Facebook cambia per rimanere uguale. Ma qualche dubbio rimane

Con un post su Facebook, Mark Zuckerberg spiega cosa sta cambiando nel flusso di contenuti che gli utenti vedono sulle proprie bacheche, tornando un pò alle origini. Ma non dice tutto.

12 Gennaio 2018 alle 11:12

Mark Zuckemberg

In queste ore, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, ha scritto un post sul suo profilo personale in cui racconta alcune novità in merito a quello che gli utenti da oggi potranno vedere sulle proprie bacheche. In realtà le modifiche erano già in test su diverse nazioni già a fine 2017.

 

Un testo quasi da filantropo in erba, ma a cui manca un pezzo ed è il pezzo più importante, perché Facebook vive di quello.

 

Traducendo  liberamente quello che Mark scrive: "Uno dei nostri principali obiettivi per il 2018 è assicurarci che il tempo che trascorriamo su Facebook sia tempo ben speso. Quando abbiamo creato Facebook, lo abbiamo fatto per aiutare le persone a rimanere in contatto. Ecco perché abbiamo sempre messo gli amici e la famiglia al centro dell'esperienza. La ricerca dimostra che il rafforzamento delle nostre relazioni migliora il nostro benessere e la nostra felicità.

  

Ma recentemente abbiamo ricevuto dalla nostra community il feedback sul fatto che i contenuti pubblici - post delle aziende - stanno interrompendo i momenti personali che ci portano a connetterci di più l'uno con l'altro.

  

È facile capire come siamo arrivati ​​qui. Video e altri contenuti pubblici sono esplosi su Facebook negli ultimi due anni. Dal momento che ci sono più contenuti "aziendali" che post di amici e familiari, gli utenti non riescono a connettersi l'uno con l'altro.

  

Ci sentiamo responsabili nel garantire che i nostri servizi non siano solo divertenti da usare, ma anche utili per il benessere delle persone. Quindi abbiamo studiato attentamente questa tendenza e abbiamo effettuato una accurata ricerca con i maggiori esperti delle università.

  

La ricerca mostra che quando usiamo i social media per connetterci con le persone a cui teniamo, ci fa bene. Possiamo sentirci più connessi e meno soli e questo porta sia felicità che salute. D'altra parte, leggere passivamente articoli o guardare video - anche se sono divertenti o informativi - potrebbe non essere altrettanto valido.

  

Sulla base di questo, stiamo apportando un cambiamento importante al modo in cui costruiamo Facebook.

 

Abbiamo iniziato a fare cambiamenti in questa direzione l'anno scorso, ma ci vorranno mesi perché questa nuova modalità si faccia strada attraverso tutti i nostri prodotti. Le prime modifiche saranno nel feed delle notizie, dove si vedranno più contenuti di amici, familiari e gruppi.

 

Allo stesso tempo si vedranno meno contenuti pubblici di aziende. E il contenuto delle aziende che ancora saranno visibili, saranno quei contenuti che incoraggiano e ricevono interazioni significative tra le persone.

 

Ad esempio, ci sono molte comunità affiatate intorno a programmi tv e squadre sportive. Abbiamo visto le persone interagire molto più con i video live rispetto a quelli normali. Alcune notizie aiutano a iniziare le conversazioni su questioni importanti. Ma troppo spesso oggi, guardare video, leggere notizie o ottenere un aggiornamento di una pagina è solo un'esperienza passiva, senza una interazione con i propri lettori.

  

Ora, voglio essere chiaro: apportando questi cambiamenti, mi aspetto che il tempo che le persone trascorrono su Facebook sarà di meno. Ma mi aspetto anche che il tempo che verrà dedicato su Facebook sarà più prezioso. E se facciamo la cosa giusta, credo che andrà bene anche per la nostra comunità e il nostro business a lungo termine.

  

Facebook ha sempre avuto a che fare con connessioni personali. Concentrandoci nell'avvicinare le persone - sia che si tratti di parenti e amici o di momenti importanti del mondo - possiamo contribuire a far sì che Facebook sia un momento ben speso".

  

Tutto assolutamente chiaro, ma cosa manca in questo discorso? Manca un aspetto, ovvero che non parla di articoli di aziende non pubblici ma a pagamento. Questo vuol dire che le aziende che ora informano i propri fan o simpatizzanti tramite Facebook, vedranno drasticamente ridotta questa possibilità (anche se parla che sarà possibile farlo quando i contenuti che le aziende pubblicano saranno interessanti per i loro fan, verificabile e analizzabile dalle interazioni che si avranno con loro). Mentre per garantire una visibilità alle proprie aziende, sarà: pagare moneta e vedere cammello.

  

Ma poi questa estrema voglia di far comunicare le persone, gli amici e familiari, non è, caro Zuck, che in questo modo molti più interessi degli utenti possono essere catturati (si parla di tutto con gli amici: da quale auto voler acquistare a quali biscotti ci piacciono di più per fare colazione) per una maggiore profilazione degli utenti e venderli per le campagne pubblicitarie? Ne scrivevo proprio qualche tempo fa: Cosa sanno Google e Facebook di ognuno di noi.

Alessandro Giagnoli

Sposato e padre di quattro giovani promesse dell'umanità, da oltre quindici anni segue il mondo digital e ne racconta i fatti e retroscena. Nel board di MovingUp dal 2015 come Seo e Project Manager. Dal 2017 scrive sul Foglio di questioni legate al mondo digitale.

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