cerca

Gli amanti che hanno accoltellato il compagno di lei e gli hanno dato fuoco. Einstein, traditore incorreggibile

27 Aprile 2015 alle 09:55

Gli amanti che hanno accoltellato il compagno di lei e gli hanno dato fuoco. Einstein, traditore incorreggibile

Albert Einstein con la moglie Mileva Maric

DELITTI
 

Aldo Gualtieri, 40 anni. Nato a Lamezia Terme ma residente a Felette di Romano d’Ezzelino (Vicenza), un lavoro saltuario da imbianchino, aveva per compagna una Lucia Lo Gatto di anni 41. La coppia, seguita dai servizi sociali, litigava di continuo. In più, lei s’era fatta per amante un vicino di casa, il ventisettenne Manuel Palazzo. L’altra sera, avendo il Gualtieri scoperto la tresca, tra i tre scoppiò una lite furibonda e d’un tratto il Palazzo, afferrato un coltello, lo infilò sette volte nel corpo del rivale. La mattina dopo i due amanti caricarono il cadavere in auto, lo trasportarono nel bosco di Possagno, nel Trevigiano, gli diedero fuoco e poi lo seppellirono sotto alle pietre. Quindi rimontarono in macchina ma un banale guasto alla batteria, dopo pochi metri, li costrinse a chiamare il meccanico del paese: costui vedendo il fumo che usciva dai sassi in un primo momento pensò a una grigliata ma poi, quando due boscaioli trovarono il corpo carbonizzato del Gualteri, capì tutto e andò dai carabinieri.
Sera di sabato 18 aprile in un appartamento in via Isonzo a Romano d’Ezzelino.

 

Luigi Simeone, 50 anni e Immacolata Assisi, 50 pure lei. Napoletani, marito e moglie, lui, a detta di tutti «tranquillo e pacato», di mestiere faceva il tassista. La sera di sabato 18 aprile i due andarono a mangiarsi una pizza vicino al mare, subito dopo a bordo del taxi di lui raggiunsero una zona di campagna a Giugliano dove qualcuno, con una calibro 7,65, gli sparò più colpi in testa e poi gettò i cadaveri in una discarica. La polizia ha fermato il fioraio Antonio Riano, 27 anni, incensurato, da tutti descritto come «un bonaccione, molto legato al suo lavoro, alla famiglia e alla fidanzata», in lite coi due perché non volevano andarsene nei tempi stabiliti dalla casa che gli avevano venduto.
Tarda serata di sabato 18 aprile nelle campagne di Giugliano, Napoli.

 

Gloria Trematerra, 55 anni. Originaria di Napoli, insegnante di lingue al liceo di Breno, in Val Camonica, madre della diciottenne Alice e di un ragazzo che studia a Torino, sposata con Tullio Lanfranchi, 61 anni, operaio disoccupato. Madre e figlia, da quando alcune settimane fa la ragazza aveva denunciato la violenza del padre, vivevano in una struttura protetta. In più, la Trematerra aveva avviato le pratiche per la separazione, di cui il marito non voleva nemmeno sentir parlare. L’altra sera le due, per mettere in valigia gli ultimi vestiti, andarono a casa del Lanfranchi che appena vide la moglie le saltò addosso con un coltello da cucina e le infilò la lama più e più volte in tutto il corpo, ferendo anche la figlia che s’era messa in mezzo. Quindi, gli abiti zuppi di sangue, bussò ai vicini: «Ho ammazzato mia moglie».
Poco dopo le 21 di venerdì 17 aprile in via Nazionale 15 a Niardo, in Val Camonica.

 

AMORI
 

ALCOL Francesca Vecchioni, figlia del cantautore Roberto Vecchioni, sembra essere fidanzata con Simona Borioni. Quest’ultima è da poco uscita da una storia sentimentale durata quattro anni con Rosalinda Celentano, figlia di Adriano Celentano, la quale ha scelto di chiudere la loro relazione con un comunicato stampa: «Incapace, attualmente, di amare ho deciso di lasciare libera sentimentalmente la signora Simona Borioni, augurandole di cuore tutto il bene del mondo». La Borioni, in un’intervista tv, ha spiegato meglio i motivi della rottura: «Tra me e Rosalinda è finita per colpa dell’alcol. Quando le problematiche di Rosalinda sono riaffiorate, io non ce l’ho più fatta». Anche Francesca Vecchioni è single: a luglio è finita la sua storia d’amore con Alessandra Brogno, con la quale tre anni fa ha avuto le figlie Nina e Cloe (Carlo Mondonico, Novella 2000 23/4).

 

BERNA Al museo “Einstein” di Berna hanno messo in mostra una quarantina di lettere che il giovane scienziato scrisse tra la fine dell’800 e l’inizio del XX secolo alla famiglia di Jost Winteler, professore e scrittore di Aarau. Allora diciassettenne, in casa del docente conobbe la coetanea Marie, una delle figlie del professore. I due ragazzi si innamorarono e la loro storia durò tra il 1895 ed il 1896, quando Albert Einstein conseguì la maturità e si trasferì a Zurigo, per frequentare il Politecnico Federale. Qui Einstein sembrò dimenticare quell’amore adolescenziale, si sposò con la matematica Mileva Maric, che gli diede due figli. Eppure non dimenticò mai Marie Winteler. Infatti nel 1910, a 31 anni, quando sua moglie stava per avere il secondo figlio, scrisse a quella che era stata la sua ragazza: «Sono in balia di un amore sbagliato e di una vita sbagliata»; «Penso a te ogni minuto libero e sono triste come solo un uomo può esserlo»; «Sapessi come rimpiango quelle nostre passeggiate nella foresta di Bremgarten». Jakob Messerli, direttore del museo: «Einstein è stato un grande donnaiolo». In effetti, in una delle lettere a Marie Winteler, ammette di essere un marito infedele e scrive che si considera un «traditore incorreggibile» (Franco Zantonelli, la Repubblica 20/4).

 

STADIO Gianfranco Borsatti, 55enne di Albignasego, che al momento di sposarsi con la signora Orietta Lago, nel 1997, la ha fatto firmare un accordo dal notaio in cui lei si impegnava a non impedirgli di andare allo stadio per seguire le partite del Padova. Nell’atto c’è anche scritto: «Si dichiara altresì che il signor Gianfranco Borsatti accompagnerà la sottoscritta a concerti e/o spettacoli teatrali anche se da lui non ritenuti particolarmente interessanti». In questo modo la coppia è riuscita a non litigare mai per il calcio in 18 anni di matrimonio (Gianluca Roselli, il Fatto Quotidiano 23/4).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi