett e Amanda Zinkon coppia di donne bianche che hanno fatto causa alla Midwest Sperm Bank dopo la nascita di una bambina nera

DELITTI
 

Marco Callegari, 46 anni. Originario di Roma, ex pugile, viveva a Tagliacozzo e da anni faceva il buttafuori nei locali della movida di Avezzano. L’altro giorno il collega Pietro Catalano, 47 anni, un passato turbolento alle spalle, amico della Banda della Magliana, lo accusò di avergli avvelenato il cane. Lui rispose «Ma che dici? Io amo gli animali», l’altro non gli credette e gli diede appuntamento davanti a un maneggio. Tra i due ben presto scoppiò una lite e d’un tratto il Catalano sparò verso il Callegari due colpi di pistola che andarono a vuoto. Lui reagì suonandogli un martello più volte sulla testa e allora l’altro sparò di nuovo, centrandolo al torace.
Verso le 15 e 30 di giovedì 10 settembre davanti al maneggio “L’Arcobaleno”, lungo la strada che da Tagliacozzo porta verso Cappadocia.

 

Gennaro Cesarano, 17 anni. Noto alle forze dell’ordine per una tentata rapina e altri reati minori, residente a Napoli nel quartiere Sanità, dove è in corso una faida tra gruppi di giovanissimi camorristi che vogliono conquistare il monopolio delle droghe, secondo i parenti aveva cambiato vita e si era messo a studiare. Faccia da bravo ragazzo, frequentava l’alberghiero per diventare pizzaiolo e spesso lo si poteva incontrare all’associazione “Casa dei cristallini” che si occupa del recupero dei giovani. Sabato scorso scrisse sulla sua pagina Facebook «Non pensare ai troppi problemi, bruciano il cervello. Pensa che ora ci siamo. Domani chissà», la notte successiva, mentre era nel rione con un gruppo di amici, due in sella a una moto gli spararono due proiettili al torace. A terra la polizia ritrovò 19 bossoli di due diversi calibri.
Alle 4,30 di domenica 6 settembre in piazza Sanità a Napoli, davanti alla basilica di San Vincenzo.

 

Alessandro Valenti, 39 anni. Di Monreale, Palermo, muratore, l’altro giorno, mentre era in giro col figlio sedicenne, incontrò il compaesano Pippo Di Stefano, 44 anni, carattere violento, noto perché in passato aveva accoltellato un automobilista dopo una banale lite per un piccolo incidente, e gli chiese il pagamento di alcuni lavori di ristrutturazione che gli stava eseguendo in cantina. L’altro, dichiarandosi insoddisfatto della qualità e della lentezza dei lavori, gli disse di no. Ne nacque una lite, poi a un certo punto Di Stefano disse che sarebbe salito in casa a prendere i soldi. Invece da un cassetto tirò fuori una pistola 357 Magnum Smith & Wesson e tornato in strada sparò due colpi nella pancia del Valenti, mentre il di lui figlio correva via terrorizzato. Quindi si puntò l’arma alla tempia e fece fuoco.
Poco dopo le 12 di mercoledì 9 settembre al civico 22 di via del Parlamento, traversa del centralissimo corso Vittorio Emanuele a Palermo.

 

SUICIDI

 

Antonio Bani, 55 anni. Di San Giorgio a Cremano, guardia giurata, sposato con Carmela Lembo detta Melina, un figlio laureato. I coniugi da tutti descritti come «sereni e innamorati», e infatti lei, giusto qualche giorno fa, aveva scritto su Facebook: «Nella vita ho conosciuto solo un uomo che ha saputo rendermi felice: mio marito. Mi ha resa moglie e soprattutto mamma. Grazie di cuore amore mio». Quarantotto ore dopo, chissà perché, l’uomo prese la sua pistola e le sparò addosso tre colpi che non riuscirono a ucciderla, quindi, mentre la moglie, tutta coperta di sangue, correva per casa urlando «aiutatemi, non voglio morire» si puntò l’arma alla tempia e fece fuoco.
Verso le 8 di mattina di venerdì 4 settembre in via Gramsci a San Giorgio a Cremano

 

G.C., 23 anni. Di Caltanissetta, studente del quinto anno dell’istituto professionale Galileo Galilei, l’altro giorno, mentre il fratello dormiva, aprì la finestra del balcone, si arrampicò sul parapetto, e si buttò di sotto. Volo di venti metri. Nessun biglietto.
Verso le 12 di venerdì 11 settembre in via Gabriele Amico Valenti a Caltanissetta.

 

Giuseppe Cafasso, 56 anni. Di Fuorigrotta, Napoli, rappresentante di prodotti alimentari, si stava separando dalla moglie, l’infermiera Alba Fraia, 51 anni, che gli aveva dato due figli. L’altro giorno, durante l’ennesima lite, le sparò tre colpi di pistola che riuscirono solo a ferirla. Poi scese in strada, montò sulla sua auto, si puntò l’arma alla tempia, e fece fuoco.
Mattina di giovedì 10 settembre a Fuorigrotta, Napoli.

 

Simone Malfarà, 55 anni. Di Nicotera, nel Vibonese, sposato, due figli, gestiva un’attività commerciale di detersivi. Disperato perché da tempo gli affari andavano male e s’era riempito di debiti, l’altra sera dopo aver chiuso la bottega invece di tornare a casa si chiuse nella sua Bmw nera e si sparò un colpo di pistola al petto. Un biglietto, sul cruscotto: «Non ce la faccio più, scusate». A trovarlo stecchito fu la moglie, che non vedendolo rincasare per la cena l’era andato a cercare ovunque assieme a tutta la famiglia.
Notte di giovedì 10 settembre in località Peppo del comune di Joppolo, provincia di Vibo Valentia.

