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    <title>Il Foglio RSS</title>
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    <description>Il Foglio RSS contents</description>
    <language>it-it</language>
    <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 18:16:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Il Foglio</dc:creator>
    <dc:date>2026-03-11T18:16:05Z</dc:date>
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      <title>Una proposta creativa per la difesa comune europea</title>
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      <description>&lt;p&gt;Con l’attacco di un drone iraniano alla base militare britannica di Akrotiri, a Cipro, &lt;strong&gt;il conflitto in medio oriente ha sfiorato i confini dell’Ue&lt;/strong&gt;. Diversi paesi europei si sono mo... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 07:04:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Lorena Evangelista</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-11T07:04:00Z</dc:date>
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      <title>Materico e poco spettacolare. Il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/10/news/materico-e-poco-spettacolare-il-padiglione-italia-alla-biennale-di-venezia-8768019/</link>
      <description>&lt;p&gt;Alla prossima &amp;nbsp;61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/07/news/l-isola-della-biennale-8756963/"&gt;Biennale&lt;/a&gt; di Venezia , &lt;strong&gt;il Padiglione Italia sceglie una strada poco spettacolare e molto materica&lt;/strong&gt;: terra, gesti lenti e sculture che sembrano emergere da un tempo antico. Il progetto si intitola Con te con tutto e porta negli spazi delle Tese delle Vergini il lavoro dell’artista Chiara Camoni, nata a Piacenza nel 1974, con la curatela di Cecilia Canziani. Dal 9 maggio al 22 novembre prossimi, &amp;nbsp;il padiglione diventerà così un paesaggio attraversabile, una specie di studio espanso dove la scultura non è soltanto oggetto, ma una presenza, un qualcosa che occupa lo spazio, chiede attenzione, e - soprattutto - un corpo davanti a sé Alla conferenza stampa di presentazione il ministro della Cultura &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/alessandro-giuli/"&gt;Alessandro Giuli&lt;/a&gt;, dopo le ultime polemiche sulla partecipazione del Padiglione russo, ha partecipato via video. Camoni, ha spiegato, riesce a far dialogare arte e natura attraverso citazioni delicate del mondo etrusco, producendo una forma di &lt;strong&gt;"materialismo magico chiaramente fruibile e facilmente godibile"&lt;/strong&gt;, ricordando poi anche ricordato la direttrice artistica della Biennale, Koyo Kouoh, scomparsa di recente, è sottolineando come il progetto del Padiglione Italia si muova dentro il clima della mostra internazionale da lei immaginata, In Minor Keys. "L’Italia riuscirà ad esprimere una eccellenza artistica di grande forza e qualità", ha precisato il ministro. "L’arte è una delle migliori espressioni di un popolo ed è libera quando è libero il governo che le permette di esprimersi". &lt;strong&gt;Inevitabile anche un accenno alla discussione nata attorno alla riapertura del padiglione russo. "È una libera scelta della Biennale di Venezia, ne prendo atto", ha detto Giuli, senza aggiungere molto altro, prima di chiudere con un augurio che il padiglione "sarà una &amp;nbsp;grande festa tutta dedicata alla libertà del Padiglione Italia"&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;"Ringrazio il ministro, la nostra è una diversità di posizione dettata dalle leggi e procedure conclama l’autonomia di una istituzione che da 130 anni in una città speciale come Venezia costruisce il sentiero dove chiusura d censura sono fuori dall’ingresso della fondazione biennale di Venezia"&amp;nbsp;ha risposto il presidente della Biennale di Venezia &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/pietrangelo-buttafuoco/"&gt;Pietrangelo Buttafuoco&lt;/a&gt;. Per poi tornare a quella che sarà una “festa”, una parola che torna nella lettura della curatrice Canziani, che immagina il progetto come una sorta di convocazione. "Non sarà un padiglione monografico nel senso tradizionale – ha precisato – &amp;nbsp;ma uno spazio plurale, un luogo dove le opere si incontrano e dove il visitatore è invitato a prendere parte a una forma di esperienza più che a una semplice visione". &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il percorso comincia in penombra. Nella prima tesa appare una foresta di oltre venti figure in