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Turista fisso cerca di entrare nel sito Unesco meno visitato al mondo

Breve storia del vicolo Leprotti, un pezzo di Milano rimasto come 200 anni fa

7 Ottobre 2019 alle 11:46

Turista fisso cerca di entrare nel sito Unesco meno visitato al mondo

Un vicolo milanese (foto Wikimedia Commons)

Ogni lunedì sul Foglio l’Innamorato fisso risponde ai vostri dubbi e alle vostre domande sull’amore e su tanti altri argomenti, sempre belli, dice lui. Scrivete a cuorefisso@ilfoglio.it.


Ciao Milani, ti leggo da un bel po’ sul Foglio e ti giuro che non ho ancora capito se ci sei o ci fai. Però questa cosa di andare a trovare le cose più strane di Milano e dintorni mi garba. Secondo te, che cosa sorprende di più di Milano quando ci si arriva la prima volta?

Davide, Pisa 

 

Gli uomini con il gonnellino di paglia e la pertica in mano. A Milano una volta non c’erano. Sono comparsi dopo che la Darsena dei navigli è stata fatta nuova. Da qui il dubbio che siano figuranti, messi dall’Azienda autonoma di soggiorno. Ma mi sembra strano. Se così è, l’Unesco fa bene a non dargli il sito. Se invece come penso sono veramente una tribù venuta giù da qualche bosco a un chilometro da Milano, perché no? Non disturbano i turisti. Stanno tutto il giorno mezzi nudi a suonare strumenti di dubbia provenienza e di sera spariscono. Può essere che vengano portati in qualche carrozzone dal loro impresario teatrale. Comunque in una città occidentale non si era mai visto nulla di simile. Anche perché parlano dialetto milanese.

 

Ciao pirla, è vero che l’Unesco in Lombardia è andato incontro anche a qualche fallimento?

Giovanni, Treviso

Sì, c’è un sito Unesco che è il meno visitato al mondo e si trova proprio a Milano. E’ vicolo Leprotti, dal fatto che fino al 1970 un leprotto passava da un cortile all’altro. Vicolo Leprotti, infatti, è un pezzo di Milano rimasto come 200 anni fa. Cortili a destra e sinistra per lo più disabitati (ma neanche). Chi ci abita non vuole essere disturbato. I pochi turisti che si avventurano nel vicolo o peggio in un cortile si sentono dire: “Cosa volete stranieri?” (anche se sono turisti italiani). Turisti: “Siamo venuti a vedere un sito Unesco”. Inquilino abusivo: “Qui non c’è nessun sito Unesco”. Turista: “No! Legga qui…”. Inquilino: “L’Unesco può dire quello che vuole qui è proprietà privata, se volete visitare il cortile, con la sua fila di cessi esterni, 150 euro”. Turista: “Quanti cessi esterni ci sono?”. Inquilino: “Due file da quaranta”. Turista: “In ogni cortile?”. Inquilino: “No, in tutto il vicolo”. Turista: “Che bello, quante persone lo usano?”. Inquilino: “Direi un mille”. Turista: “Ma solo residenti o…”. Inquilino: “Sì, ma a pagamento anche forestieri. Si accomodi”. Turista: “No! No! Non mi fido, non vorrei essere borseggiato”. Inquilino: “No! Al limite bastonato”. Insomma ecco i motivi per cui il sito pur avendo valenza storica è il meno visitato al mondo. Turista: “Scusi i lavatoi?”. Inquilino: “Sempre nel cesso!”. Turista: “E’ sicuro?”. Inquilino: “Sicurissimo, ho appena lavato adesso tutto il bucato mio e di altri cinque che adesso non ci sono”. Turista: “Dove sono?”. Inquilino: “Perché lei adesso è a casa sua?”. Turista: “No!”. Inquilino: “Ecco; allora anche i miei colleghi sono in giro a visitare siti Unesco”. Turista: “Ma lasci perdere e trovi un lavoro onesto”.

Maurizio Milani

Nasce nel 1962. Nel 1987 esordisce sul palco di Zelig e fa una carriera di successo in tv come comico. Tra i suoi libri ricordiamo "L’uomo che pesava i cani" (2006) e "Del perché l’economia africana non è mai decollata" (2007). Scrive come opinionista su Il Foglio, ha una rubrica su Max e ha raccontato le disavventure del sindaco di Kyoto da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3. Da poco è uscito il suo ultimo libro, “Mi sono iscritto nel registro degli indagati” (Rizzoli).

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