 

AMORI

 

HOTEL La storia di Gayle Newland, ragazza del Cheshire (Inghilterra), che per due anni si è fatta passare per uomo dalla sua fidanzata. La Newland nel 2011, mentre era studentessa all’università di Chester, decise di aprire un profilo Facebook come Kye Fortune, uomo, di origini filippine. Con quell’identità contattò un’altra studentessa del suo stesso ateneo. L’amicizia si trasformò in amore, ma Kye Fortune rifiutò ogni volta gli incontri. Poi una volta alla sua fidanzata virtuale spiegò di essere malato di tumore al cervello e di avere sul corpo numerose cicatrici che lo facevano vergognare. La ragazza innamorata nel 2013 accettò d’aspettarlo bendata in hotel. Lì consumarono il primo rapporto sessuale. Ne seguirono altri. Tutte le volte la Newland indossò una fascia per schiacciare il seno e un pene artificiale. Poi, una volta consumato, se ne andava in tutta fretta dicendo di dover correre in ospedale. Ora a processo per 5 episodi di molestie sessuali avvenuti tra febbraio e giugno 2013 (Corriere.it 9/9).

 

PROFILO La settimana scorsa Charlotte Proudman, 27 anni, avvocato della Mansfield Chambers con un master da finire a Cambridge, sulla sua pagina LinkedIn ha ricevuto un commento da Alexander Carter-Silk, avvocato, 57 anni, per gli amici Silky, due figli (la maggiore coetanea di Charlotte): «Non sarà politicamente corretto dirlo, ma la foto del suo profilo è favolosa. Mai vista un’altra così. A mani basse vincerebbe il primo premio». Dopo nove ore di silenzio, la risposta della Proudman: «Il suo messaggio è offensivo. Sono collegata per lavoro, non per essere trattata come un oggetto da uomini sessisti». Poi ha pubblicato lo scambio su Twitter, sta pensando di denunciare l’uomo e ha mandato una lettera al direttore dello studio Brown Rudnik, di cui Carter-Silk è associato. Ha rilasciato interviste ai media sul «sessismo rampante nell’ambiente legale, tra avvocati e giudici»: «Si continua a pensare al corpo delle donne e non alle loro capacità. Si punta al loro aspetto per esercitare potere su di loro». Il caso è finito su tutti i media. Alla Bbc Proudman racconta di aver ricevuto molti commenti sessisti: «Gente che confonde LinkedIn con Tinder». Shane Watson, commentatrice del Times, dice che lo sbaglio di Carter-Silk è stato scordare che Linkedin non è un sito di appuntamenti. E lo ha paragonato a chi durante un meeting di lavoro si gira verso una donna mormorando: «Cosa ci fa una ragazza sexy in un posto del genere?». Di parere opposto Sarah Vine sul Daily Mail, che se la prende con «l’opportunista» Proudman (che chiama «feminazi», cioè femminista estremista), la quale conosce le debolezze dell’interlocutore e le sfrutta per «sete di notorietà»: «Se un uomo non può più fare un complimento a una donna, il genere umano è in grossi guai» (Michele Farina, Corriere della Sera 11/9).

 

MATRIMONI L’Ufficio statistico federale statunitense ha analizzato le caratteristiche delle persone omosessuali che si sono sposate nel 2013. L’età media è di 53,92 anni, che salgono a 54,65 se si guarda ai soli uomini. A contrarre nozze gay negli Usa sono nel 25,06% dei casi persone tra 45 e 54 anni, nel 20,26% tra 55 e 64 e nel 25,72% gli over 65. La maggioranza dei matrimoni omosessuali, ossia l’82,98%, avviene tra persone bianche. In caso di uomini la percentuale sale all’84,18%. Al secondo posto ci sono i neri, fermi al 7,54%, seguiti col 3,70% dagli asiatici. La percentuale di coppie gay sposate di razze diverse è invece del 9,93%. Nel 48,40% dei casi almeno uno della coppia è laureato, cifra che aumenta fino al 45,20% se si parla di coppie maschili, mentre scende al 42,40% in caso di femminili. In quasi un terzo delle coppie (31,94%), entrambi i partner hanno in tasca un titolo di studio universitario. Nel 65,35% delle unioni almeno uno dei due ha un lavoro; le coppie in cui lavorano entrambi sono il 49,18%. Il 76,81% delle famiglie gay ha una casa di proprietà (l’80% nelle coppie di uomini); il reddito medio di una famiglia maschile è di oltre 130mila dollari (la media, comprese le famiglie di donne, è di circa 115mila dollari). Il 41,05% delle coppie guadagna più di 100mila dollari all’anno, il 32,49% tra 50mila e 100mila. Solo il 26,46% meno di 50mila dollari (Giovanni Bucchi, ItaliaOggi 4/9).

 

SPERMA Jennifer Cramblett e Amanda Zinkon, coppia di donne bianche che hanno fatto causa alla Midwest Sperm Bank dopo la nascita di una bambina nera. Avevano fatto richiesta di materiale biologico proveniente da un uomo caucasico, biondo e con gli occhi azzurri. Invece una delle due è stata fecondata con lo sperma sbagliato. Hanno chiesto 50mila dollari per «nascita erronea», ma il giudice ha deciso che la rivendicazione non si può applicare, perché la bambina è nata sana (Elvira Serra, Corriere della Sera 7/9).

 

TRADIMENTO Nell’Antica Grecia non c’era comportamento più inaccettabile per una donna di un tradimento. I mariti traditi (ai quali era consentito uccidere il complice della moglie sorpreso in flagranza) erano severamente puniti se non la ripudiavano (Eva Cantarella, Sette 4/9).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi