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L'ex poliziotto che ha ucciso due donne e gli assegni agli ex di Barbara D'Urso

L’uomo che ha accoltellato la moglie e sgozzato la figlia e la dirigente di banca licenziata perché dominatrice notturna.

20 Aprile 2015 alle 13:01

L'ex poliziotto che ha ucciso due donne e gli assegni agli ex di Barbara D'Urso

Barbara D'Urso

DELITTI


Giancarlo Bossola, 59 anni. Ex poliziotto sovrintendente delle volanti di Alessandria, dove aveva prestato servizio per trent’anni, era stato sposato con una signora Maria che l’aveva lasciato quando nella loro vita era entrata Norma Rivera Ramirez, 52 anni, cubana, di professione santona. I vicini lo vedevano con questa Rivera Ramirez o con l’altra sua amante, Rosalina Redolfi, 46 anni, badante. Tante volte nel cuore della notte erano stati svegliati da «urla disumane» che provenivano da quell’appartamento. In effetti oramai il Bossola, seguace della setta Santeria, era così intriso di superstizioni magiche da arrivare a pianificare la morte propria, della Ramirez e della Redolfi. Per prima cosa si occupò della santona: dopo averla sistemata su un letto, non si sa se dopo averla stordita in qualche modo, tutta nuda a parte una collana amuleto, le diede fuoco. Poi chiamò la polizia: «Andate e troverete la mia santona morta, ma fate attenzione». Quindi prese a nolo una macchina, la riempì di taniche di benzina, passò a prendere Rosalina Redolfi e sfrecciò lungo l’Autostrada dei Fiori. Poco prima di Finale Ligure, tamponò l’auto che lo precedeva, accostò al guard rail, appiccò il fuoco nell’abitacolo ormai saturo di esalazioni. Nella cucina dell’ex poliziotto fu trovata una lettera in cui descriveva per filo e per segno ciò che avrebbe dovuto fare perché «me l’hanno ordinato le divinità della Santeria».

Martedì 14 aprile, prima in una casa in via Giovanni Pascoli, Alessandria,  poi nei pressi del viadotto di Orco Feligno, Savona.

 

Touria Errebaibi, 30 anni, e Hiba Lahmar, 6 anni. Rispettivamente, moglie e figlia del marocchino Abdelhadi Lahmar, 40 anni, immigrato regolare, disoccupato da mesi. I coniugi litigavano di continuo, lui spesso la picchiava, lei era terrorizzata ma, non avendo un lavoro e non sapendo dove andare con la bambina, sopportava tutto. L’altra notte, durante l’ennesima discussione, l’uomo buttò la moglie sul letto e la colpì più volte, in tutto il corpo, con un’accetta. Quindi andò in camera della figlioletta impugnando un coltello da cucina e con quello la sgozzò. Infine chiamò i carabinieri: «Buonasera, ho ammazzato mia moglie e mia figlia ma non ricordo perché».

Notte di martedì 14 aprile a Pordenone.

 

Emanuela Panato, 47 anni. Di Colognola ai Colli (Verona), «stimata» maestra elementare, sposata con Riccardo Milani, 50 anni, imprenditore, due figli di 17 e 20 anni. La famigliola, a detta dei compaesani «serena», viveva in una bella casa in cima a una collina. L’altro giorno tra madre e figlio scoppiò una lite, alla fine lei si mise a lavorare al computer, lui andò a prendere una roncola e sorprendendola alle spalle la colpì più e più volte in tutto il corpo lasciandola stecchita con la testa china sul pc e le mani ancora appoggiate alla tastiera. Quindi raggiunse il padre in campagna e con la stessa roncola colpì pure lui, ferendolo gravemente alla testa. Infine mise in moto un trattore, si sdraiò in terra, e si lasciò stritolare (morto in ospedale dopo un giorno d’agonia).

Lunedì 13 aprile a Colognola ai Colli, meno di novemila anime in provincia di Verona.

 

 

AMORI

 

EX Barbara D’Urso è indagata dalla procura di Roma per violazione degli obblighi familiari. Secondo l’accusa, non ha mai versato l’assegno mensile da mille euro al secondo marito, il ballerino Michele Carfora. L’uomo, danzatore e coreografo, 12 anni più giovane di lei, calcola che gli deve oltre 40mila euro. Sposi nel 2002, si separarono nel 2006 (quando lui fu fotografato mentre si baciava con un’altra). Il divorzio nel 2008. La D’Urso non ci sta a «essere praticamente obbligata a dover versare questi mille euro al mese, per un totale attuale di 40mila, mentre in realtà la causa non si è ancora conclusa perché ho presentato ricorso in appello». Ha poi aggiunto: «Il mio ex marito non solo mi ha tradito, tanto da indurmi a chiedere la separazione con addebito, ma si è rifatto una vita con un’altra donna dalla quale ha avuto una figlia che ora ha tre anni»

Adelaide Pierucci, Il Messaggero 13/4; Grazia Longo, La Stampa 14/4

 

NINFOMANE La banca centrale olandese (De Nederlandsche Bank) ha licenziato la dirigente Conchita Van der Waal, 46 anni, perché di notte faceva la prostituta specializzata in sadomasochismo. Sul suo sito personale aveva scritto: «Sono una prostituta ninfomane d’alta classe che vuole realizzare le fantasie più perverse. Ho una carriera nella finanza internazionale che mi fa viaggiare in Europa e negli Stati Uniti, con incontri d’affari e alberghi di lusso. Se solo i miei colleghi, clienti o boss sapessero che di notte mi diverto a fare la puttana». Si presentava come dominatrice, con abiti leopardati e tacchi, o uniforme da nazista e frusta. Da quest’attività arrivava a guadagnare 10mila euro a settimana. Ma i superiori hanno ritenuto che i «comportamenti indecenti» non si confanno a una banchiera. Come se non bastasse, le rivelazioni sulla sua attività segreta potrebbero farla perseguire per mancata registrazione come prostituta e per possibile evasione fiscale

 

Enrico Franceschini, la Repubblica 16/4

PRETE Don Maurizio Colbacchini, 53 anni, veneto, parroco della chiesa di S. Pietro nella frazione messinese di Milì San Pietro, per mesi è stato amante di una sua fedele di 47 anni. Finita la relazione, la donna inviperita ha scritto al vescovo e al Vaticano. Il sacerdote è stato trasferito a Malfa, nell’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, ma la donna l’ha seguito fin lì: ha cercato di convincerlo a tornare insieme ma, di fronte al suo rifiuto, gli ha preso la macchina a sassate e poi è andata a spifferare i fatti alla redazione di un giornale online: «Non può fare il sacerdote, è solo uno che si avvicina a chi vive momenti di debolezza per riuscire a soddisfare i suoi istinti sessuali». Il prete l’ha denunciata ai carabinieri

Fabio Albanese, La Stampa 13/4

 

SFURIATE «Mi mancano le sue sfuriate, i suoi giudizi severi. Era il suo modo di amarmi, anche se ti amo forse non me l’ha mai detto»

Rosetta Loy, per trent’anni compagna di Cesare Garboli, a Simonetta Fiori, la Repubblica 17/4

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