ceramica, poco più alte dell’uomo. Sono modellate a colombino o costruite con piccoli elementi di terracotta. Alcune hanno lineamenti riconoscibili, altre restano più aperte, quasi in trasformazione. Nella luce bassa sembrano presenze arcaiche – divinità minori, spiriti della terra – decorate con conchiglie, pietre, arbusti e frammenti di plastica raccolti nei dintorni dello studio dell’artista. Il visitatore attraversera’ così questo bosco silenzioso cercando lo sguardo delle statue, come se la scultura potesse restituire lo sguardo. "Con te con tutto è una dichiarazione di apertura, verso l’essere umano ma anche verso il mondo intero, che è sempre altro da noi", ha spiegato al Foglio l’artista.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Il progetto nasce da una pratica domestica e condivisa. "Lavorando a casa, in giardino, mia figlia e i suoi compagni di scuola sono entrati nel processo creativo. In altri lavori era stata mia nonna. La materia porta con sé queste presenze"&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La seconda tesa cambia invece completamente atmosfera. "Qui la luce è piena e la scultura diventa architettura: grandi figure femminili reclinate introducono a una costruzione che sembra affiorare dal terreno. Pavimenti, sedute, corridoi e piccoli giardini compongono una casa in formazione, un organismo aperto". &lt;strong&gt;All’interno prende forma la sezione Dialoghi, progettata da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi&lt;/strong&gt;. Accanto alle opere di Camoni compaiono lavori di Fausto Melotti, Alberto Martini e Marisa Merz, insieme a un’anfora etrusca del VII secolo a.C. e a due interventi contemporanei: la performance Canti fossili della coreografa Annamaria Ajmone e un montaggio filmico di Alice Rohrwacher costruito a partire da materiali del film La Chimera, dove i volti contemporanei si sovrappongono alle sculture etrusche del museo di Tarquinia. Al centro dello spazio si apre infine una piazza con sedute, mentre sul fondo appare il giardino.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;"Qui il progetto trova la sua immagine più semplice: il tempo della scultura, quello umano e quello della natura che cambia stagione si incontrano nello stesso sguardo". Canziani ha poi riassunto il metodo di Camoni con un’immagine elementare: "Prendere un vaso e costruire un mondo"&amp;nbsp;che in fondo è quello che ci sarà in tutto il padiglione. Non sarà una sequenza di opere, quanto una lenta costruzione di forme che nascono da gesti minimi – terra, mani, piccoli oggetti trovati – e che finiscono per occupare lo spazio con una presenza sorprendentemente calma.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:25:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giuseppe Fantasia</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-10T13:25:00Z</dc:date>
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      <title>Cosa insegna sul caso Biennale la vecchia censura a Baselitz e Kiefer</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/10/news/cosa-insegna-sul-caso-biennale-la-vecchia-censura-a-baselitz-e-kiefer-8765552/</link>
      <description>&lt;p&gt;Difficile dare torto a Massimo Cacciari, almeno quando non parla di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/referendum-giustizia/"&gt;referendum&lt;/a&gt; e rimane su un campo a lui più noto, la cultura e l’ar... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 04:36:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-10T04:36:00Z</dc:date>
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      <title>Le necessarie crudeltà del potere. I regimi e la tragedia della successione</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/09/news/le-necessarie-crudelta-del-potere-8755294/</link>
      <description>&lt;p&gt;Stalin non era un patito di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/william-shakespeare/"&gt;Shakespeare&lt;/a&gt;. &lt;strong&gt;Ma tra i personaggi di Shakespeare quello che proprio non sopportava era Amleto. Debo... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Siegmund Ginzberg</dc:creator>
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      <title>Riscoprirsi metafisici con una mostra diffusa a Milano </title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/09/news/riscoprirsi-metafisici-con-una-mostra-diffusa-a-milano--8755093/</link>
      <description>&lt;p&gt;"Sono già stato qui, ma quando o come non so dire”. Dante Gabriel Rossetti, preraffaellita evanescente, regala sensazioni. O basterebbe rubare la Moleskine a Chatwin, “che ci faccio io qui?”, per p... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 05:17:00 GMT</pubDate>
