Il pazzo che ha strangolato la madre e soffocato la sorella e il divorzio dei Muppets

Quell'uomo che ha sparato al cognato, la donna che s'è suicidata per amore e Marco Pannella, il novello Socrate

10 Agosto 2015 alle 11:24

Il pazzo che ha strangolato la madre e soffocato la sorella e il divorzio dei Muppets

Miss Piggy e Kermit

DELITTI


 

Peter Cristina, 43 anni. Di Merano, aveva dato le chiavi di casa sua all’amico Riccardo Strazzer, 58 anni, senza fissa dimora. Costui l’altra notte entrò nell’appartamento e tra i due a un certo punto, chissà perché, scoppiò una lite così violenta che tutti i vicini li sentirono urlare finché lo Strazzer, afferrato un coltellaccio da cucina, con quello colpì il Cristina più e più volte nel petto e nel collo. Quindi vedendolo sul pavimento in un lago di sangue chiamò i carabinieri che lo trovarono tutto confuso accanto al cadavere.
Notte di giovedì 6 agosto in un appartamento in via IV Novembre a Merano.

 

Antonietta De Santis, 58 anni, e Debora De Vivo, 29. Rispettivamente, madre e sorella di Giovanni De Vivo, 32 anni. Costui, malato di mente, l’altra mattina, convinto che le due  fossero «possedute da Satana» prima strangolò la mamma, poi prese una forchetta e con quella infilzò più volte in tutto il corpo la sorella anoressica che infine soffocò con un cuscino. Quindi andò in balcone e si buttò di sotto, procurandosi però solo qualche ferita. Allora risalì a casa, tornò in balcone e con un coltello si segò le vene dei polsi, ma non riuscì a morire perché un vicino di casa, sentendolo gridare «maledette, maledette» e vedendolo zuppo di sangue, chiamò ambulanza e carabinieri.
All’alba di martedì 4 agosto in un appartamento in via Diaz nel centro di Mercato San Severino, provincia di Salerno.

 

Luigi Galletta, 21 anni. Meccanico napoletano, a detta di tutti «un ragazzo d’oro che rinunciava pure alle sigarette per non spendere cinque euro e portare il pane ai fratelli e ai genitori», nei giorni scorsi s’era rifiutato di truccare i motorini di alcuni coetanei camorristi che la mattina di venerdì 31 luglio lo riempirono di calci e pugni e nel pomeriggio lo andarono a cercare in officina, lo trovarono chinato a riparare uno scooter, lo chiamarono per farlo alzare e subito dopo gli spararono tre colpi di pistola dritti al cuore.
Venerdì 31 luglio in un’officina in via Carbonara a Napoli.

 

Antonino Salvatore, 42 anni. Di Reggio Calabria, da una vita litigava, per questioni familiari, col cognato Giuseppe Alampi, 32, disoccupato, da poco uscito dal carcere dove era finito perché aveva tentato d’ammazzare un uomo. Domenica sera, durante l’ennesima discussione, costui tirò fuori una pistola illegalmente detenuta e gli sparò due colpi nel torace. Quindi vedendolo cadavere in una pozza di sangue scappò via, vagò per una notte intera per i boschi e infine s’andò a rintanare a casa del padre, dove lunedì mattina lo trovarono i carabinieri.
Tarda serata di domenica 2 agosto a Montebello Jonico, nel Reggino.

 

 

SUICIDI


 

Gianni Daniel, 54 anni. Impiegato di banca, sposato, due figli, a detta dei vicini «allegro, solare», una decina di giorni fa era stato sospeso dal lavoro, nella filiale di Volpago della Banca Popolare di Verona, per un accertamento: s’era infatti scoperto che trecentomila euro investiti da decine di suoi clienti erano finiti nel conto di una russa. Saputo dell’indagine, l’uomo aveva detto alla moglie che s’era preso qualche giorno di ferie e per un po’ s’era comportato come nulla fosse. La mattina di lunedì 3 luglio disse ai familiari «vado a lavorare nell’orto» e invece andò nella casetta degli attrezzi, legò una corda a una trave, l’altro capo se lo girò attorno al collo, e si lasciò penzolare. A trovarlo appeso fu la moglie, che non vedendolo tornare per pranzo l’era andato a cercare dappertutto.
Mattina di lunedì 3 luglio in via dei Fabris a Montebelluna, nel Trevigiano.

 

Francesco Di Leo, 43 anni. Originario di Bari ma residente a Pesaro, ex buttafuori, sposato con una straniera che di mestiere fa la badante, padre di un bambino di 6 anni, affidato in prova ai servizi sociali dopo un periodo di carcere per spaccio di droga, lo scorso giugno aveva tentato di suicidarsi ingerendo un mix di farmaci e per questo i giudici minorili, pochi giorni fa, avevano deciso di affidare a un’altra famiglia il figlioletto. Venerdì mattina mise su Facebook una sua foto assieme al bimbo con la scritta «addio amore di papà», poi a bordo di uno scooter raggiunse il tribunale dei minori di Ancona, entrò nell’atrio, si versò addosso una bottiglia di benzina e con un accendino si diede fuoco. Morto in ospedale, col novanta per cento del corpo ustionato, dopo due giorni d’agonia.
Venerdì 31 luglio nel Tribunale dei minori di Ancona.

