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Anche l’amore per i cani può stufare

Dagli animali ai bar dov’era bello spaccare con le mani gli elenchi telefonici. Lettere all’Innamorato fisso

7 Gennaio 2019 alle 16:03

Anche l’amore per i cani può stufare

Foto pixabay.com

E’ vero che sei coinvolto nel ferimento di una gru rarissima durante una battuta di caccia abusiva?

Marino, Isernia

 

Sì, ma non esageriamo! La gru rarissima (che poi ce ne sono in giro ancora 2.500) si è colpita per sbaglio. Subito abbiamo chiamato la Lipu che l’ha messo in bolla. Infatti non aveva niente. Loro dicono che noi abbiamo fatto apposta a sparare alla gru rarissima. Sì, è vero ma però dichiariamo il contrario. Questa domanda poi non verrà mai pubblicata anzi sì. Oggi andiamo ancora per anatre. Siamo appostati in un capanno in una zona umida. Le anatre dovrebbero passare adesso. Dovremo tirarne giù 200. Il limite di legge è 1 (una).


 

E’ vero che come regalo di queste feste ti hanno regalato un cane? Che bello, di che razza è?

Luisa, Ginevra

 

E’ verissimo, l’ho portato subito al canile. Vado tutti i giorni a trovarlo, quelli del canile non possono affidarli ad altri. Ho messo questa condizione. Vado là, lo porto in giro per un’oretta poi lo riporto nel suo recinto al canile. In casa mi dà fastidio. Dispiace dirlo ma è meglio parlare francamente. Potete vedere la sua foto sul sito del Foglio. Come razza ditemelo voi vedendo la foto ma per me conta poco. Mi fa tanta compagnia, oggi vado a prenderlo dal canile. Poi però mi stufo e lo riporto. Il direttore del canile mi fa: “Si decida: o lo tiene o lo mette qui da noi”. Io: “Va bene, ci sto pensando, per adesso tenetelo lì voi”. Ho preso l’aereo e sono scappato a Gran Canarie. Qui sono andato al canile e mi sono adottato un cane. Sono tornato a Milano e l’ho portato al canile. Il direttore: “Non solo non ritira il suo cane ma ci porta un altro cane che era ospite al canile delle Gran Canarie!”. Io: “E allora? Sono della Comunità europea, al limite mi dia il mio che lo porto al canile a Ibiza”. Direttore: “No! A Ibiza no, perché oggi è chiuso”.


  

E’ vero che hai iniziato spaccando gli elenchi del telefono con le mani nei night a Milano negli anni Ottanta?

Luca, Brindisi

 

Certo. Il numero era questo: si iniziava a spaccare con le mani l’elenco del telefono a Isernia. I più piccoli come pagine della Sip. Sul palco avevo un carrello con tutti e 100 gli elenchi telefonici delle città e province italiane. Poi passavo a Vicenza e via fino alle città da un milione di abitanti. Non sono mai riuscito a spaccare l’elenco di Roma. Erano due volumi alti dieci centimetri l’uno. Per chiudere spaccavo l’elenco telefonico di Coney Island New York che era alto come quello di Venezia. In quel periodo il numero della rottura con le mani degli elenchi telefonici era molto diffuso A Stoccarda c’era uno che tutte le sere spaccava l’elenco telefonico di Amsterdam, mentre a Bogotà pare che uno spaccava quello di Pechino ma non esistono filmati. A me sembra strano. Nel 1980 l’elenco telefonico di Pechino era alto come un bambino come fai al limite quello di Boston. Ma è difficile. Non parliamo di quello di Città del Messico, il più bello di tutti. Nairobi anche. Insomma tutti. Vedi elenco sul sito del Foglio con esempi e tecniche.


 

Scusi, secondo lei i miliardari comunisti avendo più soldi di lei, mangiano meglio?

Giulia da Verona

 

Certo! Tutto biologico, pesce pescato e non di allevamento, uova di struzzo non allevato. E’ chiaro che poi nei talk-show sono più svegli di chi mangia pane e olio di scimmia. Infatti loro per un pasto spendono 150 euro, io, 1,50 euro.


 

E’ vero che Woody Allen ha fatto causa allo Zelig di Milano perché è stato usato il nome del suo film per un bar?

Ylenia, Roma

 

Woody Allen non sa neanche che c’è un bar che in Italia si chiama così. Oggi glielo dicono. Speriamo gli faccia causa. Ma non penso. Al limite può pagare i bollini Inps a quei 2.000 comici che hanno lavorato lì e adesso si trovano per strada. Ma non penso. Dovrebbe versare circa 50 milioni di dollari di contributi mancati. E perché? Per lui siamo estranei.


 

Mi scusi, una sola domanda. Ma perché risponde così da deficiente ai lettori?

Paola, Cagliari

  

Ma non diciamo così. Anzi per dimostrare che è vero voglio dirle che qui nessuno scrive. Inventiamo domande e quindi risposte noi.

Maurizio Milani

Nasce nel 1962. Nel 1987 esordisce sul palco di Zelig e fa una carriera di successo in tv come comico. Tra i suoi libri ricordiamo "L’uomo che pesava i cani" (2006) e "Del perché l’economia africana non è mai decollata" (2007). Scrive come opinionista su Il Foglio, ha una rubrica su Max e ha raccontato le disavventure del sindaco di Kyoto da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai 3. Da poco è uscito il suo ultimo libro, “Mi sono iscritto nel registro degli indagati” (Rizzoli).

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