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      <title>Massimo Maggiari, cercatore di sciamani dalla Groenlandia al Messico</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/08/news/massimo-maggiari-cercatore-di-sciamani-dalla-groenlandia-al-messico-8755521/</link>
      <description>&lt;p&gt;Fu l’incontro con il pensiero di Elémire Zolla a segnare il destino di &lt;strong&gt;Massimo Maggiari&lt;/strong&gt;, studente di lingue al Magistero di Genova. S’appassionò allo sciamanesimo e poi scoprì il pensiero junghiano ma non immaginava, partendo per l’America per uno scambio estivo, che ci sarebbe rimasto tutta la vita. Massimo Maggiari, sessantasei anni, ha insegnato per un trentennio Lingua e letteratura italiana al College of Charleston in South Carolina. Non è stata una vita accademica sedentaria, perché ha percorso in prima persona i sentieri sciamanici delle letture giovanili, ha visitato a più riprese l’Alaska, la Groenlandia e l’Artico sulle orme dell’esploratore Roald Amundsen nel Passaggio a Nord-Ovest e ha approfondito la cultura inuit studiata da Knud Rasmussen. Infine il suo interesse si è spostato sul Messico, con la scoperta di un italiano divenuto curandero al Cerro Quemado.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;I viaggi di Maggiari hanno alimentato sia il lavoro accademico sia i libri che ha scritto. L’ultimo, “Nello spirito dell’Orsa Maggiore” (Edizioni il Ciliegio), è un romanzo ambientato in un inedito scenario tirolese.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Perché tanto l’affascina lo sciamanesimo?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Mi affascinò da subito il tema dell’iniziazione, l’esplorazione di dimensioni ignote, la possibilità di varcare una soglia. Il nostro daimon ci promette un orizzonte di bellezza ma qualche volta ha un costo, perciò molti fingono di non sentire la sua voce. È più comodo. &lt;strong&gt;Bisogna bagnarsi i piedi per attraversare un fiume e qualche volta te li senti freddi, malgrado l’eccitazione delle prospettive che ti spinge a proseguire&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Come ci parla il daimon?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;È necessario sviluppare l’attenzione per cogliere le sincronicità junghiane. Quando ripenso alla ricchezza di sogni e segnali che mi spinsero alla permanenza in America potrei definirlo un periodo “ipermagico”, cominciando dall’incontro con la donna che sarebbe diventata mia moglie e con alcuni professori di vasta apertura culturale. &lt;strong&gt;Un connubio romantico accademico che mi portò a Seattle, dove il corso di letteratura inglese era tenuto da un analista junghiano con cui potei continuare a coltivare i miei interessi&lt;/strong&gt;. Era il 1984, c’era il boom del New Age, James Hillman e Joseph Campbell erano nomi immancabili. Finalmente, da buon genovese, ritrovai il mare a Charleston dove ho sviluppato la carriera.&lt;br&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cosa la condusse al Passaggio a Nord-Ovest?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La voglia sorse improvvisa come un’epifania in un pomeriggio estivo in biblioteca. Tolsi da una delle lunghissime scaffalature, quasi per caso, il celebre libro di Roland Huntford “The Last Place on Earth”. Mi si riaccese la scintilla giovanile dell’escursionismo e scoprii la grandezza di Amundsen, che nei due anni in cui restò bloccato tra gli eschimesi mentre il mondo lo dava per morto imparò da loro tutto ciò che poteva. Come se frequentasse un master, in un’epoca in cui l’approccio degli esploratori verso i nativi era decisamente aristocratico e indifferente. Così nel 2011 partii per l’isola del Re Guglielmo, nell’artico canadese, dove Amundsen aveva soggiornato. L’università di Charleston ha sponsorizzato questo e altri miei viaggi e la sinergia con un docente di studi religiosi ci ha permesso di invitare al College anche sciamani e un medicine man. Purtroppo dopo il Covid c’è stata una caduta d’attenzione degli studenti rispetto a queste occasioni, che prima ne richiamavano a centinaia. È cambiato lo spirito dei tempi. Ricorda la pseudo-profezia sulla fine del mondo nel 2012? Si riferiva a un cambiamento energetico universale che fa il suo corso e produce anche squilibri. Richiederà un lungo assestamento. L’importante è mantenere la propria centratura, la giusta connessione con l’universo.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cosa le ha insegnato lo sciamanesimo?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Due parole: attenzione e intenzione. Quel che ci accade non è tanto il frutto di ciò che desideriamo, ma dei pensieri da cui siamo abitati. Bisogna ripulirsi. Uno sciamano mi raccontò che già da ragazzo aveva il potere di alleviare con l’imposizione delle mani i dolori mestruali, però dopo si sentiva male.&lt;strong&gt; Chiese consiglio alla nonna, che gli disse: “Cambia la tua intenzione”. Lui non capì. Un giorno, poco prima di un esame scolastico, una compagna gli chiese il trattamento e più lui rifiutava più lei insisteva&lt;/strong&gt;. Alla fine le impose le mani in modo frettoloso, la curò ma poi non stette male. Allora capì: la sua intenzione in quel caso era stata del tutto disinteressata, mentre in precedenza gli aveva fatto anche piacere toccare le ragazze.&lt;br&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ha mai sperimentato sostanze che favoriscono esperienze particolari?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;No, neppure quando sono stato in Messico da Don Mateus, un altro incontro frutto di curiose sincronicità: presentavo a Treviso uno dei miei volumi e la libraia mi raccontò di questo suo fratello, Matteo, che se n’era andato in Messico ed era diventato curandero. Scoprii che viveva proprio a poche ore di automobile da Monterrey dove intanto s’era trasferita mia figlia, sposata a un messicano. Così, alla prima occasione salii al pueblo di Don Mateus, un luogo arcaico a oltre duemila metri di altitudine dove ci sono più cavalli che vetture. &lt;strong&gt;Sembra di entrare in un mondo parallelo e molti ci vanno per provare il peyote, senza capire che non è un’esperienza per il turista che poi torna alla routine cittadina. Occorrono rispetto e tempi lunghi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Morale?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ognuno ha il suo daimon. Può anche darsi che il tuo ti suggerisca di trovare l’autenticità stando a casa seduto. Se è così, stai seduto.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 04:26:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Francesco Palmieri</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-08T04:26:00Z</dc:date>
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      <title>Attenti a quei due. Dall’alleanza tra arte, potere e fede nacque il Barocco</title>
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      <description>&lt;p&gt;Interloquì con otto papi, ma uno su tutti gli procurò imperitura gloria. Ecco perché quella sul possente sodalizio d’ideali, d’intenti e d’interessi che ha indelebilmente forgiato il volto di Roma ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 10:58:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Tommaso Ricci</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T10:58:00Z</dc:date>
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      <title>La fotografia d’autore ha trovato casa a Brera e parla al femminile</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/07/news/la-fotografia-d-autore-ha-trovato-casa-a-brera-e-parla-al-femminile-8735277/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Photo Vogue&lt;/strong&gt;, il festival organizzato dalla rivista di moda di Condé Nast in corso fino al 4 marzo, è oggi l’unico appuntamento milanese dedicato alla fotografia che abbia un respir... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 07:56:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Luca Fiore</dc:creator>
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      <title>Lo sguardo ironico (e inedito) del Singer meno premiato, nei suoi “Viaggi in America”</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/07/news/lo-sguardo-ironico-e-inedito-del-singer-meno-premiato-nei-suoi-viaggi-in-america--8735884/</link>
      <description>&lt;p&gt;"Sono un popolo difficile da capire, gli americani. Hanno tentato a tutti i costi di essere in tutto e per tutto il contrario degli europei. Prendete ad esempio il modo di salutarsi”. La novità è i... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 07:32:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Marco Archetti</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T07:32:00Z</dc:date>
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      <title>Non ubbidire alla Storia e all’uomo-massa si può, magari con un libro in mano</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/07/news/non-ubbidire-alla-storia-e-all-uomo-massa-si-puo-magari-con-un-libro-in-mano-8755529/</link>
      <description>&lt;p&gt;Penso agli &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/03/06/news/attacchi-e-contrattacchi-nel-golfo-gli-emirati-arabi-uniti-valutano-il-congelamento-dei-beni-iraniani-8752196/"&gt;attuali mali del m... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:50:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Alfonso Berardinelli</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T04:50:00Z</dc:date>
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      <title>Tra romance, giallo e fantascienza. Il perturbante freudiano di Sloane</title>
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      <description>&lt;p&gt;William Sloane, chi era costui? Nato in Massachusetts nel 1906 e morto a New York nel 1974, Sloane è stato prima di tutto un editore, per anni amministratore della Rutgers University Press, e il su... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:41:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Matteo Moca</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-07T04:41:00Z</dc:date>
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      <title>L’isola della Biennale</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/07/news/l-isola-della-biennale-8756963/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/pietrangelo-buttafuoco/"&gt;Pietrangelo Buttafuoco&lt;/a&gt;, direttore della &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/biennale-venezia/"&gt;Biennale&lt;/a&gt;, ha rilasciato una bel... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 04:22:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-07T04:22:00Z</dc:date>
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      <title>Da Moravia con Modugno a Cazzullo con Sal Da Vinci: lo stesso rigetto di quello che piace</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/06/news/da-moravia-con-modugno-a-cazzullo-con-sal-da-vinci-lo-stesso-rigetto-di-quello-che-piace-8749894/</link>
      <description>&lt;p&gt;Primo: dateci subito una coreografia di “Per sempre Sì” con Cazzullo e Italo Bocchino in tuta di ciniglia che sculettano, si sbracciano, sfoggiano l’indice con brillocco nel finale (dove sono gli s... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:32:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Minuz</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T04:32:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Francesco a nudo. Il film di Zeffirelli rinasce in forma scenica</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/06/news/francesco-a-nudo-il-film-di-zeffirelli-rinasce-in-forma-scenica-8749543/</link>
      <description>&lt;p&gt;Nel calendario del Giubileo francescano, l’approdo teatrale di &lt;i&gt;Fratello Sole Sorella Luna&lt;/i&gt; al Teatro Lyrick di Assisi – in programma da oggi fino a domani – assume il valore di un ritorno all... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:28:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giuseppe Fantasia</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T04:28:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>La gratitudine è morta, e non possiamo nemmeno dedicarle una preghiera</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/06/news/la-gratitudine-e-morta-e-non-possiamo-nemmeno-dedicarle-una-preghiera-8749542/</link>
      <description>&lt;p&gt;Verso la parte conclusiva dei &lt;i&gt;Fratelli Karamazov&lt;/i&gt;, poco prima che ceda sotto i colpi di un tremendo esaurimento nervoso (o piuttosto di un crollo spirituale), Ivan, l’ateo, ha una visione, fo... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 04:15:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Michele Silenzi</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-06T04:15:00Z</dc:date>
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      <title>Salvate il classico! Studenti in calo, liceo a picco: una tragedia, perché è la miglior scuola del mondo</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/scuola/2026/03/04/news/salvate-il-classico-studenti-in-calo-liceo-a-picco-una-tragedia-perche-e-la-miglior-scuola-del-mondo-8735897/</link>
      <description>&lt;p&gt;Ecco una vera battaglia culturale “di destra”, certo più identitaria e tradizionale e nazional-sovranista che trovare un programma a &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/pino-insegno/"&gt;Pino Insegno... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Alberto Mattioli</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-04T05:00:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Il Rembrandt e i Michelangelo ritrovati. Quello che la critica sbaglia, la ricerca corregge</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/03/news/il-rembrandt-e-i-michelangelo-ritrovati-quello-che-la-critica-sbaglia-la-ricerca-corregge-8735382/</link>
      <description>&lt;p&gt;Una tela dimenticata in una collezione privata per sessant'anni. Un busto di marmo che nessuno guardava davvero da quattro secoli. E una stanza segreta con serrature multiple, da qualche parte a Roma. Non è un nuovo romanzo di Dan Brown, ma solo perché la realtà è sempre più intrigante della fantasia.&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Due notizie nell'arco di pochi giorni hanno rimesso in discussione secoli di storia dell'arte&lt;/strong&gt;. La prima arriva da Amsterdam, dove &lt;strong&gt;i tecnici del Rijksmuseum hanno puntato i loro macchinari su una tela dimenticata in una collezione privata. La risposta è arrivata inequivocabile: “&lt;a href="https://www.rijksmuseum.nl/en/stories/themes/rembrandt/story/a-new-rembrandt-discovered"&gt;La Visione di Zaccaria nel Tempio&lt;/a&gt;”, olio datato 1633, è un Rembrandt autentico&lt;/strong&gt;, declassato per errore nel 1960 da un critico autorevole e da allora “scomparso”, almeno agi occhi del grande pubblico. La seconda arriva da &lt;a href="https://www.ilmessaggero.it/vaticano/michelangelo_capolavori_stanza_blindata_nascosti_allievi-9370363.html"&gt;Roma&lt;/a&gt;, dove una ricercatrice indipendente, Valentina Salerno, ha concluso nove anni di lavoro negli archivi italiani ed europei con una tesi che riscrive &lt;strong&gt;gli ultimi giorni di Michelangelo&lt;/strong&gt;: il maestro rinascimentale &lt;strong&gt;non bruciò la sua collezione privata, ma nascose tutto, affidando disegni, bozzetti e sculture a una rete di amici e allievi fidati&lt;/strong&gt;, con un piano costruito a compartimenti stagni, degno di un film&amp;nbsp;di spionaggio. Il risultato sono &lt;strong&gt;venti opere finora di attribuzione incerta che tornano nell'orbita del Buonarroti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Una coincidenza, certo. Ma anche il segno di qualcosa che sta cambiando nel modo in cui la storia dell'arte fa i conti con se stessa. Quello che sembrava perduto non lo era: era solo fuori dalla nostra capacità di vedere. A volte servono i raggi X. Altre occorre un metodo mutuato dalla criminologia (o dalla drammaturgia, come lo&amp;nbsp;Stanislavskij, sostiene Salerno) e la pazienza di sfogliare tra atti notarili cinquecenteschi cercando di unire i puntini. In entrambi i casi, il problema non era trovare le opere. Era sapere dove guardare.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ma facciamo un passo indietro. Perché&lt;strong&gt; quella dei grandi disconoscimenti è anche una storia di umiliazioni accademiche&lt;/strong&gt;. Nel 1983 il Getty Museum di Los Angeles acquistò per quasi dieci milioni di dollari &lt;strong&gt;un &lt;em&gt;kouros&lt;/em&gt; greco che poi si rivelò (molto probabilmente) un falso moderno&lt;/strong&gt; anche se decine di esperti lo avevano ritenuto autentico. Non solo: prima dell'acquisto, il museo commissionò analisi scientifiche approfondite, tra cui esami geologici e chimici del marmo, che sembrarono confermare l'autenticità del pezzo. Col tempo emersero diverse anomalie: la provenienza era vaga e i documenti forniti dal venditore risultarono sospetti o falsificati. Le analisi scientifiche, rilette criticamente, si rivelarono meno conclusive di quanto sembrava: la patina di dolomite in superficie poteva essere stata prodotta artificialmente. Il Getty conserva ancora la statua, esponendola con un cartellino che recita laconicamente: "Greek, 530 BC, or modern forgery". Tuttavia, alcuni dei massimi esperti mondiali di scultura greca arcaica, come Federico Zeri, Evelyn Harrison e altri storici dell'arte dissero di aver avvertito che "qualcosa che non andava" fin dal primo sguardo, un senso di "disagio". Malcolm Gladwell ha reso celebre questo caso nel suo libro "&lt;a href="https://www.oscarmondadori.it/libri/in-un-batter-di-ciglia-malcolm-gladwell/"&gt;In un batter di ciglia&lt;/a&gt;" (Mondadori, 2019), usandolo come esempio del potere dell'intuizione esperta. La vicenda è ripercorsa anche nella serie podcast “&lt;a href="https://www.audible.it/pd/Il-potere-dellinganno-Falsari-truffatori-e-ladri-geniali-Audiolibri/B0FXMX85R9"&gt;Il