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Il declino (demografico) dell'Italia è totale

Nel 2018, per il quarto anno consecutivo, è calato il numero dei residenti. Non accadeva da 90 anni. E le nascite sono al minimo storico dal 1861

3 Luglio 2019 alle 13:38

Il declino (demografico) dell'Italia è totale

Foto Pixabay

Un declino demografico iniziato nel 2015. Quattro anni di continuo, ininterrotto, calo della popolazione residente in Italia come non accadeva da 90 anni. Ancora una volta è l'Istat a raccontare, nel suo bilancio demografico nazionale, un paese in cerca di un futuro che, stando alle statistiche, si preannuncia tutt'altro che roseo. Dopotutto già qualche settimana fa, presentando il Rapporto annuale, il presidente Gian Carlo Blangiardo era stato chiaro: “Siamo (e saremo ancora) un popolo che guarda avanti e investe sul suo futuro o invece dobbiamo perlopiù sentirci destinati a gestire e a mantenere il presente?”.

  

Il presente ci dice che che al 31 dicembre 2018 la popolazione italiana era di 60.359.546 residenti. Oltre 124 mila in meno rispetto al 2017, oltre 400 mila in meno rispetto al 2015. La perdita è stata in parte contenuta, in questi quattro anni, dall'aumento di cittadini stranieri (+241 mila). Nel 2018, rispetto all'anno precedente, l'aumento è stato del 2,2 per cento (+11 mila) e attualmente i cittadini stranieri residenti sono 5.255.503, l'8,7 per cento della popolazione.

 

Al contrario gli italiani sono scesi di 235 mila unità e, sottolinea l'Istat, rispetto al 2014 nel nostro paese è “scomparsa una città grande come Palermo”.

  

Il dato più allarmante, ovviamente, è quello che riguarda le nascite, che sono in calo dal 2008. Lo scorso anno si è registrato un nuovo record negativo con soli 439.747 bambini registrati all'anagrafe (18 mila in meno rispetto al 2017). Il minimo storico dall'Unità d'Italia. Alla base del problema ci sono quelli che l'Istat chiama “fattori strutturali” che si concretizzano principalmente in una progressiva riduzione delle potenziali madri. 

  

Anche qui sono le donne straniere a compensare il calo. Eppure, negli ultimi anni, si è registrata una riduzione progressiva del numero di stranieri nati in Italia che, nel 2018, sono stati 65.444 (il 14,9 per cento del totale dei nati). Tra le cause l'Istituto indica “la diminuzione dei flussi femminili in entrata nel nostro paese, il progressivo invecchiamento della popolazione straniera, nonché l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere”.

 

Rispetto al 2017, poi, sono diminuiti anche i decessi: 633 mila (-15 mila). Anche se, sottolinea l'Istat, “in una popolazione che invecchia è naturale attendersi un aumento tendenziale del numero dei decessi. Le oscillazioni che si verificano di anno in anno sono spesso di natura congiunturale” come le “condizioni climatiche e le maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali”.

  

Ultimo dato da evidenziare è quello che riguarda il calo degli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana: nel 2018 sono meno di 113 mila, 22 ogni mille stranieri, il 23 per cento in meno rispetto al 2017. 

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Commenti all'articolo

  • pierfra.delsignore

    04 Luglio 2019 - 17:05

    In Italia, un paese vecchio, fatto di vecchi con idee più vecchie della media della popolazione, mancano servizi alla famiglia, perché in modo maschilista si pensa ancora che la donna debba essere madre e stare a casa una volta nati i figli-e, questo affosserà sempre di più la natalità, che cala in tutti i paesi Occidentali, ma noi saremo sempre agli ultimi posti fino a che non capiremo che solo il modello Svezia è vincente, asili gratuiti e vicini al posto di lavoro, con orari flessibili, come le scuole primarie, mica chiusure di mesi, come se ci fossero eserciti di nonni-e a poter tenere i figli-e in un paese in cui quasi tutti si è emigrati nelle grandi città ed i parenti se ci sono sono lontani o hanno loro bisogno di badanti in gran parte. Inoltre rimborsabilità completa di baby sitter, pannolini, spese mediche ed educative, ma noi i soldi li spendiamo per i vecchi: quota 100, pensando che così verranno assunti i giovani, idea vecchia di un paese vecchio.

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