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L'uomo che ha accoltellato l'ex moglie e la scoperta che il porno non fa male

L'omicidio dell'avvocato-blogge mentre Paula Cooper s’è sparata un colpo in testa. Alle mogli il tradimento piace e cresce il numero di escort maschi.

1 Giugno 2015 alle 10:58

L'uomo che ha accoltellato l'ex moglie e la scoperta che il porno non fa male

DELITTI


 

Salvatore Matuozzo, 21 anni. Di Arzano, noto alle forze dell’ordine per piccoli reati. L’altro giorno qualcuno, chissà perché, lo riempì di botte e poi, tirata fuori una pistola, gli sparò un colpo all’addome e quattro in faccia, sfigurandolo.

Mercoledì 27 maggio in via Carrafiello a Giugliano, località Varcaturo, Napoli.

 

Monica Moldovan, 42 anni. Originaria della Romania ma residente a Forlì, madre di due figli, si stava separando dal marito Ionel Moldovan, 46 anni. Da un mese e mezzo viveva nella villetta del novantenne che accudiva e tutti la giudicavano una badante «brava, gentile, paziente». L’altro pomeriggio il Moldovan raggiunse la casa dove la moglie lavorava, suonò al campanello, lei gli aprì, in cortile, tra la villetta e la dependance, tra i due scoppiò una lite furibonda e d’un tratto lui, tirato fuori un coltello, infilò la lama da tredici centimetri dieci volte nel collo e nel petto della consorte, che s’accasciò per terra in una pozza di sangue. Quindi prese il telefono e chiamò i carabinieri, ai quali spiegò: «Lei mi tradiva e io l’ho uccisa. Adesso ammazzate anche me».

Tardo pomeriggio di mercoledì 27 maggio in una graziosa villetta bifamiliare con giardino in via Scanello 27, quartiere Bussecchio, periferia di Forlì.

 

Mario Piccolino,  71 anni. Avvocato-blogger, nato a Roma ma da anni residente a Formia, noto per le sue battaglie contro l’illegalità e la camorra e da ultimo per una campagna contro le sale gioco. In passato un uomo era entrato nel suo studio e l’aveva colpito al volto con un cric, poi qualcuno gli aveva fatto trovare davanti casa, a mo’ d’avvertimento, teste mozzate e viscere di pesce. L’altro giorno, verso le 17, uno entrò nel suo studio dicendo di avere un appuntamento e invece tirò fuori una pistola e gli sparò un colpo dritto in faccia.

Pomeriggio di giovedì 28 maggio in via Conca a Formia, provincia di Latina.

 

Paolo Rusconi, 48 anni. Originario di Porlezza, paese della provincia di Como affacciato sul lago di Lugano, capomastro in Svizzera, due figli adolescenti che si erano trasferiti in Olanda con la mamma, due anni fa aveva lasciato tutto per andare a vivere in Kenya. Abitava nella zona di Mlolongo, a circa quindici chilometri da Nairobi, dove continuava a lavorare nel settore dell’edilizia. L’altra notte qualcuno entrò nella sua casa, gli diede una violenta botta sul capo, e gli sparò due colpi di pistola in testa. Tra le ipotesi, una rapina finita male, anche se dall’abitazione non sembra mancare nulla.

Notte tra domenica 17 e lunedì 18 maggio in una casa nella zona di Mlolongo, a circa quindici chilometri da Nairobi, in Kenya.

 

Gianni Sblendorio, 34 anni. Pregiudicato, negli anni scorsi era finito in carcere per spaccio di sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio. Sposato, due figli, viveva a Triggiano (Bari). L’altro giorno si preparava a uscire di casa quando uno dei suoi bambini gli chiese di accompagnarlo. Lui disse di sì ma il piccolo ci mise troppo a vestirsi, allora l’uomo uscì da solo e quando arrivò in via Carroccio fu avvicinato da alcuni individui a piedi che gli spararono alla testa, al torace e a una gamba (gli investigatori ipotizzano che il delitto sia maturato nell’ambito di un regolamento di conti interno alla criminalità organizzata di Triggiano).

Verso mezzogiorno di sabato 23 maggio sul marciapiedi di via Carroccio a Triggiano, meno di ventisettemila anime in provincia di Bari.

 

SUICIDI - Paula Cooper, 45 anni. Nata a Gary, città dello Stato dell’Indiana (Usa), viveva nella miseria e da bambina le avevano stuprato la mamma sotto gli occhi. Nel 1985, a 15 anni, in combutta con tre amiche, vibrò trentatré coltellate a Ruth Pelke, insegnante di religione di 78 anni, per rubarle   pochi spiccioli e le chiavi dell’auto. Fu condannata alla sedia elettrica da un tribunale dell’Indiana che la definì «irrecuperabile». L’Italia la adottò: la minorenne avviata al patibolo aveva toccato una corda sentita più qui, nel Paese delle mamme, che altrove. Si mobilitarono i laici – partito Radicale in testa – e i cattolici con un intervento personale di papa Wojtyla. Furono raccolte due milioni di firme e alla fine, non solo per merito nostro, la pena capitale venne commutata in sessant’anni di carcere, poi dimezzati per buona condotta. Due anni fa Paula uscì di prigione con un diploma, il sogno di aprire un ristorante e quello ancora più grande di affiancare Bill – il nipote della vittima, che dopo averla tanto odiata era arrivato a perdonarla – in un’associazione che si batte affinché a tutti i condannati a morte sia concessa una seconda possibilità. L’hanno trovata martedì mattina a Indianapolis, stesa davanti alla porta di casa con un proiettile in testa e una pistola con le sue impronte accanto.

Martedì 26 maggio a Indianapolis (Usa).

 

AMORI


 

WEB Dice Noel Biderman, fondatore di AshleyMadison.com, agenzia web di incontri extra coniugali: «Abbiamo sdoganato i rapporti inter-razziali, abbiamo sdoganato i rapporti gay, è venuto il momento di sdoganare l’idea che la moglie possa tradire il marito». Certo che l’intenzione di dare sempre più spazio al tradimento femminile avrà successo, ha deciso di quotare la sua azienda alla London Stock Exchange. Fondata nel 2001 in Canada e subito dopo negli Stati Uniti, con filiali in vari paesi d’Europa (Italia compresa), reclamizzata dallo slogan «life is short, have an affair» (la vita è breve, fatti un’avventura) è indirizzata in primo luogo alle donne, a cominciare dal nome: quando è nata, Ashley e Madison erano i nomi femminili più diffusi in Nord America. Il servizio, che promette di collegare fra loro coniugi desiderosi di adulterio senza legami affettivi, è gratuito per le donne, mentre gli uomini pagano. Dedicato alle donne è anche Gleeden, creato nel 2009 in Francia, ora operativo anche altrove. Si definisce «il primo sito extra-coniugale fatto dalle donne per le donne». Poi c’è Bumble, l’applicazione per telefonino, inventata da Whitney Wolfe, co-fondatrice di Tinder (che consente di selezionare un partner scorrendo una serie di fotografie proposte in base alla localizzazione geografica e, in caso di reciproco gradimento, avviare una conversazione in chat che spesso finisce con un incontro). Bumble è in tutto simile a Tinder, solo che il primo approccio possono farlo solo le donne. In sei mesi ha facilitato 26 milioni di incontri occasionali.

Enrico Franceschini, la Repubblica 27/5

 

ESCORT La crescente richiesta di incontri sessuali a pagamento da parte di donne ha moltiplicato il numero degli escort maschi. In Gran Bretagna negli ultimi cinque anni le inserzioni dei gigolò su internet sono passate da 5.246 a 15.732 (quelle delle escort femmine nello stesso periodo sono salite da 11.056 a 28.614). Una ricerca delle università di Lancaster e Manchester dice che le donne che vogliono uomini a pagamento sono di tutte le età, ma sono sopratutto 30-40enni in carriera, professioniste che non hanno tempo o voglia di dedicarsi a una relazione stabile (o, se sposate, di trovarsi un amante).

ibidem

 

SITI Un italiano su quattro cerca l’amore sui siti di incontri.

Linda Marino, Oggi 27/5

 

BERLINO Storia del quindicenne Ahmed, residente a Berlino, che rivelò agli insegnanti di essere omosessuale. Appena lo seppero i genitori, lo picchiarono e si misero alla ricerca di una ragazza per farlo sposare. Trovarono una libanese che sembrava adatta. Drogarono il ragazzo con del sonnifero e lo misero in macchina per portarlo in Libano. Un controllo alla frontiera bulgara mandò tutto all’aria: tornato a Berlino, il ragazzo denunciò i genitori (che furono costretti a pagare una multa di 1.500 euro). Nel 2013 le autorità berlinesi si sono occupati di 460 matrimoni imposti dalle famiglie musulmane residenti nella capitale tedesca

Franco Venturini, IoDonna 23/5

 

GOOGLE I primi due Paesi a livello mondiale in cui è maggiore il traffico sui siti porno sono l’Iraq e l’Egitto. Invece una ricerca di Google ha rivelato che ben sei degli otto Stati al top nella classifica delle ricerche a luci rosse sono islamici. Il Pakistan occupa il primo posto, mentre l’Egitto è secondo, seguito da Iran, Marocco, Arabia Saudita e Turchia. Fra i termini più cercati ce ne sono alcuni che riguardano, per esempio, rapporti incestuosi o con animali.

Alessandro Carlini, il venerdì 22/5

 

RICERCA I ricercatori della University of California di Los Angeles e della Concordia University di Montreal dicono che guardare video porno non fa male, anzi può essere un ottimo stimolo per incrementare il desiderio sessuale maschile. I risultati della ricerca mettono in discussione diversi studi precedenti, che collegavano la visione di filmati pornografici a un calo del desiderio e a difficoltà di erezione. «Dalla nostra indagine è emerso il contrario», ha detto Jim Pfaus, coordinatore dello studio. In particolare dagli ultimi esperimenti risulta che chi guarda più spesso materiale pornografico manifesta livelli di eccitazione più alti.

Focus 6/2015

 

ANNE Anne Pingeot fu per trentadue anni l’amante di François Mitterrand. Si conobbero nel 1961, lei aveva 18 anni, lui ventisette di più. Pochi anni dopo si innamorarono. Un giorno, mentre camminavano in una pineta a sud di Bordeaux, si imbatterono in una capanna di legno. Lì lui le disse: «Ne faremo la nostra casa». «Gli credevo. Avevo fatto dei disegni per risistemare quel posto. Che scema che ero!». Infatti la capanna diventò una casa di Mitterrand e di sua moglie Danielle (la quale nel frattempo tradiva il marito con il professore di ginnastica Jean Balenci). Dopo diversi anni di relazione, la Pingeot pretese un figlio, nonostante lui nicchiasse. Nacque Mazarine: «È il solo vero regalo che mi ha fatto».

Leonardo Martinelli, La Stampa 24/5

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