potere dell'inganno&lt;/a&gt;”, dove Massimo Picozzi e Carlo Lucarelli citano anche il caso di &lt;strong&gt;Han van Meegeren&lt;/strong&gt;, pittore olandese frustrato dall'insuccesso, che si vendicò del mondo dell'arte in modo&amp;nbsp;spettacolare: dipingendo&lt;strong&gt; falsi Vermeer così convincenti da ingannare i massimi esperti mondiali&lt;/strong&gt;. Dopo anni di studio meticoloso delle tecniche seicentesche, riuscì persino a vendere uno dei suoi falsi a Hermann Göring durante l'occupazione nazista. Fu proprio questo a tradirlo: arrestato nel dopoguerra come collaborazionista, rivelò l'inganno per salvarsi, ma nessuno gli credette finché non dipinse un nuovo "Vermeer" dal vivo davanti ai giudici. Condannato solo per frode, morì nel 1947 prima di scontare la pena, diventato ormai un eroe popolare per aver gabbato i nazisti. Anche per il &lt;strong&gt;Caravaggio&lt;/strong&gt;, la paternità è stato “data” e “tolta” a decine di opere nel corso del Novecento. Negli anni Venti e Trenta, Roberto Longhi ricostruì quasi dal nulla il catalogo di Michelangelo Merisi, con un lavoro pionieristico ma inevitabilmente soggettivo. Le generazioni critiche successive smontarono parte di quelle attribuzioni, ne aggiunsero di nuove, poi tornarono sui propri passi. Dipinti passati decenni come Caravaggio autentici venivano retrocessi a “seguace di”, per poi essere magari riabilitati vent'anni dopo. &lt;strong&gt;Insomma, l'attribuzione di un dipinto antico senza documenti è sempre, in ultima analisi, un giudizio estetico travestito da giudizio scientifico&lt;/strong&gt;. E così torniamo allo Zaccaria di Rembrandt, che ha una sua ironia particolare. La tela era stata considerata autentica fino al 1960. Fu poi la rivalutazione stilistica di quegli anni – quando la critica anglosassone tendeva a ridurre il corpus del maestro di Leida per sottrarlo all’inflazione attributiva del mercato – a declassarla. Quello che mancava, allora, era la possibilità di guardare sotto la superficie.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;h2&gt;Cosa vede la tecnologia che sfugge all'occhio di un critico&amp;nbsp;&lt;/h2&gt; 
&lt;p&gt;Le tecniche usate dal Rijksmuseum sullo Zaccaria sono le stesse già impiegate nel mastodontico progetto “&lt;a href="https://www.rijksmuseum.nl/en/whats-on/exhibitions/operation-night-watch"&gt;Operation Night Watch&lt;/a&gt;”, il cantiere scientifico aperto sulla “Ronda di Notte” che da anni rappresenta il modello mondiale di restauro e studio integrato. Si chiama &lt;strong&gt;Macro-XRF: una scansione a fluorescenza X che attraversa gli strati di pittura e restituisce una mappa elementare della superficie, rivelando ogni ripensamento, ogni correzione dell’artista&lt;/strong&gt;. Rembrandt era un pittore che pensava mentre dipingeva. I suoi “pentimenti” – le modifiche apportate in corso d’opera, visibili solo sotto i raggi X – sono una firma tanto identificativa quanto il tratto del pennello. Sullo Zaccaria, la Macro-XRF ha mostrato cambiamenti compositivi coerenti con il suo metodo. &lt;strong&gt;L’analisi dendrocronologica del supporto (una tavola di quercia) ha confermato la data. E lo studio della firma ha dimostrato che non fu apposta in seguito, come accadeva spesso nelle opere di bottega rimaneggiate dai mercanti&lt;/strong&gt;. Il risultato non è solo l’autenticazione di un dipinto: è la dimostrazione che l’occhio umano, per quanto esperto, ha bisogno di alleati che vedono dove non arriva. La scienza non sostituisce la critica dell’arte. Le permette, però, di non sbagliare su ciò che si può misurare.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La vicenda che riguarda Michelangelo è di natura più intricata, e il suo svolgimento è ancora in corso. È di sabato scorso &lt;a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2026/02/28/un-busto-scultoreo-riattribuito-a-michelangelo_e3287841-f46b-4e14-86e5-2847c616f661.html"&gt;la notizia&lt;/a&gt; che un busto scultoreo del Salvatore, da secoli presente all'interno della Basilica di Sant'Agnese fuori le mura a Roma, verrà riattribuito al Buonarroti. È una delle venti opere di autenticità incerta, ora ricollegate all'artista rinascimentale, come risultato del lavoro di una ricercatrice indipendente romana. Per nove anni, &lt;strong&gt;Valentina Salerno ha&amp;nbsp;incrociato documenti d’archivio italiani e stranieri per ricostruire gli ultimi giorni del maestro&lt;/strong&gt;. La tesi centrale del suo studio (“&lt;a href="https://www.academia.edu/164484682/Michelangelo_gli_ultimi_giorni_Last_days_of_Michelangelo"&gt;Michelangelo. Gli