 

Una ragazza di 21 anni. Veneziana, disperata perché il fidanzato un anno fa l’aveva lasciata, qualche tempo fa aveva cercato di suicidarsi mandato giù un mix di farmaci, ma non era riuscita a morire perché l’avevano portata in tempo in ospedale. L’altro pomeriggio, sola a casa, legò una corda a una trave, l’altro capo se lo passò attorno al collo, e si lasciò penzolare. A trovarla così fu la madre, rientrando dal lavoro.
Pomeriggio di martedì 4 agosto a Venezia.

 

 

AMORI


 

SHAOLIN Scandalo in Cina perché il venerato abate del tempio di Shaolin, Shi Yongxin, 50 anni, è accusato di aver accumulato una fortuna versando le offerte dei visitatori su conti personali. A turbare di più, però, è l’imputazione di «comportamento immorale», per aver avuto «frequenti rapporti sessuali» con adepte e religiose, con le quali avrebbe generato «numerosi figli segreti». A rivelare tutto è stato un ex discepolo del convento. L’uomo ha confermato alle autorità che l’abate, famoso in tutto il mondo per gli show di arti marziali, avrebbe assunto diverse identità, producendo fatture false e «seducendo centinaia di donne». Nel 1988 sarebbe stato anche espulso dal convento, dopo che si era scoperto che «mangiava carne e aveva messo incinta una ragazza sposata».
Giampaolo Visetti, la Repubblica 5/8

 

RADICALI Pannella ha detto che la Bonino ha vietato la pubblicazione di un libro composto da e-mail che si era scambiato con il giovane radicale Matteo Angioli. Si tratta di lettere politiche, ma anche, come ha rivelato Carlo Ripa di Meana, che avrebbe dovuto firmare la prefazione del libro, «lettere di un amore elettronico». Angioli dice che con Pannella intrattiene un «rapporto socratico», di non aver mai avuto «rapporti omosessuali completi passivi o attivi» con lui. Per la sua amicizia con il capo radicale è vittima di pettegolezzi: «Lo sapevo fin dall’inizio che Marco Pannella per tutti è il primo frocio d’Italia. Per questo, da quando ho iniziato a frequentarlo, ho capito di essere stato “attenzionato” dal resto del Partito radicale».
Tommaso Labate, Corriere della Sera 8/8

 

MUPPET Con un comunicato stampa Miss Piggy e Kermit la Rana dei Muppets hanno annunciato la separazione: «Dopo una lunga riflessione, ponderate valutazioni e notevoli litigi siamo giunti alla difficile decisione di troncare la nostra relazione sentimentale. Le nostre vite personali sono ora distinte e separate. Questo è il nostro unico commento su questa vicenda privata... a meno che non arrivi l’offerta giusta». Il comunicato serve a lanciare un nuovo Muppet Show a partire da settembre sulla Abc.
Renato Franco, Corriere della Sera 6/8

 

SMENTITA A un certo punto sembrava che anche Marge e Homer Simpson fossero sulla via del divorzio. Hanno dovuto smentire
ibidem

 

FEDE Nelle ultime foto Obama appare senza fede al dito. Inoltre le varie immagini da tempo mostrano la coppia insieme solo nelle occasioni ufficiali, mai in privato o nei momenti di svago con tutta la famiglia. Infine, Obama ha trascorso una breve vacanza a New York con le sue figlie senza Michelle. Si dice che l’origine della rottura sia da cercare ai funerali di Nelson Mandela, più di un anno fa, quando Obama chiacchierò in modo troppo confidenziale con la premier danese Helle Thorning-Schmidt.
Mario Valenza, il Giornale 4/8

 

PILLOLE Frank Sinatra tentò il suicidio due volte. Il motivo, in entrambi i casi, fu Ava Gardner, «l’unico amore, anzi l’ossessione, della sua vita». Randy Taraborrelli, già autore di una biografia di Sinatra, ricostruisce sul Daily Mail la loro relazione. Cominciò nel 1948: lui aveva 31 anni ed era già sposato con Nancy Barbato, che ne tollerava le scappatelle «per non rinunciare alla vita comoda», scrive Taraborrelli. Ed era reduce da un amorazzo con Lana Turner, «una predatrice ossessionata dal sesso». Si incontrarono a una cena, ma lui l’aveva già adocchiata su una rivista. Non la mollò un momento e per poco non finirono a letto: la donna scappò all’ultimo minuto. S’incontrarono di nuovo un anno dopo, lui intanto aveva avuto da Nancy il terzo figlio. Passarono la notte insieme. Raccontò la Gardner: «Di lì ci amammo per sempre». Lei restò incinta per due volte, e due volte abortì, intanto Sinatra chiese il divorzio che Nancy respinse. Per provocarlo, la Gardner riprese a frequentare il suo ex: a questo punto il cantante inscenò il primo suicidio. Per niente turbata, l’attrice andò in Spagna per girare un film e lì non fece nulla per nascondere un flirt con l’ex torero Mario Cabré. A questo punto Sinatra s’imbottì di pillole, volendo farla finita sul serio. La Gardner rientrò dalla Spagna e, poco dopo, nel novembre del 1951, si sposarono. Non ci fu mai pace: il matrimonio durò fino al 1957, tra scenate di gelosia, anelli di smeraldi lanciati dalla finestra e televisori sfasciati. «Eravamo troppo uguali», disse lei che non si risposò mai. E che sul comodino dell’ospedale dove morì, nel 1990, teneva solo una foto di loro due. Quando Sinatra lo seppe, pianse per giorni. «Ripeteva una sola frase: “Sarei dovuto restare con lei”».
Irene Soave, Corriere della Sera 4/8

 

FELICI «Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi» (lettera di Virginia Woolf al marito prima di suicidarsi).

il Giornale 6/8

 

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