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Cento miliardi (di lire) buttati via per un bacio

Perché s’è infranto il sogno di collegare Milano al mare. E un fastidioso disturbo spiegato dall’Innamorato fisso

15 Aprile 2019 alle 10:13

Cento miliardi (di lire) buttati via per un bacio

Foto Pixabay

[Tutti i lunedì sul Foglio, il nostro Innamorato fisso, Maurizio Milani risponde alle vostre lettere sull'amore (ma anche sull'economia e sul resto). Potete scrivere a cuorefisso@ilfoglio.it]


 

Qual è la più grande stazione meteorologica del mondo?

Eugenia, Ancona

La Torre Branca! Già prima del lancio dello Sputnik. Adesso è collegata con 23 satelliti. Già Napoleone voleva smontarla e portarla a Versailles ma fu convinto da una nobildonna milanese a lasciarla dove stava. In cambio fu dipinto il bacio di Heins però più avanti. La Torre Branca è situata nel parco Sempione di Milano, registra i dati meteo dall’XI secolo. Patrimonio Unesco, è alta 130 metri (scusi volevo dire 170). In cima si può anche pranzare al modesto costo di 5 euro. Napoleone quando la vide esclamò che era bella. Da qui poteva controllare il territorio e i campi del nemico, appostati sulle Alpi. Ieri è stata chiusa per sciopero per cui è passata in mano ai volontari.

 


 

Manca un vero e proprio trattato sul mal di balle. Potrebbe gentilmente scriverlo?

Mauro, Taranto

Certo, lo scrivo subito. Tale articolo lo chiamo: “Del mal di palle e altri vizi”. Tanti non sanno che come per i buchi neri, così per il mal di palle alcuni negavano l’esistenza. Chi diceva di averlo veniva messo in manicomio (anche) minorile dagli stessi parenti. Non si è mai capito perché a una persona potesse fare male il piede o il braccio ma non i coglioni. Questo già durante l’impero romano: chi sosteneva di avere tale disturbo veniva schedato e rinchiuso in apposite celle. Visto l’andazzo, anche chi aveva il mal di balle si guardava bene dal riferire ciò. In alcune tribù del Rio delle Amazzoni, se dicevi durante la riunione serale “ho il mal di balle”, venivi accompagnato ai margini della foresta e abbandonato. Qui lo zulù mezzo nudo, trovandosi di colpo avanti mille anni dalla civiltà in cui aveva vissuto, iniziava a fare il cretino in stazione a Brasilia. La stazione di Brasilia è stata dichiarata la più bella del mondo, per cui dispiace vedere in sala d’aspetto zulù che si ostinano ad avere disturbo lì. Anche in un paese avanzato come la Svezia chi dice “ho mal di balle” viene visto come un illuso.

Ecco, direi che come trattato è abbastanza bello. Ti rimando al sito del Foglio per altri spunti. Tenete conto che se a militare marcavi visita per mal di balle il caporale di giornata poteva chiedere al comandante della caserma di chiuderla per atto sovversivo, ma neanche.

 


 

Ciao, è vero che il governo sta studiando una legge bavaglio sull’informazione?

Andreina, Reggio Calabria

Ecco il disegno di legge sull’informazione che il governo vorrebbe fare (ma non sono tutti convinti, io sì).

… Allora, visto che il paese viaggia al 135 per cento di debito, possiamo permetterci un’informazione che parla male delle ditte che ci sono sul territorio nazionale? Direi di no! Quindi trasmissioni d’inchiesta tipo “Report” vengono bandite. Riprenderanno (forse) quando avremo il 10 per cento di debito rispetto al pil.

Diciamo che è una legge bavaglio? Sì, diciamolo. Ma come dicono i cartelli dei pochi negozi di prossimità rimasti, “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”.

 


 

Scusa puoi fare una risposta molto lunga su un tuo argomento a scelta?

Vittorio, Mestre

Molto volentieri grazie per questa domanda. Il famoso sogno di Milano era (anzi è) quello di essere collegata al mare tramite fiume Po. Questa opera pubblica fu messa in cantiere negli anni Sessanta. Il famoso canale Milano-Cremona-Po. 75 km di via d’acqua per saltar fuori a Lido degli Estensi. Chi arrivava da Milano via chiatta veniva arrestato per navigazione abusiva. Ma neanche. Ma per aver mancato di rispetto alla capitaneria di porto di Rovigo che essendo stata chiusa ieri il fatto non sussiste. Furono espropriate migliaia di pertiche di terreno, venne costruito un porto fluviale a Cremona che neanche Rotterdam lo ha così bello. Purtroppo dopo circa 15 km la costruzione del canale fu sospesa. Motivo: l’ingegnere capo si era innamorato di una cameriera bellissima che lavorava nella trattoria più frequentata sul percorso. Era chiaro che se i tir venivano messi sulle chiatte e viaggiavano via acqua la trattoria falliva (che poi è fallita comunque ma più avanti). L’amata convinse l’ingegnere a inventare motivi geomorfologici per sospendere i lavori. 100 miliardi di lire (di allora) buttati via per un bacio. L’opera si interrompe all’altezza di fiume Adda presso Pizzighettone (Cremona). Qui e rimasto un bellissimo piazzale asfaltato da un milione di metri quadrati dove le coppiette delle province di Lodi Milano Piacenza Cremona e Parma si imboscano in auto la sera. Noi ieri come volontari per le grandi opere abbiamo deciso di riprendere i lavori e portare a termine il lavoro senza permesso delle autorità competenti (circa 150). Si è iniziato a scavare e costruire un ascensore idraulico per superare il fiume Adda. Costo del manufatto 25 milioni di euro. Tutti da me anticipati (non per vantarmi). Il preventivo fatto da un funzionario in pensione della cassa depositi e prestiti parla di 30 miliardi di euro per finire l’opera. Non dovremmo aver problemi solo il risparmio degli italiani è 8000 miliardi di euro. Dispiace ma dobbiamo prenderli da lì sempre senza chiedere il permesso ai titolari di tali somme. Ci rendiamo conto di star commettendo diversi reati dall’abuso di ufficio a quello ambientale all’attentato al pubblico risparmio a far lavorare delle maestranze in nero però andiamo avanti. Il canale sarà finito presto.

Maurizio Milani

Nasce nel 1962. Nel 1987 esordisce sul palco di Zelig e fa una carriera di successo in tv come comico. Tra i suoi libri ricordiamo "L’uomo che pesava i cani" (2006) e "Del perché l’economia africana non è mai decollata" (2007). Scrive come opinionista su Il Foglio, ha una rubrica su Max e ha raccontato le disavventure del sindaco di Kyoto da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3. Da poco è uscito il suo ultimo libro, “Mi sono iscritto nel registro degli indagati” (Rizzoli).

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