ultimi giorni&lt;/a&gt;”) è che le opere che si trovavano nella sua casa romana non vennero distrutte, come vuole la versione ufficiale tramandata dal Vasari. Michelangelo le avrebbe invece affidate a una rete di allievi e amici fidati, con istruzione di nasconderle in un luogo segreto. Uno dei documenti ritrovati da Salerno descrive l’esistenza di una stanza con un sistema di chiavi multiple – “tanto prezioso da prevedere misure straordinarie di sicurezza”, secondo la ricercatrice – ma “vuota da oltre quattrocento anni”. Un piano per sottrarre la propria eredità artistica allo &lt;em&gt;ius sanguinis&lt;/em&gt;, che avrebbe consegnato tutto al poco amato nipote Leonardo, e distribuirla segretamente tra gli allievi e gli amici prescelti. Il principale esecutore del piano sarebbe stato Tomaso De' Cavalieriis – nobile, potente, Conservatore del Popolo Romano, e amico di una vita – l'unico a conoscere l'intero disegno, costruito a compartimenti stagni così che nessun altro partecipante potesse tradire più di una parte. Documento dopo documento, la ricostruzione di Salerno individua le prove: i sigilli manomessi nella cassa dei denari, le anomalie nel testamento di Daniele da Volterra, i rotoli di disegni “di Daniele” che negli inventari degli allievi di generazione successiva riemergono come “di mano di Michelangelo”, e soprattutto un atto inedito del 1572 in cui si descrive un cubicolo segreto, apribile solo con la combinazione simultanea di più chiavi affidate a persone diverse. &lt;strong&gt;La conferma più clamorosa viene da un manoscritto di Gaspare Celio ritrovato in Inghilterra&lt;/strong&gt;. La ricerca di Valentina Salerno ha attirato l’attenzione della &lt;strong&gt;Fabbrica di San Pietro&lt;/strong&gt;, che ha costituito un comitato scientifico con esperti dei maggiori musei del mondo. E ha trovato &lt;strong&gt;una conferma inattesa nel mercato&lt;/strong&gt;: il 5 febbraio, da Christie’s a Londra, è stato venduto un bozzetto del piede della Sibilla Libica con un’attribuzione che seguiva esattamente la stessa traccia individuata da Salerno. Come nel caso di Rembrandt, anche qui&amp;nbsp;il problema non era trovare i dipinti. Era sapere dove guardare. Lo Zaccaria era rimasto in una collezione privata per mezzo secolo. Michelangelo, forse, ha nascosto le sue opere in una stanza di cui non abbiamo più le chiavi. Quello che sembrava perduto non lo era. E la storia dell’arte, come tutta la storia, si può anche riscrivere. A volte grazie a un archivio. A volte con&amp;nbsp;i raggi X.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 13:35:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-03-03T13:35:00Z</dc:date>
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      <title>Le difficoltà delle democrazie</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/02/news/le-difficolta-delle-democrazie-8729058/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Matteo Marangoni&lt;/strong&gt; (Firenze, 1876-1958), storico e critico d’arte, fu una figura significativa nel panorama culturale italiano della prima metà del Novecento. Lavorò alla Soprintende... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Sabino Cassese</dc:creator>
      <dc:date>2026-03-02T10:34:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Colori di libertà. L’opera di Esteban Vicente</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/03/02/news/colori-di-liberta-l-opera-di-esteban-vicente-8715391/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Terra e libertà. Due culture, due continenti, due visioni dell’arte in raffronto perenne&lt;/strong&gt;. Tra questi due poli si aggomitola la pittura e la scultura di &lt;strong&gt;Esteban Vicente&lt;/str... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 04:50:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Maria Pia Farinella</dc:creator>
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      <title>La rivoluzione dei pianoforti</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/musica/2026/03/02/news/la-rivoluzione-dei-pianoforti-8715388/</link>
      <description>&lt;p&gt;Stavano tra Firenze, Parigi e la meno glamour Hohnstein in Sassonia, ma non si parlavano, non c’era il telefono né l’e-mail, eppure avrebbero avuto molto da dirsi. Chi erano? Gli inventori del pian... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 04:35:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Alberto Riva</dc:creator>
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